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Ceuta, Piantedosi: “I controlli non sono contro la Spagna”. Roma ribadisce la solidarietà

Il ministro dell’Interno interviene al Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Ue e difende la decisione italiana di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. “Scelta cautelare e organizzativa per tutelare la sicurezza nazionale e il sistema europeo”

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Ceuta, Piantedosi: “I controlli non sono contro la Spagna”. Roma ribadisce la solidarietà

Ceuta, Piantedosi: “I controlli non sono contro la Spagna”. Roma ribadisce la solidarietà

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Il ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna non rappresenta una misura contro Madrid, ma una decisione temporanea adottata per ragioni di sicurezza. Matteo Piantedosi torna sulla scelta del governo italiano dopo la crisi migratoria di Ceuta e prova a ridimensionare lo scontro politico tra Italia e Spagna degli ultimi giorni.

Intervenendo al Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Unione europea, il ministro dell’Interno ha chiarito la posizione di Roma e ha espresso al governo spagnolo la «sincera solidarietà dell’Italia».

Le dichiarazioni arrivano dopo giorni di tensione tra i due Paesi. Il governo italiano ha disposto dal 1° agosto il ripristino temporaneo, per un mese, dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, in seguito all’arrivo di decine di migliaia di migranti a Ceuta. La misura prevede controlli sui collegamenti provenienti dalla Spagna e non comporta il blocco degli spostamenti dei cittadini spagnoli o degli altri cittadini dell’Unione europea.

Piantedosi: “Una scelta cautelare e organizzativa”

Piantedosi ha voluto innanzitutto chiarire la natura della decisione italiana, respingendo l’interpretazione secondo cui il provvedimento rappresenterebbe una risposta politica alla gestione spagnola dell’emergenza.

«Non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner», ha affermato il ministro, spiegando che il ripristino dei controlli ha carattere temporaneo.

Secondo il titolare del Viminale, si tratta invece di una scelta «di natura cautelare e organizzativa», adottata con l’obiettivo di tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta del sistema europeo dei controlli in una fase caratterizzata da una forte pressione migratoria. Piantedosi ha inoltre ricordato che misure analoghe sono state utilizzate in passato in numerose altre circostanze eccezionali.

La solidarietà dell’Italia alla Spagna

Alla difesa della decisione italiana Piantedosi ha affiancato un messaggio distensivo nei confronti di Madrid, esprimendo la “sincera solidarietà dell’Italia” al governo spagnolo per la situazione che si è trovata ad affrontare a Ceuta.

Il ministro aveva già escluso nei giorni scorsi l’esistenza di una frizione con l’esecutivo spagnolo, ribadendo la disponibilità dell’Italia a collaborare con Madrid e con le istituzioni comunitarie per affrontare la crisi.

La posizione arriva dopo il duro confronto politico nato proprio dalla decisione italiana. Madrid ha criticato il ripristino dei controlli, mentre Roma ha sostenuto la necessità di intervenire preventivamente davanti alla possibilità di movimenti secondari dei migranti all’interno dello spazio europeo.

Lo scontro tra Roma e Madrid sulla crisi di Ceuta

Le parole di Piantedosi arrivano inoltre dopo le critiche rivolte all’Italia dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che aveva accusato alcuni Paesi europei di non aver mostrato sufficiente solidarietà alla Spagna durante la fase più difficile dell’emergenza.

Il confronto si è concentrato soprattutto sulla scelta italiana di ripristinare i controlli e sulla reale possibilità che le persone arrivate a Ceuta potessero successivamente raggiungere altri Paesi europei.

Secondo le informazioni disponibili, la grande maggioranza dei migranti entrati nell’enclave è stata riportata in Marocco e non risultano flussi significativi diretti verso il resto dell’Europa. Proprio questo elemento è stato utilizzato dai critici della decisione italiana per mettere in discussione la necessità della misura.

Ceuta al centro del vertice europeo

La crisi è ora diventata un dossier europeo. La Spagna ha chiesto una maggiore solidarietà da parte degli Stati membri, mentre diversi governi chiedono di rafforzare ulteriormente la protezione delle frontiere esterne dell’Unione.

L’Italia punta in particolare sulla necessità di rafforzare i rimpatri e sviluppare nuovi hub europei sul modello del progetto italiano in Albania, proposta che Roma intende portare nel confronto con gli altri ministri dell’Interno.

L’intervento di Piantedosi prova quindi a separare i due piani della questione: da una parte la solidarietà politica alla Spagna, dall’altra la decisione italiana di mantenere temporaneamente i controlli come strumento precauzionale.

Una distinzione con cui Roma tenta anche di abbassare i toni dello scontro con Madrid, mentre il caso Ceuta si sposta sempre più dal confronto bilaterale tra Italia e Spagna al più ampio dibattito europeo sulla gestione delle frontiere e dei flussi migratori.

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