Gli Stati Uniti alzano ulteriormente la pressione sull’Iran e puntano direttamente ai vertici dei Pasdaran. Il programma Rewards for Justice del Dipartimento di Stato americano ha annunciato ricompense fino a 10 milioni di dollari per informazioni su cinque alti comandanti dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, chiedendo segnalazioni che possano aiutare Washington a individuarli e a contrastarne le attività.
L’iniziativa riguarda Ahmad Vahidi, comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), Ali Abdollahi, a capo del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, Saeed Aghajani, comandante dell’unità droni della Forza aerospaziale dei Pasdaran, Hamidreza Lashgarian, responsabile del comando cyber-elettronico, e Majid Khademi, alla guida dell’intelligence dell’Irgc.
Washington accusa i comandanti di attacchi contro gli Usa
Secondo il Dipartimento di Stato, i cinque dirigono unità che avrebbero preso di mira personale statunitense attraverso attacchi armati e infrastrutture critiche americane mediante operazioni informatiche ostili. Washington punta quindi a raccogliere informazioni utili sui comandanti e, più in generale, sulla struttura operativa dei Pasdaran. Per chi fornirà elementi ritenuti rilevanti è prevista, oltre alla ricompensa economica fino a 10 milioni di dollari, anche la possibilità di assistenza per il trasferimento.
La decisione rappresenta un nuovo tassello della strategia americana contro Teheran e arriva mentre l’amministrazione statunitense sta ampliando contemporaneamente la propria offensiva sul fronte economico.
L’operazione “Economic Outcast”
Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha infatti annunciato l’avvio dell’“Operation Economic Outcast”, una campagna destinata a colpire le reti finanziarie e commerciali che, secondo Washington, consentono all’Iran di continuare a ottenere risorse nonostante le sanzioni. L’obiettivo dichiarato è recidere le principali fonti di finanziamento della Repubblica islamica e aumentarne l’isolamento internazionale.
Il nuovo pacchetto colpisce oltre 60 tra individui, entità e imbarcazioni ritenuti collegati alla vendita del petrolio iraniano, all’approvvigionamento di tecnologie per i programmi nucleare e missilistico e alle attività informatiche di Teheran. Nel mirino finiscono anche i soggetti stranieri che continuano a intrattenere rapporti economici con l’Iran, con la minaccia di sanzioni secondarie e dell’esclusione dal sistema finanziario basato sul dollaro.
Bessent ha avvertito che la stretta potrà riguardare anche partner internazionali di primo piano dell’Iran. La campagna interessa settori come asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporto marittimo, strumenti attraverso i quali Washington ritiene che Teheran riesca ad aggirare almeno in parte le restrizioni esistenti.
La tensione tra Washington e Teheran resta alta
La combinazione tra le ricompense sui vertici militari dei Pasdaran e la nuova offensiva economica mostra quindi un ampliamento della pressione americana sull’Iran: da una parte le strutture militari, di intelligence e cyber dei Guardiani della Rivoluzione, dall’altra le reti internazionali che garantiscono entrate e accesso a tecnologie e mercati.
Teheran ha respinto la nuova strategia statunitense e promesso ritorsioni, mentre Washington punta a rendere sempre più costoso per governi, imprese e intermediari continuare a fare affari con la Repubblica islamica. La nuova escalation lascia così ancora più distante, almeno per il momento, una possibile normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Iran.
