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Trump difende Infantino: avvertimento alla FIFA e alle confederazioni

Il presidente Usa sostiene Gianni Infantino dopo la lettera di UEFA, AFC e CONCACAF e avverte la FIFA su una possibile sostituzione

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Fifa, media Usa: “Infantino ha chiesto aiuto a Trump per restare presidente”. La Fifa smentisce

Fifa, media Usa: “Infantino ha chiesto aiuto a Trump per restare presidente”. La Fifa smentisce

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Giornalista e autore per Alanews.it, si occupa di attualità, politica, economia e società con particolare attenzione all’analisi dei fatti e alla verifica delle fonti. Il suo lavoro si concentra sulla cronaca e sull’approfondimento dei temi che influenzano il dibattito pubblico, con uno stile chiaro, rigoroso e orientato alla comprensione dei fenomeni contemporanei. Attraverso articoli, analisi e contenuti multimediali contribuisce alla produzione editoriale di Alanews, seguendo i principali eventi nazionali e internazionali e raccontandoli con un approccio informativo indipendente e basato sui principi del giornalismo professionale.

Gianni Infantino è stato difeso pubblicamente da Donald Trump nelle ultime ore, mentre tre confederazioni hanno preso posizione contro il presidente della FIFA e il caso è approdato fino alla Casa Bianca. Il messaggio postato sul social Truth da Trump ha lanciato un monito diretto alla FIFA nel pieno della polemica scatenata dalle scelte del dirigente svizzero, e la vicenda si intreccia con il clima che accompagnerà Infantino alle elezioni del prossimo 18 marzo.

Il messaggio di Trump e la difesa pubblica

Il messaggio pubblicato da Donald Trump su Truth ha definito un “terribile errore” l’ipotesi di sostituire il presidente della FIFA, ribadendo il sostegno personale a Infantino e sottolineando i risultati sportivi raggiunti durante il recente Mondiale. Nelle parole citate dal post l’ex presidente Stati Uniti ha affermato che il torneo è stato “il Mondiale di maggior successo di sempre”, un argomento centrale nel suo appello a chi vorrebbe il cambio della leadership nella federazione internazionale del calcio.

Nel post Trump ha inoltre sostenuto che, se Gianni Infantino se ne andasse, non si ripeterebbe un Mondiale con lo stesso livello di successo e redditività, richiamando l’attenzione sulle cifre e sui confronti con edizioni precedenti che, secondo il suo messaggio, premiano l’operato del presidente FIFA.

La reazione delle confederazioni e la lettera congiunta

Contro la figura di Infantino si sono schierate apertamente UEFA, AFC e CONCACAF con una lettera congiunta che ha sollevato forti critiche nei confronti delle sue scelte, fino a lanciare un boicottaggio che ha messo in discussione il suo futuro alla guida dell’organizzazione. La contestazione è arrivata in risposta alla proposta di cedere una quota dei diritti commerciali dei Mondiali a fondi di investimento privati, misura che ha scatenato una reazione così forte da indurre al ritiro della proposta stessa.

La lettera delle tre confederazioni, che rappresentano una porzione significativa dei membri della FIFA, è stata interpretata come un segnale allarmante e come un tentativo di aprire la strada a un cambio di leadership, con la speranza espressa di vedere un nuovo numero uno alla FIFA dopo le elezioni che si terranno a marzo 2027.

Impatti sulle elezioni e le tensioni interne alla FIFA

La difesa pubblica offerta dal presidente degli Stati Uniti ha dunque inserito un ulteriore elemento di pressione nel confronto tra Infantino e le confederazioni dissidenti, contribuendo a polarizzare la discussione che precede le elezioni di marzo. Secondo il messaggio di Trump, la scelta di mantenere la leadership attuale è legata ai risultati economici e mediatici del recente Mondiale, fattori che l’ex presidente Stati Uniti ha voluto mettere in evidenza per giustificare il suo sostegno a Infantino.

Al centro della protesta delle federazioni c’è però l’annuncio di disporre di diritti commerciali in partnership con investitori privati, una mossa che ha scatenato un vero e proprio terremoto nel mondo del calcio e che ha spinto gli oppositori a chiedere riforme e responsabilità maggiori da parte della governance della FIFA.

Scenari e prospettive per il numero uno della FIFA

Con la tensione che resta alta e con le confederazioni che hanno formalmente preso posizione, Gianni Infantino si trova oggi a difendere il proprio operato in un clima reso ancora più acceso dalla presa di posizione di un alleato influente come Donald Trump. La linea difensiva basata sul successo del Mondiale rappresenta un argomento politico e mediatico che punta a consolidare i sostenitori interni alla FIFA e a smorzare le critiche rivolte alle scelte commerciali recenti.

La vicenda mantiene al centro il nodo dei diritti commerciali e della governance, e la combinazione tra il boicottaggio di UEFA, AFC e CONCACAF e l’avvertimento proveniente dalla Casa Bianca lascia intravedere un periodo di forte confronto interno prima delle prossime tornate elettorali, con conseguenze che influenzeranno l’orientamento di molte federazioni nei mesi a venire.

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