Aramco sposta carichi fuori dallo Stretto di Hormuz verso la Cina per le consegne di settembre. La compagnia ha riposizionato i punti di carico e ha impiegato petroliere con transponder spento, con trasbordi in mare, secondo Reuters. Il quadro resta teso nel Golfo, mentre sullo sfondo pesano le relazioni con l’Iran e i rischi sulla sicurezza marittima.
Aramco sposta carichi fuori dallo Stretto di Hormuz
La compagnia ha spostato i punti di carico fuori dal passaggio strategico e ha scelto trasferimenti nave‑nave per le forniture di settembre. Inoltre ha utilizzato navi con transponder spento, pratica che limita la tracciabilità pubblica delle rotte. Con questa scelta, Aramco sposta carichi fuori dallo Stretto di Hormuz lungo rotte alternative verso la Cina.
- Punti di carico spostati fuori dallo Stretto di Hormuz
- Trasbordi in mare per consegne di settembre
- Petroliere con transponder spento
- Contesto di tensione nel Golfo con l’Iran
Il movimento marittimo coincide con un’agenda internazionale già carica: si parla dell’attacco a una maxi-raffineria e di negoziati per uno scambio di prigionieri legati al conflitto in corso. Inoltre le mosse nel Golfo incidono sulla percezione del rischio, mentre gli operatori valutano percorsi e modalità di consegna.
Irgc: «guerra economica» degli Stati Uniti
L’Irgc, attraverso Hossein Mohebbi, ha affermato che gli Stati Uniti sono passati a una «guerra economica», secondo l’agenzia Irna. La definizione segnala un irrigidimento del linguaggio, infatti accompagna la fase di aggiustamento delle rotte energetiche. Di conseguenza il dossier energetico e quello di sicurezza si intrecciano con maggiore evidenza.
Colpi nel sud del Libano: Mansouri e Tiro
L’esercito israeliano ha colpito Mansouri, nel sud del Libano, con artiglieria e missili. Inoltre un drone avrebbe sganciato una bomba a Tiro, riferisce Orient Le Jour. Mentre l’attenzione resta alta lungo il confine, questi episodi alimentano un contesto regionale già teso.
Nel complesso le operazioni indicate riguardano le consegne di settembre e rotte fuori dallo Stretto di Hormuz. Tuttavia gli sviluppi restano legati alla stabilità del Golfo e alle mosse degli attori regionali.
Guerra Ucraina-Russia, la diretta di oggi, 26 agosto
Un attacco ucraino avrebbe colpito la maxi-raffineria russa Lukoil a Nizhny Novgorod, secondo quanto riportato dai media. Intanto Mosca conferma di essere al lavoro con Kiev per organizzare un ampio scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.
Cosa sapere:
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Un attacco ucraino avrebbe colpito la maxi-raffineria Lukoil a Nizhny Novgorod.
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La notizia dell’attacco alla struttura energetica russa è stata riportata dai media.
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Mosca conferma di essere al lavoro per un ampio scambio di prigionieri con Kiev.
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Il dossier dei prigionieri resta uno dei canali di confronto aperti tra Russia e Ucraina.
Cosa sta succedendo
Live blog sulla guerra Ucraina-Russia e sugli sviluppi regionali: oltre all’attacco alla maxi-raffineria Lukoil e ai negoziati per uno scambio di prigionieri, restano sotto osservazione le tensioni tra Iran e gli attori internazionali e le mosse navali nella regione del Golfo.
Ultimi sviluppi: la compagnia Aramco ha spostato punti di carico fuori dallo Stretto di Hormuz, ricorrendo a petroliere con transponder spento e a trasbordi in mare per le consegne di settembre, riferisce Reuters.
- Irgc: Hossein Mohebbi afferma che gli Stati Uniti sono passati a una «guerra economica», riferisce Irna
- Aramco: spostati i punti di carico fuori dallo Stretto di Hormuz con trasbordi in mare, secondo Reuters
- Libano: l’esercito israeliano ha colpito Mansouri nel sud con artiglieria e missili; un drone avrebbe sganciato una bomba a Tiro, riferisce Orient Le Jour
Aramco ha collocato punti di carico fuori dallo Stretto di Hormuz per le consegne di settembre dopo aver venduto almeno 4 milioni di barili alla Cina, riferisce Reuters. Per ridurre i rischi nel passaggio, il gruppo sta usando petroliere con transponder spento e trasbordi in mare, scaricando pressioni logistiche e operative su Singapore come hub di raffinazione, pricing e stoccaggio.
Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), ha detto che gli Stati Uniti sono passati a una «guerra economica» contro l'Iran dopo aver esaurito scorte di armi strategiche, riferisce l'agenzia Irna. Mohebbi ha aggiunto che Washington prevedeva l'esaurimento dei missili iraniani, ma le operazioni missilistiche iraniane sono comunque proseguite.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha scritto su X che la Uss Abraham Lincoln «doveva dimostrare potenza» ma ora sembra «in vacanza» per uno scalo in Thailandia dopo oltre 200 giorni in mare. Baghaei ha aggiunto nel post che la nave è stata inviata nella regione per «dimostrare la propria potenza» e ha concluso con la battuta «Sono stanco, capo».
L'Orient Le Jour riferisce che l'esercito israeliano ha colpito Mansouri, nel sud del Libano, con dieci colpi d'artiglieria da carro armato e due missili. La stessa fonte segnala che un drone israeliano ha sganciato una bomba sul villaggio del distretto di Tiro, mentre attacchi a Serbine e a Bani Hayyan avrebbero distrutto abitazioni e infrastrutture.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth afferma che gli Stati Uniti non escludono nuove azioni militari contro l'Iran, anche nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto in un'intervista a Newsmax, dopo che Washington ha annunciato questa settimana nuove sanzioni mirate ad aumentare l'isolamento economico di Teheran nel quadro della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
I media libanesi segnalano attacchi a Sarbin e Al-Mansouri nel sud del Libano. L'emittente Al-Mayadeen, vicina a Hezbollah, riferisce gli episodi nei due villaggi.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, sarà domani a Teheran per colloqui con le autorità iraniane, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Majed al-Ansari.
Al-Ansari ha aggiunto che la visita mira a ridurre le tensioni e creare le condizioni per la ripresa del dialogo, definendo la diplomazia «il modo migliore per risolvere le divergenze e promuovere la sicurezza e la stabilità regionali».
Al centro dei colloqui ci sarà la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e il ripristino delle condizioni esistenti prima del 28 febbraio.
Al Thani sarà domani a Teheran per colloqui con le autorità iraniane, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri qatariota Majed al-Ansari.
Al-Ansari ha spiegato che la visita mira a ridurre le tensioni e a creare le condizioni per una ripresa del dialogo, con al centro la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
«La diplomazia è il modo migliore per risolvere le divergenze e promuovere la sicurezza e la stabilità regionali», ha aggiunto al-Ansari, sottolineando che il Qatar punta a ripristinare nel passaggio marittimo le condizioni esistenti prima dell'inizio del conflitto il 28 febbraio.
Mohammed Bagher Ghalibaf scrive su X che il rapporto con la Cina «non ha bisogno del permesso di nessuno». Ha aggiunto di accogliere la dichiarazione della Cina che respinge le sanzioni statunitensi e di considerare il partenariato fondato sul rispetto reciproco e sulla cooperazione vantaggiosa.
Il portavoce delle forze armate Abolfazl Shekarchi annuncia che diversi media in lingua persiana con sede all'estero sono stati inseriti nella «lista degli obiettivi militari». In dichiarazioni trasmesse dalla televisione di Stato cita BBC Persian, Iran International e Radio Farda, accusandoli di essere «direttamente collegati al Mossad, alla Cia e alle organizzazioni di intelligence nemiche». Non ha specificato quali sarebbero gli obiettivi indicati.
Nikolay Mladenov, alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, ha detto al Consiglio di sicurezza Onu che gli attacchi dell'esercito israeliano ritardano il disarmo di Hamas. Ha avvertito che «ogni uso della forza che non risponda a una minaccia immediata... costa al processo qualcosa di molto, molto difficile da recuperare». Mladenov ha inoltre riferito che lui e l'inviato Jared Kushner hanno cercato senza successo di convincere Benjamin Netanyahu a limitare gli attacchi durante l'incontro del 17 agosto a Gerusalemme.
Secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri Abbas Aragchi ha inviato una lettera al segretario generale Onu Antonio Guterres e al presidente del Consiglio di sicurezza chiedendo la condanna delle presunte «azioni di terrorismo economico» degli Stati Uniti. Nella missiva Aragchi «ha sottolineato la responsabilità legale e morale delle Nazioni Unite e di tutti i governi» nel rispondere a tali azioni.
Mohammad Eslami, capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, afferma che le minacce del presidente Trump di bombardare presunti siti nucleari segreti mostrano come le organizzazioni internazionali siano «pedine di Stati Uniti e Israele». Eslami aggiunge che i siti nucleari danneggiati «non risultano sicuri» per le ispezioni dell'Aiea.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa afferma che la soluzione dei due Stati «è l'unico modo» per garantire a israeliani e palestinesi il diritto a una casa nella loro terra. Pizzaballa aggiunge che i rapporti con il governo israeliano «sono corretti» pur non essendo sempre d'accordo. Secondo il cardinale, gli annunci internazionali ricorrenti mantengono la popolazione «in perenne attesa» e servono invece gesti concreti che riportino fiducia.
