Prosegue a Milano l’ultimo saluto a Don Antonio Mazzi, morto venerdì 31 luglio all’età di 96 anni. La camera ardente è stata allestita non in un luogo istituzionale, ma nella sede della Fondazione Exodus al Parco Lambro, la comunità alla quale il sacerdote ha dedicato gran parte della propria vita e che ha trasformato in un punto di riferimento per generazioni di giovani alle prese con tossicodipendenza, disagio ed emarginazione.
Dalla mattina di domenica 2 agosto continuano ad arrivare amici, collaboratori, ex ospiti della comunità e cittadini. Un ultimo saluto costruito intorno agli oggetti che hanno accompagnato la vita del sacerdote: accanto al feretro sono stati deposti i sandali che era solito indossare, una Bibbia aperta sul passo della Pentecoste e un bastone da viandante.
“I sogni sono sempre giovani”
Anche l’allestimento della camera ardente racconta la storia di Don Mazzi e del suo rapporto con Exodus. Il feretro è avvolto da un sudario sul quale compaiono le firme degli educatori della comunità, mentre alle sue spalle è stata collocata una grande fotografia che lo ritrae sorridente accompagnata da una delle frasi che ne hanno caratterizzato il pensiero: “I sogni sono sempre giovani”.
All’ingresso è stato inoltre predisposto un libro delle firme, che nelle ultime ore si è progressivamente riempito di dediche e messaggi. Tra le persone attese alla camera ardente c’è anche l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, mentre domenica mattina è arrivato Francesco Maria Goglio, arcivescovo primate della Chiesa Anglo Cattolica.
L’assessore milanese alle Opere pubbliche Marco Granelli ha ricordato Don Mazzi come «un uomo che ha fatto grande Milano» e che ha saputo rispondere ai giovani della città e alle loro sfide.
Il futuro di Exodus dopo Don Mazzi
L’ultimo saluto è inevitabilmente accompagnato anche dalla domanda su cosa accadrà ora alla comunità fondata da Mazzi. Una risposta, almeno in parte, l’aveva indicata lui stesso.
Luigi Maccaro, responsabile della Fondazione Exodus di Cassina, ha ricordato che il sacerdote non voleva un successore, preferendo invece una gestione collegiale capace di continuare il percorso della fondazione. Il principio da preservare resta quello che ha accompagnato tutta la sua attività educativa: la convinzione che ogni ragazzo possa cambiare, anche dopo aver commesso gli errori più gravi.
Fondata nel 1984, Exodus è diventata negli anni il progetto più rappresentativo dell’impegno di Don Mazzi nel recupero delle persone con problemi di dipendenza e nell’educazione dei giovani. Ed è proprio nella comunità che aveva costruito che Milano ha scelto di salutarlo per l’ultima volta.
Lunedì i funerali a Sant’Ambrogio
La camera ardente resterà aperta domenica 2 agosto fino alle 12 e poi nuovamente dalle 17 alle 20. I funerali di Don Antonio Mazzi saranno celebrati lunedì nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Un luogo simbolico per l’ultimo saluto a un sacerdote che per decenni ha legato il proprio nome alla città e soprattutto ai suoi giovani più fragili. Prima delle esequie, però, resta ancora qualche ora per passare dal Parco Lambro, nella sua Exodus, dove accanto alla bara sono rimasti un paio di sandali, una Bibbia e un bastone da viandante: tre oggetti semplici per raccontare una vita trascorsa, fino alla fine, in cammino.
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