La protesta per la crisi idrica a Pozzuoli è arrivata fino al porto. Nella mattinata di martedì 4 agosto, centinaia di cittadini sono scesi in strada per chiedere risposte sulle continue difficoltà nell’erogazione dell’acqua. Il corteo, cresciuto lungo il percorso fino a raggiungere circa un migliaio di partecipanti, ha raggiunto l’area portuale e occupato la banchina principale dello scalo marittimo.
I manifestanti sono riusciti a superare la prima linea di sbarramento predisposta dai carabinieri. Le forze dell’ordine continuano a presidiare la zona, ma al momento non si registrano scontri né episodi di violenza. Il blocco del porto rappresenta però un salto di livello nella mobilitazione, nata da un disagio che negli ultimi mesi ha coinvolto diverse aree della città. Il blocco accresce la pressione sulle istituzioni.
Anziani e famiglie in prima fila nella protesta
Tra le persone presenti al corteo ci sono anziani, famiglie con bambini e cittadini con disabilità, alcuni dei quali in carrozzina. Proprio le fasce più fragili della popolazione sono rimaste in prima fila durante l’occupazione della banchina, nonostante le temperature elevate. Il caldo ha già provocato alcuni malori tra i partecipanti.
La protesta si svolge in una fase particolarmente delicata per Pozzuoli, dove le interruzioni della fornitura idrica non sono un problema isolato. Alla fine di giugno il Comune aveva segnalato guasti e perdite nella zona delle Palazzine-Anfiteatro e al Rione Solfatara, predisponendo fontanine e autobotti per limitare i disagi. In precedenza, il 30 aprile, il sindaco aveva anche firmato un’ordinanza per limitare fino al 30 settembre l’uso dell’acqua potabile per attività non domestiche o igienico-sanitarie, motivando il provvedimento con la carenza idrica e l’aumento dei consumi.
Pozzuoli, centinaia di sfollati dopo il terremoto
La protesta per la crisi idrica arriva a pochi giorni dal terremoto di magnitudo 4.7 che venerdì 31 luglio ha colpito l’area dei Campi Flegrei, la scossa più forte registrata nella zona negli ultimi quarant’anni. A Pozzuoli sono state sfollate circa 144 famiglie, per un totale di oltre 320 persone, mentre decine di edifici sono ancora in attesa delle verifiche dei vigili del fuoco. Finora sono stati dichiarati inagibili dieci palazzi e sette attività commerciali. Tra le zone più colpite c’è il parco Olivetti, dove vivono 101 famiglie e diverse abitazioni hanno riportato danni gravi. Nel terremoto sono rimaste ferite 26 persone, cinque delle quali trasportate in ospedale.
Alla scossa principale sono seguiti oltre 180 eventi di intensità minore, in uno sciame sismico che l’Osservatorio Vesuviano ha dichiarato concluso domenica 2 agosto. Molti sfollati sono stati accolti nel Palatrincone o hanno trovato sistemazioni temporanee presso amici, parenti e strutture ricettive. In questo contesto, la mancanza d’acqua ha alimentato ulteriormente la rabbia di una popolazione già costretta a convivere con evacuazioni, controlli sugli edifici e il timore di nuove scosse.
Crisi idrica a Pozzuoli, cresce la rabbia dei residenti
Le difficoltà non riguardano anche la continuità del servizio e le comunicazioni ai residenti. Nei mesi scorsi diverse zone della città sono state interessate da sospensioni temporanee, riduzioni di pressione e interventi urgenti sulla rete.
Il corteo del 4 agosto mostra quanto il disagio abbia superato la dimensione dei singoli quartieri. Con il blocco dello scalo, i cittadini chiedono un intervento e soluzioni strutturali, oltre a informazioni più chiare sui tempi e sulle modalità di ripristino del servizio. L’area rimane sotto il controllo delle forze dell’ordine, mentre la protesta prosegue senza scontri. La situazione resta delicata soprattutto per la presenza di persone fragili e per le alte temperature, che rendono ancora più urgente una risposta alle richieste dei manifestanti.