Nickolay Mladenov ha detto al Consiglio di Sicurezza che Hamas e le fazioni armate della Striscia di Gaza hanno accettato di consegnare le armi e di trasferire la piena autorità di governo, civile e di sicurezza a un'amministrazione di transizione riconosciuta dalle Nazioni Unite. Ha presentato una roadmap che prevede la consegna «di ogni tipo di arma» e il ritiro delle forze israeliane da Gaza.
Il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle Forze armate iraniane, ha detto che i media ritenuti ostili potrebbero essere «bersagli legittimi». Shekarchi ha citato la Bbc, Iran International e Radio Farda e ha affermato che «sono direttamente collegate e finanziate dal Mossad, dalla Cia e da altre agenzie».
Il presidente Donald Trump afferma in un'intervista telefonica con Al Jazeera che «i bombardamenti e le sanzioni sono efficaci» e che l'economia iraniana sta cedendo. Trump aggiunge che le forze americane stanno ottenendo una «grande vittoria» e che non ha «fretta di tornare a negoziare» con la leadership di Teheran.
«Non credo che Mojtaba Khamenei sia morto», ha detto il presidente Donald Trump durante il Glen Beck Program. Ha aggiunto che Khamenei «è rimasto gravemente ferito alla parte sinistra del corpo» e che se fosse morto «starebbero mettendo in scena una recita piuttosto convincente».
Netanyahu afferma «A Trump ho detto che non si può fare accordo con quei selvaggi».
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese afferma che Pechino «adotterà tutte le misure necessarie per difendere con fermezza i propri legittimi diritti e interessi». Il portavoce ha ribadito la «ferma opposizione a sanzioni unilaterali», mentre la stampa statale pubblica vignette critiche sulle misure americane.
Gli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione contro basi Usa nel Golfo hanno mostrato precisione e hanno danneggiato installazioni e siti di intelligence, riferisce Nbc citando fonti anonime. Nbc aggiunge che l'Iran ha impiegato una combinazione di droni e missili per aumentare l'accuratezza dei colpi.
L'Iran e l'Oman hanno concordato la spartizione dei proventi derivanti dalle tariffe imposte alle navi in transito nello Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia Tasnim.
Tasnim cita Hossein Mohebi delle Guardie della Rivoluzione, che accusa gli Stati Uniti di aver boicottato i colloqui con Doha e avverte che lo Stretto resterà aperto solo se Washington accetterà le condizioni iraniane.
L'Idf afferma di aver colpito e smantellato una struttura a Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, utilizzata come postazione per imboscate e deposito di armi. Il portavoce militare segnala che la postazione era a circa 50 metri dalla Linea Gialla, a 70 metri dall'ospedale Kamal Adwan e a 170 metri da una scuola, e che durante l'operazione sono stati neutralizzati diversi miliziani. Al Jazeera riferiva di almeno tre morti e di diversi feriti in seguito all'attacco.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese afferma che il governo adotterà «tutte le misure necessarie per difendere con fermezza i propri legittimi diritti e interessi». Il portavoce ribadisce la «ferma opposizione a sanzioni unilaterali» e avverte che tali misure «innescano effetti a catena». La stampa statale ha pubblicato una vignetta che rappresenta la Statua della Libertà intenta a consumare sanzioni.
I Pasdaran hanno condotto attacchi molto precisi contro basi Usa nel Golfo, secondo fonti anonime citate da Nbc. Le stesse fonti riferiscono che i raid hanno danneggiato sia installazioni militari sia strutture legate all'intelligence, usando una combinazione di droni e missili. Gli attacchi sono passati da salve ampie a missioni più mirate con danni mirati.
Il Secret Service riferisce di essere a conoscenza di un video trasmesso dall'emittente statale iraniana che sembra minacciare la vita di Barron Trump, il figlio minore del presidente Donald Trump. Lo scrive la Cnn, che descrive il filmato di quasi tre minuti con la scritta in inglese «Dove uccidere Barron Trump?!» e immagini di luoghi frequentati dal ragazzo, tra cui la Trump Tower di New York. La Cnn indica inoltre che media iraniani più intransigenti hanno diffuso minacce contro il presidente Trump e la sua famiglia dopo l'assassinio dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei e di membri della sua famiglia, avvenuto all'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran a febbraio.
Il primo ministro britannico Andy Burnham valuta un embargo totale sugli scambi di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania, riferisce il Telegraph.
Il Telegraph scrive che la misura mira a rispondere ai piani per nuovi insediamenti nell'area E1 e potrebbe essere annunciata «entro poche settimane».
