Flacks Group ha avviato a Taranto un tavolo tecnico con Danieli e Metinvest per ridisegnare il piano produttivo dello stabilimento ex Ilva, segnando il rilancio del dossier con una traiettoria più selettiva e ad alto valore. Il gruppo punta a spostare il baricentro dalla quantità al valore con acciai speciali destinati ad automotive, energia e infrastrutture, integrando automazione, manutenzione predittiva, digitalizzazione, efficienza energetica e una logistica più integrata.
Intervenendo oggi, Michael Flacks ha spiegato che lo stabilimento deve cercare competitività sulle produzioni specialistiche e sull’innovazione degli impianti. Sul contesto, il mancato dissequestro dell’Afo1 resta un ostacolo operativo e giudiziario; lo ha definito «una mazzata per l’Ilva», ma ha confermato la volontà «di restare in campo», mentre sul fronte finanziario ha ribadito l’esigenza di certezze contrattuali per il closing.
Focus su acciai speciali e innovazione impiantistica
Il perimetro industriale che Flacks propone concentra gli investimenti su linee a maggiore margine, con interventi mirati su automazione avanzata, manutenzione predittiva e digitalizzazione degli impianti, oltre a efficienza energetica e integrazione logistica. «Stiamo lavorando a una revisione profonda del piano industriale», ha dichiarato. «Non stiamo lavorando a un piano per salvare l’Ilva del passato. Stiamo lavorando a un piano per costruire la siderurgia del futuro».
Nella lettura del gruppo pesano anche i vantaggi infrastrutturali del sito ionico: porto, banchine e collegamenti ferroviari vengono citati come fattori competitivi per catene di fornitura più corte e affidabili. In questo quadro, l’apertura del tavolo tecnico con Danieli e Metinvest viene presentata come passaggio operativo di rilievo per aggiornare layout e mix di produzione. «Nessuna azienda o manager di questo livello metterebbe il proprio nome e la propria reputazione su un progetto privo di solide basi industriali e finanziarie», ha aggiunto Flacks, collegando le scelte tecniche alla sostenibilità del piano.
Occupazione e primi 100 giorni
Capitolo lavoro: la priorità indicata da Flacks nei primi 100 giorni, in caso di esito favorevole dell’operazione, è «Riportare tutti i lavoratori al loro posto». Il gruppo lega l’avvio della nuova fase alla piena rimessa in servizio del personale, con un equilibrio da costruire tra automazione e sostenibilità dei livelli occupazionali. È il dossier che dovrà essere gestito al tavolo con le organizzazioni sindacali e con gli enti locali, considerando anche il ritmo degli investimenti e la sequenza di riavvio degli impianti.
Il rilancio presuppone un calendario di attività che intreccia manutenzioni, upgrade tecnologici e ripartenza delle linee, con la resa industriale come condizione per la stabilità occupazionale. In questa cornice, il dissequestro dell’Afo1 rimane un tema operativo da sciogliere per una piena disponibilità degli asset, senza che ciò abbia determinato, ha precisato il gruppo, il ritiro dell’offerta in campo.
I dubbi di Alberto Pratesi su numeri e debito
Alberto Pratesi, ex manager di Arcelor oggi attivo nel project management e nella consulenza, contesta la coerenza del disegno strategico con le coperture finanziarie e con i livelli occupazionali ipotizzati. Chiede «quali siano i numeri» per valutarne la sostenibilità e mette in discussione l’assunto secondo cui «quantitativi più limitati venduti a prezzi più alti» possano assorbire costi fissi e service del debito.
«Vuole fare meno quantità, con minor contributo di manodopera, e al contempo mantenere e aumentare il numero dei dipendenti», osserva Pratesi, sollecitando dati su break even, prezzi e volumi necessari. L’interrogativo si allarga al peso del debito di Acciaierie d’Italia e all’eventuale apporto pubblico: «Se è lo Stato italiano che deve finanziare in proprio la ricostruzione, a che serve la gara per l’assegnazione a privati?». Il confronto sui fondamentali economici, quindi, viene indicato come passaggio non eludibile prima di un accordo vincolante.
Procedure, finanziamenti e prossime fasi
Sul fronte delle procedure, Flacks ha riferito resistenze nei tempi e nelle garanzie richieste dai finanziatori, puntualizzando la prassi di mercato: «Nessun istituto finanziario internazionale rilascia commitment vincolanti senza un percorso contrattuale chiaro e una ragionevole certezza di closing». Il dialogo con governo e commissari prosegue sulla definizione degli step contrattuali e sulla cornice regolatoria, mentre il mancato dissequestro dell’Afo1 continua a incidere sulla piena operatività dello stabilimento.
Per i prossimi passaggi, il tavolo tecnico con Danieli e Metinvest è chiamato ad approfondire il piano industriale e le coperture finanziarie, così da misurare tempi e condizioni di un’intesa. La scansione indicata prevede un avvio operativo con i primi 100 giorni dedicati al rientro del personale e all’adeguamento degli impianti, in parallelo al confronto con sindacati e istituzioni locali.
