Devlet Bahceli rompe un tabù della politica turca. Il leader dell’Mhp, partito del Movimento Nazionalista, formazione della destra nazionalista turca, nonchè alleato decisivo del presidente Recep Tayyip Erdogan, ha chiesto che ad Abdullah Ocalan venga riconosciuto il “diritto alla speranza”, cioè la possibilità che la sua condanna all’ergastolo venga riesaminata e possa aprirsi, in futuro, una strada verso la liberazione.
“Ocalan deve ottenere il diritto alla speranza. La Turchia deve trovare la pace“, ha dichiarato Bahceli ai giornalisti, secondo quanto riferito dalla Bbc Turkce. Una posizione particolarmente significativa perché arriva dal capo di una formazione storicamente ostile al movimento curdo e mentre il Parlamento si prepara a discutere una legge destinata a tradurre in misure concrete il processo di pace avviato alla fine del 2024.
Ocalan e il processo di pace con il Pkk
Ocalan, fondatore e leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan, è detenuto dal 1999 nel carcere dell’isola di Imrali, nel Mar di Marmara. La sua figura è tornata centrale quando Bahceli gli ha chiesto di rivolgersi al Pkk per ottenere lo scioglimento dell’organizzazione e la fine della lotta armata. Ocalan ha accolto l’appello e nel 2025 il gruppo ha annunciato lo scioglimento e l’abbandono delle armi. Un conflitto iniziato nel 1984 e costato oltre 40mila vite, che per decenni ha segnato la politica turca e gli equilibri del Medio Oriente contemporaneo.
La proposta in arrivo in Parlamento dovrebbe disciplinare il ritorno e il reinserimento di alcuni ex militanti, definendo anche il trattamento giudiziario delle persone coinvolte nel conflitto. Il testo gode del sostegno dell’Akp di Erdogan, dell’Mhp e di buona parte delle opposizioni, compreso il partito filo-curdo Dem. Restano tuttavia aperti i nodi relativi alle garanzie politiche, ai diritti della popolazione curda e alla posizione personale di Ocalan.
Bahceli chiede la liberazione di Demirtas
Bahceli ha chiesto anche la scarcerazione di Selahattin Demirtas, ex leader dell’Hdp e una delle figure più note della politica curda in Turchia, detenuto dal 2016. “Selahattin Demirtas deve tornare a casa”, ha affermato il leader nazionalista, rafforzando l’impressione di un possibile cambio di fase nei rapporti tra Ankara e il movimento curdo.
Il “diritto alla speranza” non comporterebbe una liberazione automatica di Ocalan, ma l’introduzione di un meccanismo che consenta di riesaminare l’ergastolo dopo un periodo minimo di detenzione. Proprio l’assenza di questa possibilità è stata più volte contestata alla Turchia dagli organismi del Consiglio d’Europa. La richiesta di Bahceli, quindi, potrebbe diventare il passaggio più delicato del processo: trasformare la fine della lotta armata in una soluzione politica continuativa.
