Un quarto grande operatore europeo si è aggiunto alla gara internazionale per l’ex Ilva di Taranto. Lo ha reso noto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, segnalando un ampliamento del perimetro competitivo rispetto ai nomi già circolati.
I soggetti in gara e il profilo del nuovo ingresso
Alla procedura risultano già coinvolti Jindal e Flacks, insieme a una cordata italiana che il ministro ha definito «piuttosto significativa». Con l’ingresso del quarto grande operatore europeo, i soggetti esplicitamente indicati dall’esecutivo arrivano a quattro. Il nome del nuovo partecipante non è stato indicato durante l’intervento, ma l’incremento delle manifestazioni d’interesse conferma la natura internazionale del processo di valorizzazione.
La presenza contemporanea di gruppi con profili diversi nel settore siderurgico viene letta dal governo come un segnale di apertura del mercato sull’asset tarantino. Non sono stati forniti tuttavia elementi sulle offerte, sui termini di selezione o sulle condizioni operative richieste ai concorrenti: la comunicazione si è concentrata sui player e sulla cornice industriale della procedura.
Le motivazioni e gli obiettivi indicati dal ministro
Il ministro ha collegato la ricerca di un partner o acquirente al ruolo considerato strategico della produzione industriale di base per il Paese. “Noi crediamo all’industria primaria”, ha affermato, rivendicando la necessità di preservare le filiere fondamentali per la manifattura nazionale ed europea. Senza questo presidio, ha avvertito, sono in gioco non solo la competitività produttiva ma anche la “libertà e l’indipendenza dell’Europa”.
Tra gli obiettivi richiamati figura la tutela del futuro degli stabilimenti e la salvaguardia della continuità produttiva. Urso ha fatto riferimento alla necessità di un lavoro di coordinamento tra istituzioni per chiudere positivamente l’iter, sottolineando la preferenza per una soluzione industriale in grado di mettere in sicurezza i siti coinvolti e dare prospettiva alla siderurgia legata al polo tarantino.
Passi operativi e informazioni ancora riservate
L’ingresso del nuovo operatore è stato presentato come un tassello che amplia le opzioni del percorso in atto, ma il perimetro informativo resta selettivo: non sono state comunicate cifre, scadenze o dettagli contrattuali. La fase centrale rimane quella della valutazione delle proposte che perverranno dai soggetti interessati, con l’obiettivo di individuare un assetto sostenibile sul piano industriale.
Il ministero ha inquadrato la procedura come leva per garantire il futuro degli stabilimenti, senza entrare nei criteri comparativi che orienteranno la scelta. Anche lo stato di avanzamento formale e i prossimi passaggi non sono stati specificati durante l’intervento, mentre l’accento politico-industriale è rimasto sull’allargamento della platea e sulla necessità di una soluzione che assicuri la continuità del sito di Taranto.
