Nadia Battocletti ha raccontato alla Gazzetta dello Sport, alla vigilia degli Europei di Birmingham, di aver inserito la carne di struzzo nella dieta dopo aver rilevato valori di ferritina molto bassi; la scelta è avvenuta nei mesi precedenti alla rassegna continentale e si è svolta in parallelo con cinque settimane di lavoro in quota e un’integrazione prescritta dai medici. La campionessa ha detto che la carne proveniva da un allevatore di Pergine Valsugana ed è stata consumata come stufato, ragù e bresaola, componenti concreti di una strategia nutrizionale seguita da uno staff medico e tecnico.
Perché la carne di struzzo contiene molto ferro
Dal punto di vista nutrizionale la carne di struzzo si avvicina più alle carni rosse che a quelle bianche e presenta una concentrazione di ferro eme apprezzabile, cioè la forma di ferro presente negli alimenti animali che si assorbe più facilmente rispetto al ferro non eme. In letteratura sono riportate concentrazioni di ferro nella carne di struzzo che in alcuni confronti sperimentali risultano superiori a quelle del pollo e competitive con quelle delle carni rosse tradizionali, un dato rilevante per atleti di endurance la cui prestazione dipende dalla capacità di trasporto dell’ossigeno.
Va però rimarcato che il riscontro di valori bassi di ferritina richiede una valutazione medica e un piano terapeutico mirato: un alimento ricco di ferro può integrare la dieta ma non sostituire automaticamente una supplementazione quando questa è ritenuta necessaria dai professionisti che seguono l’atleta, come nel caso raccontato dalla stessa Battocletti.
Proteine, grassi e colesterolo: il profilo nutrizionale
La carne di struzzo combina un contenuto proteico elevato con un contenuto lipidico intramuscolare particolarmente basso, caratteristica che la rende interessante come alternativa alle carni rosse più grasse; diversi studi collocano il contenuto proteico della carne fresca intorno al 20-22%, con variabilità legata al muscolo analizzato, all’alimentazione dell’animale e alle condizioni di allevamento. Una ricerca citata riporta circa il 21,65% di proteine e meno del 2% di grassi, mentre altri lavori hanno registrato percentuali lipidiche ancora inferiori.
La presenza di acidi grassi insaturi e polinsaturi è stata evidenziata in diverse analisi, ma il profilo non elimina la possibile presenza di colesterolo: alcuni studi hanno trovato valori vicini a quelli di altre carni, con misurazioni classiche intorno a 57 milligrammi per 100 grammi e altre analisi intorno ai 65 milligrammi. La definizione di “superfood” risulterebbe quindi impropria; scientificamente lo struzzo è una carne con un profilo peculiare, fatto di molte proteine, poco grasso intramuscolare e una disponibilità interessante di minerali.

Il percorso di recupero di Battocletti
Dopo il Golden Gala di giugno, quando la stessa atleta si è trovata nelle retrovie, i controlli hanno evidenziato una condizione di ferritina bassa e da quel momento è partita una strategia multidisciplinare: cinque settimane al Rifugio Campolongo, sopra Asiago a 1.550 metri di quota, abbinate a riposo, fisioterapia, lavoro psicologico, palestra e intervento nutrizionale. Accanto a queste misure i medici Fabio Diana e Pierluigi Fiorella hanno suggerito una integrazione ad hoc, che si è aggiunta alla dieta e al programma di allenamento.
Questo insieme di interventi ha portato segnali di recupero concreti: agli Assoluti di Firenze Battocletti ha conquistato i titoli nei 1.500 e nei 5.000 metri, mentre a Birmingham proverà a ripetere la doppietta 5.000-10.000 già ottenuta agli Europei di Roma 2024. Il caso dimostra che isolare un unico elemento come causa determinante della rinascita sarebbe scorretto: lo struzzo è stato impiegato come fonte alimentare di proteine e ferro all’interno di una strategia medica controllata.
Cottura, trasformazione e consigli pratici
Nell’intervista Battocletti ha citato tre esempi pratici di consumo: stufato, ragù e bresaola, preparazioni che mostrano come la carne di struzzo possa entrare nella dieta quotidiana di un’atleta; il sapore è descritto come deciso e la scarsità di grasso richiede attenzione nella cottura per evitare che la carne diventi asciutta e meno tenera. La perdita di acqua durante la cottura concentra proteine, grassi e altri nutrienti nel peso residuo, variando i valori espressi per 100 grammi rispetto alla carne cruda.
I prodotti trasformati a base di struzzo non sono automaticamente equivalenti alla carne fresca: sale, condimenti e ingredienti aggiunti nei salumi o negli hamburger possono modificare radicalmente il profilo nutrizionale. Per un atleta seguito dal punto di vista medico la scelta di ingredienti e metodi di preparazione rientra in un piano dietetico complessivo e personalizzato.
La testimonianza di Battocletti evidenzia come la carne di struzzo sia stata un dettaglio concreto ma non esclusivo della sua rinascita sportiva; la vicenda rimane esemplare di come il recupero di un’atleta d’élite si costruisca su più fronti simultanei, tra alimentazione mirata, integrazione prescritta e programmi di allenamento e recupero che coinvolgono clienti, tecnici e specialisti.
