Donald Trump avrebbe respinto la richiesta di Volodymyr Zelensky di fornire all’Ucraina centinaia di nuovi missili intercettori Patriot. A riferirlo è il Financial Times, che cita fonti informate sui colloqui avvenuti durante l’incontro del 28 luglio alla Casa Bianca. Secondo le ricostruzioni, il presidente statunitense avrebbe spiegato al leader ucraino che le scorte americane devono essere conservate per proteggere gli interessi degli Stati Uniti in Medio Oriente e nel Golfo Persico, nel pieno della guerra con l’Iran.
La decisione rappresenta un nuovo ostacolo per Kiev, che considera i Patriot fondamentali per contrastare i missili balistici utilizzati dalla Russia nei bombardamenti contro le città e le infrastrutture energetiche ucraine.
Zelensky aveva chiesto un pacchetto d’emergenza in vista dell’inverno: secondo Axios, il presidente ucraino puntava a ottenere circa 300 intercettori, sostenendo che le scorte disponibili fossero ormai vicine all’esaurimento.
Patriot, Trump respinge la fornitura immediata, ma i colloqui proseguono
Il rifiuto riportato dal Financial Times riguarda la consegna immediata di nuovi missili e non coincide necessariamente con uno stop definitivo alla cooperazione sui Patriot.
Reuters riferisce infatti che Washington e Kiev stanno ancora discutendo la possibilità di concedere all’Ucraina una licenza per produrre gli intercettori, in particolare i PAC-3, o almeno alcuni dei loro componenti da assemblare successivamente in Europa.
Su questo punto la posizione di Trump è apparsa oscillante. Durante il vertice Nato di Ankara dell’8 luglio, il presidente americano aveva annunciato pubblicamente l’intenzione di autorizzare Kiev a costruire i Patriot.
Il 31 luglio, però, aveva precisato che nessun accordo era stato ancora approvato, richiamando la necessità di proteggere la tecnologia militare statunitense.
Anche un’eventuale licenza, inoltre, non risolverebbe l’emergenza nell’immediato: avviare una produzione su larga scala potrebbe richiedere diversi anni.
L’Ucraina teme una nuova offensiva russa contro le infrastrutture
La richiesta di Zelensky arriva mentre l’Ucraina denuncia una grave carenza di sistemi capaci di intercettare i missili balistici. Nelle ultime settimane Mosca ha intensificato gli attacchi aerei, mettendo sotto pressione una difesa antiaerea già indebolita dalla scarsità di munizioni.
Il timore di Kiev è che la Russia possa concentrare i bombardamenti sulle centrali elettriche e sulla rete energetica prima dell’inverno, lasciando milioni di persone senza riscaldamento.
La guerra con l’Iran ha però modificato le priorità strategiche di Washington. Gli Stati Uniti devono proteggere le proprie basi, le forze schierate nella regione e gli alleati del Golfo, mentre la disponibilità globale di intercettori resta limitata. È in questo quadro che Trump avrebbe respinto la richiesta ucraina, pur lasciando aperti i negoziati sulla produzione futura.
Per Zelensky, tuttavia, il problema resta soprattutto il tempo. Kiev può discutere licenze, fabbriche e nuovi modelli meno costosi, ma ha bisogno subito dei missili necessari a fermare gli attacchi russi.
