Treccani segnala che la parola femminicidio è la più consultata sul suo portale dall’inizio del 2026. La piattaforma digitale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana ha pubblicato la classifica delle dieci parole nuove o riaffermatesi nel lessico comune che hanno registrato il maggior numero di ricerche sul vocabolario online.
La classifica dei neologismi sul vocabolario
Nella top ten, dietro al primo posto occupato dal termine relativo all’uccisione di donne per motivi di genere, si colloca maranza, parola che ha assunto il significato di “giovane che fa parte di gruppi di strada chiassosi, prepotenti e riconoscibili per l’abbigliamento vistoso e per il linguaggio e il modo di fare volgari”. Al terzo posto figura fake news, espressione inglese usata per indicare le “notizie false, diffuse apposta online e fatte circolare rapidamente”.
La quarta voce è overtourism, passata dal lessico specialistico al linguaggio giornalistico e politico per designare il “sovraffollamento turistico” che può provocare danni ai monumenti e disagi ai residenti. Seguono in graduatoria influencer e smart working, con il primo legato al ruolo sui social e il secondo alla denominazione corrente del “lavoro agile” introdotta e consolidata durante la pandemia.
Completano la lista termini ormai familiari nell’uso quotidiano: follower (settimo), rider (ottavo), meme (nono) e selfie (decimo), ciascuno con la propria definizione lessicografica nel vocabolario online.
Il significato di femminicidio e la scelta dell’Istituto
L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana aveva già indicato il termine come parola dell’anno 2023, sottolineandone la rilevanza socioculturale. Sul portale la diffusione del termine viene presentata come una risposta a una necessità precisa: “La diffusione del termine è una risposta alla drammatica necessità di nominare con precisione l’ uccisione di una donna da parte di un uomo, spesso il marito o il compagno, all’interno di una cultura in cui le donne vengono spesso oppresse e sottoposte a violenza per il loro genere”, recita la nota della piattaforma.
La classifica pubblicata sul vocabolario digitale fa riferimento a parole che sono passate dal lessico specialistico o locale all’uso comune, spesso grazie alla diffusione sui media e sui social. Il portale mette a disposizione degli utenti oltre un milione di lemmi e voci provenienti dalle grandi opere enciclopediche, lessicografiche e biografiche dell’Istituto, consultabili gratuitamente.
