Matteo Salvini è stato al centro di una accesa contestazione la sera durante il festival Time in Jazz, quando il segretario della Lega sedeva tra il pubblico allo spettacolo in omaggio a Fabrizio De André all’Agnata, la tenuta che fu di Faber e della moglie. La giovane spettatrice si è alzata dal posto dicendo che non poteva restare in presenza di «quell’individuo» e poi se ne è andata, gesto ripreso e rilanciato sui social con un video firmato dal consigliere comunale Roberto Cotti.
La contestazione durante il concerto
La scena è avvenuta durante l’appuntamento del festival diretto da Paolo Fresu, quando una ragazza in maglietta nera e pantaloncini si è alzata per rivolgere complimenti a Diodato ma anche una critica netta alla presenza del politico in prima fila, provocando fischi, urla e richiami dal pubblico. Nel video diffuso online si sentono voci contrastanti come «stai seduta», «lasciala parlare» e «fuori fuori», mentre il ministro rimane al suo posto e alcuni spettatori manifestano rumore e disappunto per l’interruzione del concerto.
Il filmato ha amplificato il dibattito e ha trasformato un momento privato del festival in una polemica pubblica, con il pubblico diviso tra chi giudica la contestazione come un atto coerente e chi la considera un’interruzione irrispettosa verso artista e platea; la scena è stata inoltre descritta come programmata da Dori Ghezzi, che ha definito la provocazione grave perché ha interrotto un “momento magico” e ha tolto rispetto all’artista ospite.
Interventi di Dori Ghezzi e reazione di Diodato
Dori Ghezzi, padrona di casa e vedova di Fabrizio De André, è intervenuta dal proprio posto raggiungendo il palco e prendendo il microfono per invitare alla discussione e alla calma, affermando di pensare diversamente ma sostenendo che sia giusto provare a creare dialogo nella stessa cornice. Ghezzi ha ricordato che Fabrizio non avrebbe mai mandato via nessuno dai suoi concerti, raccontando che alle sue serate chi contestava spesso veniva ascoltato e che l’ospite all’Agnata non doveva essere mandato via, ma invitato a confrontarsi.
Diodato, protagonista musicale della serata e ospite del festival, ha preso poi la parola pur senza voler commentare l’accaduto in modo esteso, dichiarando di non essere padrone di casa e di non sentirsi autorizzato a cacciare nessuno, e auspicando che la musica di De André possa “illuminare un po’ di più la nostra classe politica” mentre il ministro applaudiva alle sue parole.
La posizione di Alice De André e la replica di Salvini
Ancora più netta è stata la posizione di Alice De André, nipote di Fabrizio De André, che ha commentato l’episodio anche attraverso un video pubblicato sui social. “Mio nonno davanti a quella scena avrebbe fermato il concerto”, ha detto, sostenendo che il cantautore avrebbe probabilmente reagito alla presenza di Salvini e alla contestazione chiedendo direttamente al segretario della Lega «che cazzo ci faceva lì».
Per Alice De André, la protesta della giovane spettatrice non sarebbe dunque stata fuori luogo, ma coerente con l’eredità politica e culturale di Faber. La nipote ha contestato in particolare l’idea di trasformare De André in una sorta di “santino nazionale”, separandone la musica dai testi, dalle posizioni politiche e dalle critiche che hanno caratterizzato la sua opera. In questa prospettiva, la contestazione a Salvini durante un concerto dedicato a De André rappresenterebbe, secondo Alice, una forma di coerenza con ciò che il cantautore avrebbe pensato e fatto in una situazione analoga.
Le sue parole aggiungono così un ulteriore livello alla polemica: non soltanto lo scontro tra una spettatrice e un esponente politico, ma anche il confronto su chi possa rivendicare l’eredità di De André e su quale significato attribuire oggi alle sue canzoni e alle sue idee.
Salvini ha poi risposto sui social con un lungo post, difendendo il proprio diritto a scegliere cosa ascoltare e sostenendo che nessuno possa stabilire chi abbia il diritto di restare a un concerto o di ascoltare De André. Il ministro ha ricordato di amare il cantautore fin dai tempi del liceo e di essere stato profondamente toccato dai suoi dischi, aggiungendo che le sue canzoni lo emozionano, lo fanno pensare e, talvolta, lo mettono anche in discussione.
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