Lorenzo Lo Basso era arrivato a Ceuta per raccontare la situazione nell’exclave spagnola dopo la recente crisi migratoria, ma per diverse ore non ha potuto utilizzare né l’auto né l’attrezzatura necessaria per lavorare. Inviato del Tg2, ha raccontato ad Agorà Estate di essere stato fermato nella notte insieme alla sua troupe e sottoposto a controlli particolarmente rigidi al momento dello sbarco.
“Ieri notte, era l’una circa, siamo sbarcati, abbiamo esibito il nostro passaporto italiano e a quel punto hanno approfondito i controlli”, ha spiegato il giornalista. Gli agenti avrebbero notato le telecamere all’interno dell’auto e comunicato alla troupe che non avrebbe potuto entrare nel territorio con l’attrezzatura senza prima compilare un’autodichiarazione.
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Ceuta, Lo Basso: “Siamo stati gli unici a essere fermati”
Lo Basso ha raccontato di non essere stato informato in precedenza della necessità del documento. “Io sono già stato qui otto giorni durante la prima ondata migratoria e nessuno ha mai controllato me o la mia troupe. Evidentemente i controlli sono stati potenziati”, ha spiegato.
A quel punto, secondo la sua ricostruzione, le alternative erano due: tornare indietro oppure lasciare al porto l’auto e tutta l’attrezzatura. Il giornalista avrebbe anche proposto di consegnare temporaneamente il proprio passaporto e tornare la mattina successiva per completare le procedure, senza però ottenere il via libera.
Alle due di notte, Lo Basso e la troupe hanno quindi lasciato il porto a piedi. “Siamo stati gli unici a essere fermati, perquisiti e controllati in questo modo”, ha sottolineato. Dalla stessa nave erano sbarcate circa cento automobili, ma, secondo l’inviato, soltanto quella della Rai sarebbe stata sottoposta a controlli tanto approfonditi.
Il giornalista ha parlato di un possibile “eccesso di zelo”, precisando che gli agenti sono stati “molto cordiali ma assolutamente poco elastici”. Nella mattinata è poi tornato al porto per sdoganare macchina e attrezzatura, perdendo, ha raccontato, altre due ore.
Ceuta, dalla crisi migratoria ai controlli rafforzati
Il caso arriva in un momento particolarmente delicato per Ceuta, città autonoma spagnola sulla costa nordafricana al confine con il Marocco. Il 30 luglio circa 72mila persone hanno attraversato la frontiera, in una crisi alimentata anche da messaggi e informazioni false circolate sui social. Gli attraversamenti hanno provocato decine di morti e riacceso lo scontro europeo sulla gestione dei flussi migratori.
Dopo la crisi, l’Italia ha introdotto controlli temporanei su alcuni arrivi dalla Spagna e Madrid ha risposto ripristinando verifiche sui viaggiatori provenienti dall’Italia, previste fino al 7 settembre. Lo Basso ha quindi ipotizzato che il trattamento ricevuto possa essere legato anche a questa stretta, ma non ci sono al momento elementi che confermino un collegamento diretto.
La tensione resta alta anche alla vigilia del 15 agosto: nuovi appelli comparsi sui social hanno invitato a tentare un altro ingresso di massa e sia Spagna sia Marocco hanno rafforzato la presenza delle forze di sicurezza lungo la frontiera.
