Rosellina Archinto, editrice legata alla scena culturale di Milano, è morta all’età di 93 anni il 22 agosto 2026. La sua attività editoriale ha attraversato dalla fine degli anni Sessanta la storia della letteratura per l’infanzia e della saggistica di lettere: già laureata in Economia e commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore e formatasi alla Columbia University di New York, tornò in Italia e nel 1963 fondò Emme Edizioni, realtà che introdusse illustratori stranieri e lanciò in campo internazionale disegnatori italiani.
Vita e carriera di Rosellina Archinto
Con la Emme collaborarono illustratori come Maurice Sendak, Leo Lionni, Eric Carle, Tomi Ungerer e Guillermo Mordillo; tra i nomi italiani favoriti dalla casa figurano Bruno Munari, Emanuele Luzzati e Enzo e Iela Mari. Negli anni Ottanta vendette la Emme e, nel 1985, fondò la Rosellina Archinto Editore, specializzata in epistolari letterari e saggi. Per dieci anni, fino al 1996, pubblicò il mensile Leggere, per un totale di novanta numeri, con direttori come Maurizio Ciampa, Franco Marcoaldi e Antonio D’Orrico.
La sua casa a Milano fu punto d’incontro di intellettuali come Marcuse, McCarthy, Camilla Cederna, Inge Feltrinelli, Arbasino, Pollini e Abbado. In ambito civile e politico entrò nel 1990 nel consiglio comunale di Milano come indipendente nelle liste del PRI e nel 1992 fu candidata alla carica di sindaco, candidatura poi decaduta per un veto del PDS.
Nel 1999 fondò con la figlia Francesca la collana BabaLibri in coedizione con L’école des loisirs; nel 2003 cedette la Rosellina Archinto Editore al RCS MediaGroup e poi la ricomprò nel 2015 a 82 anni. Sulla scelta di tornare a guidare la casa editrice si leggeva la sua spiegazione: «Qualcuno dirà che sono una vecchia pazza ma l’ho fatto solo perché voglio continuare a fare libri a modo mio. Voglio pubblicare epistolari e saggi», ha detto Archinto. La sua scomparsa lascia un’enorme perdita nel mondo dell’editoria italiana.
