Tupac Shakur è al centro di un processo che si svolge per la prima volta davanti a una giuria a quasi trent’anni dall’omicidio. Il processo Tupac Shakur è iniziato con la selezione dei giurati al tribunale della contea di Clark: lunedì 10 agosto sono state convocate circa 75 persone, da cui dovranno essere scelte 16. In aula l’imputato, Duane “Keffe D” Davis, 63 anni, si è dichiarato non colpevole. L’accusa non sostiene che sia stato lui a premere il grilletto, ma che abbia organizzato la rappresaglia e fornito la pistola utilizzata nell’agguato.
La notte dell’omicidio di Tupac
Il 7 settembre 1996 Tupac venne raggiunto da quattro colpi di pistola mentre si trovava sul sedile del passeggero della BMW guidata da Marion “Suge” Knight. Era stato all’MGM Grand di Las Vegas per l’incontro tra Mike Tyson e Bruce Seldon; poco dopo il match, all’interno dell’hotel, Tupac e uomini del suo entourage aggredirono Orlando “Baby Lane” Anderson, nipote di Davis e affiliato ai Crips. Secondo l’accusa quella rissa spinse alla decisione di vendicarsi.
Qualche ora dopo, mentre l’auto era ferma a un semaforo vicino alla Strip, una Cadillac bianca si affiancò e qualcuno sparò. Tupac fu colpito quattro volte; Knight rimase ferito ma sopravvisse. Gli investigatori ritengono che nella Cadillac ci fossero Davis, Anderson, Deandrae “Freaky” Smith e Terrence “Bubble Up” Brown; gli altri tre sono poi morti. Anderson, da tempo considerato possibile esecutore materiale, venne ucciso nel 1998 a Compton senza essere mai incriminato per la morte di Tupac.
Il libro e le dichiarazioni che hanno riaperto il caso
Una parte centrale delle prove contro Davis deriva dalle parole dello stesso imputato. Nel 2019 Davis pubblicò insieme a Yusuf Jah l’autobiografia Compton Street Legend, in cui raccontò di essere stato sulla Cadillac la notte dell’omicidio e di aver procurato una pistola, passandola verso i sedili posteriori, pur senza specificare chi avesse sparato. Dichiarazioni analoghe erano già apparse in interviste e documentari.
Secondo la polizia di Las Vegas furono proprio quelle uscite pubbliche, a partire dal 2018, a dare nuovo impulso a un’indagine ferma da anni: Davis venne arrestato nel settembre del 2023. Successivamente la versione dell’imputato è cambiata: in un’intervista dal carcere ad ABC News nel 2025 ha affermato di essere innocente e di trovarsi a Los Angeles la notte dell’omicidio, sostenendo inoltre di aver fornito al coautore soltanto alcuni episodi della propria vita e che parti del libro sarebbero state elaborate senza il suo controllo.
La difesa ha tentato di impedire che l’autobiografia e vecchie dichiarazioni alla polizia venissero mostrate ai giurati. La giudice Carli Kierny ha stabilito che il libro è utilizzabile nel processo e, a luglio, ha dichiarato ammissibile anche un’intervista resa da Davis alla polizia nel 2008.
Il processo, i testimoni e le possibili conseguenze
Il nodo processuale è che una condanna potrebbe non identificare l’esecutore materiale. I pubblici ministeri devono dimostrare il ruolo di Davis nell’organizzazione dell’agguato: la legge del Nevada permette di perseguire per omicidio anche chi partecipa al crimine senza essere l’esecutore materiale. Tra i testimoni indicati dall’accusa figurano persone che frequentavano gli ambienti di Tupac e dei Crips, familiari del rapper ed esponenti delle istituzioni di Las Vegas; i pubblici ministeri prevedono di ascoltarne tra 35 e 45.
Nella lista compare anche Suge Knight, oggi detenuto in California, sebbene in passato abbia dichiarato di non voler collaborare. La selezione della giuria prosegue: dalle circa 75 persone convocate dovranno essere scelte 16. Il processo è stimato durare circa un mese, fino a cinque settimane. Se riconosciuto colpevole, Duane “Keffe D” Davis rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.
Trent’anni dopo, dunque, resta aperta la domanda su chi abbia materialmente sparato dalla Cadillac; il procedimento dovrà invece stabilire se l’unico uomo ancora vivo tra quelli indicati come presenti nell’auto contribuì a trasformare quella rissa in uno degli omicidi più celebri della storia della musica.
