Luigi Mangione potrebbe dichiararsi colpevole nel procedimento federale per l’uccisione del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson. La risposta potrebbe arrivare già nel pomeriggio di oggi, venerdì 14 agosto: Mangione comparirà davanti alla giudice federale Margaret Garnett alle 17:00 ora italiana, le 11:00 a New York, per un’udienza richiesta congiuntamente dalla difesa e dai procuratori federali.
Secondo fonti vicine al caso, le parti stanno discutendo un possibile accordo che porterebbe Mangione a dichiararsi colpevole delle accuse federali di stalking rimaste a suo carico. Le trattative, però, sono ancora in corso e nulla sarà definitivo fino all’udienza. Un eventuale accordo potrebbe inoltre avere conseguenze sul processo statale per omicidio, fissato per l’8 settembre, riaprendo il delicato nodo della doppia incriminazione.
I capi d’accusa federali e statali
Nel distretto meridionale di New York (Southern District of New York) Mangione è accusato in via federale di stalking collegato all’omicidio del CEO di UnitedHealthcare, Brian Thompson, ucciso a dicembre 2024. In parallelo, nel procedimento statale l’imputazione comprende omicidio di secondo grado del medesimo CEO e accuse per armi da fuoco.
Mangione aveva precedentemente dichiarato di non essere colpevole sia nel processo federale sia in quello statale. La sovrapposizione di capi d’accusa ha generato controversie legali: i pubblici ministeri statali hanno accusato la difesa di aver tentato di ottenere l’annullamento del processo statale invocando la doppia incriminazione (double jeopardy) secondo la normativa dello Stato di New York.
Luigi Mangione, le implicazioni procedurali
Un patteggiamento federale, se approvato, solleverebbe interrogativi sulla prosecuzione del procedimento statale e sugli effetti pratici della decisione delle due giurisdizioni. Al momento l’impatto immediato su eventuali processi statali resta incerto: la decisione sulla prosecuzione delle accuse a livello statale dipenderà dalla natura dell’accordo federale e dalle valutazioni giudiziarie.
Il processo statale è previsto per il mese prossimo e il tribunale ha predisposto posti di overflow per i media e il pubblico, dato l’alto interesse. La vicenda ha inoltre catalizzato un seguito molto visibile sui social: Mangione ha ricevuto un sostegno che la fonte descrive come “cult-like”, con sostenitori che manifestano frustrazione nei confronti del sistema sanitario privato statunitense.
Luigi Mangione, i primi colloqui per un accordo erano iniziati già a giugno
Già in giugno gli avvocati di Mangione avevano parlato con i pubblici ministeri federali di un possibile accordo senza però arrivare a un’intesa. In quell’occasione l’avvocata del difensore, Karen Friedman Agnifilo, aveva respinto le notizie sui colloqui. “Ogni imputato in America è presunto innocente fino a prova contraria, incluso Luigi, che, a differenza di qualsiasi altro imputato, deve affrontare le stesse accuse due volte”, aveva detto la legale.
L’udienza fissata alle 11:00 sarà l’occasione in cui si saprà se le parti avranno concretizzato un’intesa; fino ad allora le trattative restano descritte come in evoluzione.
