La crisi migratoria a Ceuta resta al centro dell’attenzione del governo spagnolo, mentre l’Italia conferma per il momento i controlli alle frontiere interne con la Spagna. Il premier Pedro Sanchez ha riunito sette ministri per coordinare le misure necessarie a rafforzare la sicurezza e l’assistenza ai migranti presenti nell’exclave spagnola in territorio marocchino. Madrid ha inoltre annunciato l’attivazione di 1.500 nuovi posti di accoglienza attraverso quattro strutture temporanee.
Sanchez riunisce sette ministri per affrontare l’emergenza a Ceuta
Lunedì Sanchez ha presieduto in videoconferenza da Lanzarote una riunione dedicata alla situazione di Ceuta. Al vertice hanno partecipato i ministri dell’Economia Carlos Cuerpo, degli Esteri José Manuel Albares, della Difesa Margarita Robles, dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, dell’Inclusione, Previdenza sociale e Migrazioni Elma Saiz, della Politica territoriale Ángel Víctor Torres e della Gioventù e Infanzia Sira Rego.
Secondo quanto riferito dalla Moncloa, l’incontro è servito a verificare le misure già adottate in collaborazione con le istituzioni locali e con altre organizzazioni e a definire ulteriori interventi per tutelare la sicurezza e il benessere della popolazione. Il governo ha inoltre deciso di intensificare le operazioni di identificazione e assistenza dei migranti ancora presenti nella città autonoma.
Le stime sulla loro presenza restano però molto diverse. L’esecutivo centrale parla di circa 5.000 persone, mentre le autorità di Ceuta ritengono che il numero possa essere compreso tra 8.000 e 12.000. “Ci coordiniamo per Ceuta”, ha scritto su X il ministro degli Esteri Albares, assicurando che il sostegno del suo dicastero alla città è costante e che Madrid sta lavorando anche con i partner europei.
Oltre 2.100 minori non accompagnati identificati a Ceuta
A rendere ancora più complessa la gestione dell’emergenza è il numero dei minori non accompagnati arrivati nell’exclave dopo gli ingressi di massa del 30 e 31 luglio. Secondo l’ultimo aggiornamento del ministero dell’Interno spagnolo, diffuso alle 9 di martedì, quelli già identificati sono 2.168.
I minori vengono affidati alla tutela del governo di Ceuta, come stabilito dalla normativa spagnola e dalle convenzioni internazionali. Il dato è aumentato di 270 unità rispetto alle 1.898 presenze indicate nel precedente bilancio, diffuso giovedì scorso.
La situazione viene considerata estremamente difficile dalle autorità locali. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha accusato Madrid di non intervenire in maniera sufficiente e lunedì ha concesso al governo Sanchez 30 giorni per riportare la città alla normalità. In caso contrario, ha minacciato di rivolgersi alla magistratura.
Madrid prepara quattro centri temporanei
Intanto il governo centrale ha annunciato un intervento concreto per aumentare la capacità di accoglienza. La ministra dell’Inclusione, della Previdenza sociale e delle Migrazioni e portavoce dell’esecutivo, Elma Saiz, ha comunicato a Ceuta l’attivazione immediata di 1.500 nuovi posti destinati ai migranti.
Saranno quattro le strutture definite “temporanee e straordinarie”: tre verranno realizzate su aree appartenenti al governo centrale, mentre una sarà messa a disposizione direttamente dall’amministrazione di Ceuta. I nuovi centri sorgeranno nelle installazioni del centro ippico locale, in un vecchio campo di calcio della Cavalleria e in uno spazio situato nel quartiere di El Guano. Il quarto sarà invece allestito dall’amministrazione comunale in un parcheggio di Loma Colmenar.
Saiz ha sottolineato che la collaborazione tra le diverse istituzioni sarà essenziale per consentire a Ceuta di tornare alla normalità nel più breve tempo possibile. La ministra ha inoltre annunciato che resterà nella città autonoma nei prossimi giorni per seguire direttamente l’allestimento delle strutture.
L’Italia conferma i controlli alle frontiere con la Spagna
A Roma, intanto, le misure adottate da Madrid vengono seguite con attenzione, ma il governo italiano non considera ancora superata la situazione di allerta. Per questo motivo restano in vigore i controlli alle frontiere interne con la Spagna e, nelle prossime ore, non sono previste decisioni per rimuoverli né riunioni straordinarie dedicate alla questione.
A Palazzo Chigi si ritiene che il nuovo tentativo di ingresso a Ceuta avvenuto nel periodo di Ferragosto confermi la necessità di mantenere alta l’attenzione. Il ministero dell’Interno continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che sicurezza dei confini e prevenzione del terrorismo rappresentano priorità per l’esecutivo. Anche la possibile riapertura di Schengen viene quindi valutata con cautela: “Dipende tutto da come evolverà la situazione a Ceuta”, ha affermato Tajani, sottolineando che la situazione nell’exclave resta “molto preoccupante”.
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