Da una parte le brandine della Protezione civile, l’acqua distribuita agli sfollati e le famiglie uscite di casa in fretta, alcune ancora in pigiama. Dall’altra i blindati delle forze dell’ordine, schierati davanti ai cancelli dello Spin Time. È questa l’immagine di via Santa Croce in Gerusalemme dopo l’incendio divampato intorno alle 22:30 di mercoledì 29 luglio all’interno del palazzo occupato dell’Esquilino.
Le fiamme sarebbero partite da un locale tecnico affacciato sul cortile interno, probabilmente a causa del cortocircuito di un trapano a colonna presente nell’officina all’angolo con via Statilia. Il rogo è stato circoscritto e spento e non risultano persone ferite. L’intero edificio, però, è stato evacuato e successivamente dichiarato inagibile.
View this post on Instagram
Incendio allo Spin Time, centinaia di persone ancora fuori casa
L’evacuazione è avvenuta in pochi minuti. Secondo la comunità di Spin Time, sono stati gli stessi abitanti a intervenire per primi e a lasciare autonomamente lo stabile, permettendo ai vigili del fuoco di entrare e completare le operazioni. Non sarebbero emersi danni strutturali evidenti, ma fino al termine delle verifiche tecniche nessuno può rientrare negli alloggi.
L’accesso è consentito soltanto per recuperare medicinali e beni di prima necessità, una persona alla volta e accompagnata dalle forze dell’ordine. Gli occupanti denunciano che alcune porte sarebbero state forzate e che diversi appartamenti sarebbero stati messi a soqquadro, nonostante fossero state messe a disposizione le chiavi. Sul punto, al momento, non sono arrivati chiarimenti ufficiali.
Via Santa Croce in Gerusalemme è stata chiusa al traffico dalla polizia locale. Dalle 6 del mattino la Protezione civile ha predisposto brandine di emergenza per le persone rimaste in strada: tra loro ci sono bambini, anziani, donne e persone con patologie. Una situazione resa ancora più difficile dalle temperature elevate previste nella Capitale.
Spin Time, il presidio permanente e l’assemblea pubblica
Gli abitanti chiedono di conoscere le ragioni e la durata dell’inagibilità. In attesa di risposte, hanno annunciato un presidio permanente davanti allo stabile e convocato per le 17 un’assemblea pubblica cittadina. L’appello rivolto alla città è di raggiungere via Santa Croce in Gerusalemme e portare acqua, cibo, bevande fresche, pannolini, assorbenti e powerbank.
“Più persone saremo, più riusciremo a sostenere chi in questo momento è ancora fuori casa”, scrivono gli attivisti. Il timore espresso nella nota è che l’emergenza provocata dall’incendio possa trasformarsi in una “forzatura” nei confronti dell’occupazione.
La presenza dei blindati del reparto mobile ha alimentato la preoccupazione. Spin Time è da tempo al centro di una controversia politica e giudiziaria: nel febbraio 2026 il tribunale civile di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire oltre 21 milioni di euro alla società proprietaria per il mancato sgombero dell’immobile, occupato dal 2013 dai movimenti per la casa.
Anche la redazione romana di Scomodo ha sede nello Spin Time
Dentro lo stabile non ci sono soltanto gli alloggi. Spin Time è diventato negli anni anche uno spazio culturale e sociale, attraversato da associazioni, laboratori, attività di mutualismo e progetti rivolti al quartiere. Dal 2020 ospita inoltre la redazione romana di Scomodo, nata in uno dei piani inferiori del palazzo e costruita attraverso un lavoro collettivo.
Sul proprio sito, Scomodo descrive Spin Time come un edificio di dieci piani e 21mila metri quadrati, abitato da circa 400 persone provenienti da 27 nazionalità. Un luogo che dal 2013 ha trasformato un ex palazzo dell’Inpdap, rimasto abbandonato per anni, in una casa e in uno spazio aperto alla città.
La redazione di Scomodo si trova quindi dentro la stessa comunità che, dopo l’incendio, è rimasta fuori dai cancelli in attesa di sapere quando potrà tornare a casa. Una comunità composta da centinaia di persone, ma anche da attività culturali, spazi di studio e servizi costruiti negli anni dal basso.
Per gli occupanti, la priorità resta la sicurezza degli abitanti e il rientro nello stabile. Ma il presidio serve anche a chiedere che l’inagibilità non venga gestita senza trasparenza. Finché non arriveranno comunicazioni ufficiali sulle condizioni dell’edificio, Spin Time resterà in strada.
