Giuseppe Conte ha lanciato nei giorni scorsi una critica pubblica al “woke” per segnare la propria distanza da Elly Schlein e impostare la sfida per le primarie del centrosinistra in Italia. L’intervento dell’ex premier è apparso ieri in prima pagina su Repubblica sotto il titolo «Non è con il woke che la sinistra può fare giustizia», e contiene una lunga ricostruzione dei limiti, a suo avviso, delle degenerazioni del politicamente corretto.
Nella lettera, che lo stesso Conte ha aperto con la formula «Ragazzi, ho buttato giù una lunga riflessione sulla cultura woke…», il leader del M5S riconosce gli effetti positivi originari del movimento ma mette in guardia: per una forza progressista affidarsi a quella tendenza rischia di ridurre la politica a un’etichetta morale autoreferenziale. Il documento è stato interpretato da alcuni come un manifesto programmatico e da altri come una mossa calcolata nella competizione interna alla coalizione.
Contenuti e argomentazioni dell’intervento di Conte
L’intervento parte dal riconoscimento delle radici antidiscriminatorie del movimento nato negli Stati Uniti, ma prosegue con una critica esplicita alle sue “degenerazioni”: secondo Conte, il fenomeno è diventato «una sorta di religione morale autoreferenziale» che può allontanare la sinistra dai temi economici fondamentali. Nel testo si invita a mettere da parte gli eccessi linguistici e simbolici del woke per tornare a occuparsi di salari, lavoro, ceti popolari e redistribuzione delle ricchezze.
Il ragionamento fa espliciti riferimenti politici: Conte cita la revisione avviata da figure come Alexandria Ocasio-Cortez, indica paralleli con le analisi rilanciate da Goffredo Bettini su Enrico Berlinguer e colloca il tema nel quadro più ampio della strategia progressista. In sostanza, l’appello chiede di bilanciare diritti civili e politiche di redistribuzione, sostenendo che la priorità immediata per una sinistra che ambisca ad essere maggioritaria rimane l’economia.
La strategia politica e il confronto con Schlein
Con l’uscita pubblica, Conte cerca di marcare la distanza dall’alleata che intende sfidare sul piano delle primarie. Nel testo e nelle comunicazioni coordinate dai suoi, il leader del M5S prova a costruire un profilo elettorale più trasversale possibile: strappa parole d’ordine alla sinistra antifascista, si rivolge ai moderati contrari alla patrimoniale e cerca di intercettare i temi dei ceti popolari. La scelta di mettere l’accento sull’economia si configura come un tentativo di contendere a Schlein la leadership tematizzata sui diritti identitari.
La campagna di Conte comprende anche scelte di visibilità continue: post quotidiani, presenze a eventi e interventi mirati, con l’obiettivo dichiarato di ampliare il consenso oltre l’elettorato tradizionale del M5S. In più passaggi della lettera emerge la volontà di definire priorità chiare e concrete per l’agenda progressista, evitando di affidarsi esclusivamente a simboli e “spazi” identitari che per lui non bastano a costruire una proposta vincente.
Reazioni, agenda e prossimi passi
Al Nazareno i telefoni hanno ricevuto chiamate, ma non tutti hanno commentato pubblicamente il testo; dal giro dell’ex premier si assicura che si tratta di «una riflessione ampia e di respiro internazionale» e non di una mossa diretta a mettere in difficoltà la segretaria. Intanto il M5S mantiene posizioni distinte anche su politica estera: il partito, secondo il testo e le linee riportate dai suoi esponenti, continuerà a spingere per una svolta negoziale con la Russia e non intende votare altri aiuti militari all’Ucraina.
Nel documento e nei messaggi pubblici Conte propone uno slogan per le primarie – «Il leader della pace» – e rilancia temi come la normalizzazione della guerra dopo l’intervento a Sant’Anna di Stazzema. La mossa anti woke serve dunque anche a ridefinire il posizionamento del leader rispetto al campo progressista: non un rifiuto dei diritti civili, ma la richiesta che siano messi in relazione con priorità economiche e sociali per conquistare elettori fuori dalle aree centrali delle città.
Il testo si chiude sulle priorità indicate: economia, lavoro e riduzione delle diseguaglianze come cuore della proposta politica che Conte intende portare ai gazebo. Sul versante operativo, il M5S ribadisce che proseguirà nel sostenere una soluzione negoziale con la Russia e che non voterà ulteriori aiuti militari all’Ucraina.
