Budapest ribadisce la propria linea rigida sull’immigrazione e respinge l’ipotesi di accogliere migranti trasferiti in Ungheria in seguito a decisioni prese da altri Stati membri dell’Unione europea. Il ministero dell’Interno ungherese ha confermato la politica di “tolleranza zero” nei confronti dell’immigrazione clandestina, tornando a esprimere la propria contrarietà ad alcuni meccanismi previsti dal nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
Budapest ribadisce il no all’immigrazione clandestina
Il governo ungherese, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno, aveva già manifestato la propria posizione prima delle elezioni e l’ha mantenuta dopo l’insediamento. Budapest sostiene di non voler accettare immigrati irregolari e considera questa una linea politica costante.
Le autorità hanno inoltre ricordato che, durante le trattative sul Patto Ue, l’Ungheria aveva espresso la propria opposizione sia al sistema di reinsediamento basato sulle quote sia alla possibilità di sostituire l’accoglienza dei migranti con un contributo finanziario.
“Non permetteremo insediamenti decisi da altri Paesi”
La posizione del governo è stata ribadita con particolare fermezza: l’Ungheria non intende consentire che persone entrate irregolarmente vengano stabilite sul proprio territorio sulla base di decisioni adottate da altri Stati dell’Unione. Budapest considera quindi incompatibile con la propria politica migratoria l’idea di un trasferimento di migranti deciso a livello europeo senza l’accettazione del governo ungherese.
Apertura all’assistenza tecnica
Il ministero dell’Interno ha tuttavia lasciato aperto uno spazio di collaborazione con gli altri Paesi europei. Le nuove regole dell’Ue prevedono infatti diverse forme di solidarietà tra gli Stati membri e Budapest si è detta disponibile, se necessario, a offrire assistenza tecnica ai Paesi sottoposti a una pressione migratoria particolarmente forte.
Una disponibilità che non modifica però la posizione dell’Ungheria sull’accoglienza: il governo continua a escludere sia il reinsediamento attraverso quote sia il pagamento di contributi finanziari come alternativa alla gestione diretta dei migranti.
