Con l’aumento delle temperature domestiche il ventilatore resta un apparecchio molto usato, ma la spesa dipende da potenza e tempo di funzionamento. Un dato pratico per orientarsi: 50 watt corrispondono a circa 0,05 kWh consumati in un’ora e a 0,4 kWh dopo otto ore di funzionamento.
Quanto consuma un ventilatore
La potenza di un comune ventilatore domestico può variare: molti modelli si collocano tra 30 e 70 watt. Per conoscere il valore preciso è necessario leggere l’etichetta energetica o la targhetta tecnica del proprio apparecchio. Il consumo orario si ottiene dividendo la potenza per 1.000 (watt → kilowatt) e moltiplicando per le ore di utilizzo: nel caso preso come esempio, un ventilatore da 50 watt assorbe circa 0,05 kWh all’ora.
Consumo alle velocità 1, 2 e 3
Molti ventilatori offrono tre impostazioni di potenza. In generale, la velocità 1 produce un flusso d’aria contenuto e comporta un assorbimento inferiore; la velocità 2 è una soluzione intermedia; la velocità 3 è l’impostazione in cui il motore lavora al massimo e quindi tende a consumare di più. Non esiste però una percentuale unica valida per tutti i modelli: il passaggio da una velocità all’altra cambia il carico del motore in modo diverso a seconda del progetto e della potenza nominale dell’apparecchio.
Quando aumenta davvero la spesa
Più che la scelta della velocità, a fare la differenza è per quanto tempo il ventilatore rimane acceso: lasciare l’apparecchio funzionare per molte ore ogni giorno aumenta la spesa mensile più di brevi picchi di consumo a potenza massima. Va inoltre considerato che il ventilatore non abbassa la temperatura della stanza: crea una sensazione di fresco sulla pelle muovendo l’aria, ma tenere l’apparecchio acceso in una stanza vuota significa consumare energia senza ottenere un beneficio diretto.
Come usare il ventilatore consumando meno
Per contenere i costi conviene scegliere la velocità più bassa che garantisca comfort. Utilizzare la velocità 3 solo quando serve e poi ridurre l’impostazione è una strategia efficace. Anche la posizione dell’apparecchio influisce: orientare il flusso d’aria verso la zona effettivamente occupata evita sprechi e può ridurre la necessità di potenze maggiori. Quando disponibile, il timer è utile per evitare che il ventilatore resti acceso oltre il necessario durante la notte.
Per stimare la spesa effettiva si moltiplicano i kilowattora consumati per il prezzo del kWh previsto dal proprio contratto: partendo dall’esempio pratico, un ventilatore da 50 watt che rimane acceso per otto ore consuma circa 0,4 kWh; la somma in bolletta dipenderà dalla tariffa applicata.