Il Times aggiunge che Burnham potrebbe imporre «sanzioni incisive», comprese misure contro ministri e singoli coloni di estrema destra.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che non è possibile alcun accordo diplomatico con «quei selvaggi» in Iran. Ha detto di aver illustrato a Donald Trump varie opzioni, inclusa la possibilità di stringere l'assedio, e ha sostenuto che l'inasprimento delle sanzioni aumenta «in modo molto, molto forte» la pressione su Teheran. «La sfida dell'Iran non è finita», ha avvertito Netanyahu, indicando che Israele deve ancora confrontarsi con Gaza, il Libano e altri fronti.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che sono almeno sette i palestinesi uccisi dai raid israeliani nella Striscia nelle ultime 24 ore. I feriti ammonterebbero a 10 persone, secondo lo stesso bollettino.
Pezeshkian e Putin si incontreranno a Bishkek il primo settembre a margine del vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, ha riferito l'ambasciatore iraniano a Mosca Kazem Jalali. Il vertice, presieduto dal Kirghizistan, riunirà i leader dei Paesi membri per discutere di sicurezza regionale e cooperazione economica.
I media palestinesi riferiscono un morto e diversi feriti dopo un attacco israeliano che ha colpito una tenda nell'area di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L'esercito israeliano non ha rilasciato commenti sulla vicenda.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, dovrebbe recarsi a Teheran, probabilmente domani. Lo riferisce il sito Iran Nuances, che aggiunge che durante la visita il capo del governo di Doha discuterà con le autorità iraniane di relazioni bilaterali e di misure per rafforzare sicurezza e stabilità nella regione.
Media israeliani riportano che l'Iran avrebbe pianificato di uccidere Yair Netanyahu, 35 anni, mentre si trovava in Florida. Il Times of Israele cita Newsmax, che a sua volta riporta una fonte delle forze dell'ordine statunitensi secondo cui agenti iraniani sarebbero stati nella zona di Miami per sorvegliarlo. Il giorno prima Netanyahu aveva detto a Channel 14: «L'Iran ha preso di mira uno dei miei figli», senza precisare quale.
Il comandante delle forze di difesa aerea iraniane, Amir Alireza Elhami, afferma che le capacità sono state potenziate durante la guerra con gli Stati Uniti. I media iraniani riportano che l'esercito ha applicato «preziose esperienze» dal 28 febbraio per migliorare tattica, produzione, organizzazione e dispiegamento dei sistemi, arrivando a dipendere «al 100 per cento» da capacità interne.
Oman e Iran discutono un «corridoio temporaneo» di navigazione nello Stretto di Hormuz e operazioni di sminamento, ma le autorità iraniane avvertono che il passaggio non sarà riaperto finché gli Stati Uniti non porranno fine alla guerra. Lo Stretto è attualmente bloccato da Teheran e Washington ha varato nuove sanzioni secondarie che interessano partner commerciali iraniani in settori come oro, tecnologia, aviazione e trasporto marittimo.
Le forze israeliane continuano a colpire il Libano meridionale con raid aerei, fuoco di artiglieria e operazioni di rastrellamento. Lo riferisce l'agenzia nazionale d'informazione Nna, che segnala colpi contro al Mansouri, esplosioni a Sarbine, raid su al Qantara e spari intermittenti sulla periferia di Haddatha.
Almeno tre raffinerie indiane e una grande società energetica internazionale prevedono di non utilizzare le navi inserite nella nuova blacklist iraniana, anche per trasferimenti nave a nave, per motivi di sicurezza, riferiscono fonti con conoscenza diretta. Teheran ha annunciato una lista di 45 navi che, secondo le autorità iraniane, avrebbero violato le regole di transito nello Stretto di Hormuz e ha avvertito che interverrà contro chi effettua trasferimenti con imbarcazioni della lista.
Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha detto ad Asim Munir, durante la visita del comandante dell'esercito pakistano a Teheran, che «non ci fidiamo degli Usa» e che l'Iran non ha violato l'accordo. Gharibabadi, citato dall'agenzia Fars, ha avvertito che se le azioni americane proseguiranno «l'Iran rivelerà nuove capacità». Ha inoltre detto che «Hormuz non è l'unico strumento che abbiamo contro gli Stati Uniti», avvertendo sul potenziale impatto economico.
Il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha detto che solo le navi commerciali potranno transitare nello Stretto di Hormuz, escludendo quelle militari. Gharibabadi ha spiegato che, secondo il memorandum con l'Oman, la rotta d'ingresso nel Golfo Persico passerà per acque iraniane mentre quella di uscita attraverserà acque territoriali omanite; in entrambi i casi le navi transiteranno attraverso acque iraniane.
