La crisi del colosso immobiliare cinese Evergrande arriva a un nuovo e pesante capitolo giudiziario. Xu Jiayin, fondatore e figura di riferimento del gruppo, è stato condannato all’ergastolo da un tribunale cinese per una serie di reati finanziari. La decisione è stata riferita dalla China Central Television (CCTV) e prevede conseguenze molto pesanti anche sul piano patrimoniale per l’imprenditore e per le società coinvolte.
Multe per oltre 2,3 miliardi di dollari
Il tribunale intermedio di Shenzhen ha inflitto a Evergrande una sanzione di 8,82 miliardi di yuan, pari a circa 1,3 miliardi di dollari. A Evergrande Real Estate è stata invece comminata una multa di 7 miliardi di yuan. Considerate complessivamente, le sanzioni a carico delle due società ammontano a circa 2,35 miliardi di dollari.
Per Xu Jiayin la sentenza prevede inoltre la perdita permanente dei diritti politici e la confisca dell’intero patrimonio personale. Il provvedimento segna così una drastica conclusione per l’uomo che aveva costruito uno dei più grandi imperi immobiliari della Cina.
Le accuse contro Xu Jiayin e Evergrande
Secondo le conclusioni raggiunte dai giudici e riportate dalla CCTV, le irregolarità si sarebbero protratte dal 2016 al 2021. In questo periodo Xu Jiayin, Evergrande ed Evergrande Real Estate avrebbero alterato la rappresentazione della situazione finanziaria del gruppo, aumentando artificialmente il valore degli asset e occultando le passività attraverso operazioni fraudolente definite dal tribunale come continue e di vasta portata.
Tra le condotte contestate figurano la raccolta illegale di depositi, la frode nella raccolta di fondi, l’emissione fraudolenta di titoli e la diffusione irregolare di informazioni rilevanti. L’inchiesta ha inoltre stabilito che Xu avrebbe fatto ricorso a tangenti per assumere il controllo di alcune istituzioni finanziarie, consentendo successivamente a Evergrande di procurarsi in modo illecito risorse provenienti da finanziamenti creditizi e assicurativi.
Per i giudici un danno grave all’economia
Il tribunale di Shenzhen ha considerato particolarmente seria la condotta contestata all’imprenditore e alle società. A pesare sulla valutazione dei giudici sono state soprattutto la quantità di denaro coinvolta, le rilevanti perdite economiche provocate e le conseguenze sul funzionamento dell’economia di mercato.
La sentenza arriva inoltre mentre Evergrande continua a rappresentare uno dei simboli più evidenti della profonda crisi attraversata dal settore immobiliare cinese. Il procedimento penale aggiunge quindi un ulteriore elemento alla lunga vicenda che ha coinvolto il gruppo e il suo fondatore.
Condannati anche altri cinque dirigenti di Evergrande
Lo stesso tribunale ha pronunciato in primo grado anche le sentenze nei confronti di altri cinque dirigenti di vertice di Evergrande. Per loro sono state stabilite pene detentive comprese tra i 18 e i sei anni di carcere.
Le condanne coinvolgono dunque una parte significativa della precedente leadership del gruppo, chiudendo sul piano giudiziario una delle vicende finanziarie più rilevanti legate al colosso immobiliare cinese.
