Le indiscrezioni sul futuro di Report e sulla permanenza di Sigfrido Ranucci alla guida del programma si susseguono senza sosta. Se fino a pochi giorni fa si dava per certo l’avvio dei lavori sulle nuove puntate, oggi l’uscita del conduttore viene considerata altamente probabile, nonostante dai vertici Rai non sia arrivata alcuna conferma ufficiale.
Nel caso in cui il contratto non venisse rinnovato, circolano già diversi nomi per la successione. Tra questi figurano quelli di Federico Ruffo, Massimo Giletti e Milena Gabanelli.
Milena Gabanelli e il no a Report
Proprio la giornalista ha chiarito la propria posizione in un’intervista rilasciata a Il Giornale. Gabanelli ha confermato di aver ricevuto una proposta, ma ha escluso l’ipotesi di un ritorno alle origini: “Con tutto il bene che voglio a Report so che appartiene al mio passato. Se non fosse così sarei rimasta, non va bene il rito della riesumazione. Io sono fuori”.

Ranucci via da Report? Il conduttore risponde all’ipotesi
Da parte sua, Ranucci, intercettato dal Corriere della Sera durante una presentazione pubblica a Trento, alla domanda sulle intenzioni della Rai di sostituirlo, ha risposto con tranquillità: “L’azienda può fare quello che vuole. Oggi, In mezzo alla mia gente oggi sto benissimo”.
Arriva la nota del legale De Vita: “Lui vittima inconsapevole”
Nel frattempo, riguardo alle voci su una scelta della Rai che parrebbe orientata a sfavore di Ranucci, è intervenuto il legale del giornalista, Roberto De Vita, che ha diffuso una nota dai toni molto duri. “Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno della Azienda“. Secondo la difesa, le contestazioni relative a fonti, frequentazioni o inchieste definite controverse sarebbero espedienti privi di fondamento giuridico o disciplinare. “Per questo saggezza ed equilibrio-continua l’avvocato- considerati anche casi precedenti, dovrebbero portare ad attendere che la conclusione delle indagini giudiziarie consenta di solidarizzare senza esitazione verso la vittima di un grave attentato e anche per questo confermarla alla guida della più importante trasmissione di inchiesta italiana oppure (cosa che non sarà ed è già ben evidente) censurare consapevoli o inconsapevoli disinvolture“.
