Guerra Ucraina-Russia, la diretta di oggi, 26 agosto
Un attacco ucraino avrebbe colpito la maxi-raffineria russa Lukoil a Nizhny Novgorod, secondo quanto riportato dai media. Intanto Mosca conferma di essere al lavoro con Kiev per organizzare un ampio scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.
Cosa sapere:
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Un attacco ucraino avrebbe colpito la maxi-raffineria Lukoil a Nizhny Novgorod.
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La notizia dell’attacco alla struttura energetica russa è stata riportata dai media.
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Mosca conferma di essere al lavoro per un ampio scambio di prigionieri con Kiev.
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Il dossier dei prigionieri resta uno dei canali di confronto aperti tra Russia e Ucraina.
Cosa sta succedendo
Live blog sulla guerra Ucraina-Russia: attacco alla maxi-raffineria Lukoil e Mosca che prepara uno scambio di prigionieri. Aggiornamenti in arrivo su sviluppi regionali che coinvolgono Iran e Golfo.
Ultimi sviluppi: lo Stretto di Hormuz resta chiuso al transito militare: Teheran e Oman negoziano un corridoio temporaneo e uno sminamento, ma il passaggio non sarà riaperto finché non cesseranno le azioni statunitensi.
- Hormuz: il viceministro Kazem Gharibabadi annuncia che potranno transitare solo navi commerciali e che Iran e Oman stanno elaborando un memorandum per istituire un corridoio temporaneo e procedere allo sminamento
- Teheran–Pakistan: Gharibabadi ha detto durante l’incontro con il comandante pakistano che «non ci fidiamo degli Usa» e che l’Iran non ha violato l’accordo
- Conflitti regionali: forze israeliane continuano a bombardare il sud del Libano; nella Striscia di Gaza almeno 7 morti e 10 feriti nelle ultime 24 ore
Nickolay Mladenov ha detto al Consiglio di Sicurezza che Hamas e le fazioni armate della Striscia di Gaza hanno accettato di consegnare le armi e di trasferire la piena autorità di governo, civile e di sicurezza a un'amministrazione di transizione riconosciuta dalle Nazioni Unite. Ha presentato una roadmap che prevede la consegna «di ogni tipo di arma» e il ritiro delle forze israeliane da Gaza.
Il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle Forze armate iraniane, afferma che i media considerati ostili potranno essere «bersagli legittimi». Ha citato la Bbc, Iran International e Radio Farda, accusandole di essere collegate e finanziate da servizi di intelligence esterni e sostenendo che i loro giornalisti potrebbero essere presi di mira. Inoltre ha definito quei mezzi «pseudo-media» e li ha accusati di promuovere violenza, secondo l'agenzia Fars.
Il presidente Donald Trump dice in un'intervista telefonica con Al Jazeera che «i bombardamenti e le sanzioni sono efficaci» e che l'economia iraniana «cade a pezzi». Trump aggiunge che le forze americane stanno ottenendo una «grande vittoria» e che non ha fretta di tornare a negoziare con Teheran.
Il presidente Donald Trump, intervistato al Glen Beck Program, afferma di non credere che Mojtaba Khamenei sia morto.
Trump dice che Khamenei sarebbe rimasto gravemente ferito al lato sinistro del corpo e aggiunge: «Se fosse morto, starebbero mettendo in scena una recita piuttosto convincente».
Netanyahu afferma «A Trump ho detto che non si può fare accordo con quei selvaggi».
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese afferma che Pechino «adotterà tutte le misure necessarie per difendere con fermezza i propri legittimi diritti e interessi». Il portavoce ha ribadito la «ferma opposizione a sanzioni unilaterali», mentre la stampa statale pubblica vignette critiche sulle misure americane.
Gli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione contro basi Usa nel Golfo hanno mostrato precisione e hanno danneggiato installazioni e siti di intelligence, riferisce Nbc citando fonti anonime. Nbc aggiunge che l'Iran ha impiegato una combinazione di droni e missili per aumentare l'accuratezza dei colpi.
L'Iran e l'Oman hanno concordato la spartizione dei proventi derivanti dalle tariffe imposte alle navi in transito nello Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia Tasnim.
Tasnim cita Hossein Mohebi delle Guardie della Rivoluzione, che accusa gli Stati Uniti di aver boicottato i colloqui con Doha e avverte che lo Stretto resterà aperto solo se Washington accetterà le condizioni iraniane.
L'Idf afferma di aver colpito e smantellato una struttura a Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, definita postazione per imboscate e deposito di armi dell'ala militare di Hamas. Il portavoce delle forze di difesa israeliane precisa che la postazione si trovava a circa 50 metri dalla Linea Gialla, a 70 metri dall'ospedale Kamal Adwan e a 170 metri da una scuola, e la descrive come una minaccia per le truppe. Al Jazeera segnala almeno tre morti e diversi feriti in seguito all'attacco.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese afferma che il governo adotterà «tutte le misure necessarie per difendere con fermezza i propri legittimi diritti e interessi». Il portavoce ribadisce la «ferma opposizione a sanzioni unilaterali» e avverte che tali misure «innescano effetti a catena». La stampa statale ha pubblicato una vignetta che rappresenta la Statua della Libertà intenta a consumare sanzioni.
