Gianni Infantino avrebbe cercato il sostegno di Donald Trump per rafforzare la propria posizione alla guida della Fifa. È quanto sostiene il New York Post, secondo cui il presidente della Federazione internazionale sarebbe alla ricerca di alleati di peso mentre cresce la pressione intorno alla sua leadership.
Secondo le indiscrezioni del quotidiano statunitense, Infantino avrebbe dovuto avere nella giornata di lunedì 3 agosto una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Una ricostruzione che, tuttavia, è stata smentita sia dalla Fifa sia dal Dipartimento di Stato statunitense.
Infantino avrebbe cercato il sostegno di Trump
Secondo il New York Post, che cita due fonti informate, il numero uno della Fifa starebbe cercando di consolidare la propria posizione in vista delle elezioni presidenziali del 2027.
In questo quadro si inserirebbe il presunto tentativo di ottenere il sostegno dell’amministrazione Trump. Infantino e il presidente statunitense hanno costruito negli anni un rapporto pubblico particolarmente stretto, anche in vista dei grandi appuntamenti calcistici organizzati negli Stati Uniti.
La situazione interna alla Fifa si sarebbe però complicata dopo il naufragio del progetto per aprire la Federazione agli investitori privati, un piano che ha incontrato una forte opposizione nel mondo del calcio e contribuito ad aumentare le tensioni con la Uefa.
È proprio in questo contesto che, secondo il quotidiano americano, Infantino starebbe cercando nuovi «alleati di peso» per difendere la propria leadership.
La Fifa smentisce la telefonata con Marco Rubio
Alle indiscrezioni sono seguite rapidamente le smentite. Fonti della Fifa hanno negato a Fox News che fosse previsto un colloquio tra Infantino e Rubio, precisando inoltre che non sarebbe stata programmata alcuna telefonata con membri dell’amministrazione Trump.
Una posizione confermata anche direttamente dagli Stati Uniti.
Dylan Johnson, assistente del segretario di Stato per gli Affari pubblici globali, ha smentito su X l’esistenza del colloquio. Commentando la ricostruzione del New York Post, Johnson ha contestato apertamente l’articolo, sostenendo che il quotidiano avrebbe dovuto verificare meglio le proprie fonti o rivolgersi direttamente al Dipartimento di Stato.
Al momento, dunque, non esiste una conferma indipendente del presunto tentativo di Infantino di ottenere l’appoggio dell’amministrazione Trump.
Infantino sotto pressione dopo lo scontro sugli investitori privati
La vicenda arriva però in una fase particolarmente delicata per il presidente della Fifa. Il progetto che prevedeva l’ingresso di capitali privati nella Federazione ha provocato una dura reazione all’interno del calcio europeo e aumentato le distanze tra Fifa e Uefa. Infantino ha poi annunciato di aver accantonato il piano.
Il confronto riguarda anche una questione più ampia: quanto la Fifa possa aprirsi agli investitori esterni senza compromettere la propria natura e l’equilibrio nella governance del calcio mondiale.
Con le elezioni del 2027 all’orizzonte, le tensioni assumono inevitabilmente anche un peso politico. È in questo scenario che le indiscrezioni sul possibile coinvolgimento di Trump hanno attirato particolare attenzione, nonostante le nette smentite arrivate sia dalla Federazione sia da Washington.
Per ora resta quindi una ricostruzione attribuita dal New York Post a fonti anonime. Ma la vicenda fotografa comunque il momento di crescente pressione attorno alla leadership di Infantino, mentre il confronto sul futuro della Fifa si fa sempre più acceso