I Pasdaran hanno condotto attacchi molto precisi contro basi Usa nel Golfo, secondo fonti anonime citate da Nbc. Le stesse fonti riferiscono che i raid hanno danneggiato sia installazioni militari sia strutture legate all'intelligence, usando una combinazione di droni e missili. Gli attacchi sono passati da salve ampie a missioni più mirate con danni mirati.
La Cnn scrive che il Secret Service statunitense è a conoscenza di un video trasmesso dall'emittente statale iraniana che sembra minacciare la vita di Barron Trump. Il filmato, di quasi tre minuti, mostra luoghi frequentati dal giovane e si apre con la scritta in inglese «Dove uccidere Barron Trump?!».
Il primo ministro britannico Andy Burnham valuta un embargo totale sugli scambi di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania, riferisce il Telegraph.
Il Telegraph scrive che la misura mira a rispondere ai piani per nuovi insediamenti nell'area E1 e potrebbe essere annunciata «entro poche settimane».
Il Times aggiunge che Burnham potrebbe imporre «sanzioni incisive», comprese misure contro ministri e singoli coloni di estrema destra.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che sono almeno sette i palestinesi uccisi dai raid israeliani nella Striscia nelle ultime 24 ore. I feriti ammonterebbero a 10 persone, secondo lo stesso bollettino.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu afferma che non è possibile alcun accordo diplomatico con «quei selvaggi» in Iran. Ha detto di aver illustrato al presidente Donald Trump varie opzioni, tra cui un inasprimento delle sanzioni e «stringere l'assedio», e ha avvertito che la sfida iraniana resta aperta su più fronti.
Pezeshkian e Putin si incontreranno a Bishkek il primo settembre a margine del vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, ha riferito l'ambasciatore iraniano a Mosca Kazem Jalali. Il vertice, presieduto dal Kirghizistan, riunirà i leader dei Paesi membri per discutere di sicurezza regionale e cooperazione economica.
I media palestinesi riferiscono un morto e diversi feriti dopo un attacco israeliano che ha colpito una tenda nell'area di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L'esercito israeliano non ha rilasciato commenti sulla vicenda.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, dovrebbe recarsi a Teheran, probabilmente domani. Lo riferisce il sito Iran Nuances, che aggiunge che durante la visita il capo del governo di Doha discuterà con le autorità iraniane di relazioni bilaterali e di misure per rafforzare sicurezza e stabilità nella regione.
Media israeliani riportano che l'Iran avrebbe pianificato di uccidere Yair Netanyahu, 35 anni, mentre si trovava in Florida. Il Times of Israele cita Newsmax, che a sua volta riporta una fonte delle forze dell'ordine statunitensi secondo cui agenti iraniani sarebbero stati nella zona di Miami per sorvegliarlo. Il giorno prima Netanyahu aveva detto a Channel 14: «L'Iran ha preso di mira uno dei miei figli», senza precisare quale.
Il comandante delle forze di difesa aerea iraniane, Amir Alireza Elhami, afferma che le capacità sono state potenziate durante la guerra con gli Stati Uniti. I media iraniani riportano che l'esercito ha applicato «preziose esperienze» dal 28 febbraio per migliorare tattica, produzione, organizzazione e dispiegamento dei sistemi, arrivando a dipendere «al 100 per cento» da capacità interne.
Oman e Iran discutono un «corridoio temporaneo» di navigazione nello Stretto di Hormuz e operazioni di sminamento, ma le autorità iraniane avvertono che il passaggio non sarà riaperto finché gli Stati Uniti non porranno fine alla guerra. Lo Stretto è attualmente bloccato da Teheran e Washington ha varato nuove sanzioni secondarie che interessano partner commerciali iraniani in settori come oro, tecnologia, aviazione e trasporto marittimo.
Le forze israeliane continuano a colpire il Libano meridionale con raid aerei, fuoco di artiglieria e operazioni di rastrellamento. Lo riferisce l'agenzia nazionale d'informazione Nna, che segnala colpi contro al Mansouri, esplosioni a Sarbine, raid su al Qantara e spari intermittenti sulla periferia di Haddatha.
Almeno tre raffinerie indiane e una grande società energetica internazionale prevedono di non utilizzare le navi inserite nella nuova blacklist iraniana, anche per trasferimenti nave a nave, per motivi di sicurezza, riferiscono fonti con conoscenza diretta. Teheran ha annunciato una lista di 45 navi che, secondo le autorità iraniane, avrebbero violato le regole di transito nello Stretto di Hormuz e ha avvertito che interverrà contro chi effettua trasferimenti con imbarcazioni della lista.
Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha detto ad Asim Munir, durante la visita del comandante dell'esercito pakistano a Teheran, che «non ci fidiamo degli Usa» e che l'Iran non ha violato l'accordo. Gharibabadi, citato dall'agenzia Fars, ha avvertito che se le azioni americane proseguiranno «l'Iran rivelerà nuove capacità». Ha inoltre detto che «Hormuz non è l'unico strumento che abbiamo contro gli Stati Uniti», avvertendo sul potenziale impatto economico.
Il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi annuncia che nello Stretto di Hormuz potranno transitare soltanto navi commerciali e non unità militari. Gharibabadi dice che Iran e Oman stanno elaborando un memorandum per istituire un corridoio temporaneo, procedere allo sminamento della rotta e proseguire le discussioni su un corridoio permanente. Secondo il memorandum, la rotta d'ingresso al Golfo Persico passerà per acque iraniane mentre la rotta d'uscita attraverserà acque territoriali dell'Oman.
