Hadi Matar, l’uomo che nell’agosto del 2022 accoltellò lo scrittore Salman Rushdie durante una conferenza nello Stato di New York, è stato riconosciuto colpevole anche di terrorismo. Il nuovo verdetto arriva a poco più di un anno dalla condanna a 25 anni di carcere per tentato omicidio e apre la possibilità di una pena ancora più pesante: fino all’ergastolo.
Salman Rushdie, Hadi Matar condannato per terrorismo
Una giuria federale di Buffalo ha dichiarato Matar colpevole di tutti e tre i capi d’accusa contestati: tentato sostegno materiale a un’organizzazione terroristica straniera, terrorismo oltre i confini nazionali e sostegno materiale ad atti terroristici. I giurati hanno impiegato circa due ore per raggiungere il verdetto.
Secondo l’accusa, Matar avrebbe agito nel tentativo di eseguire la fatwa pronunciata nel 1989 dall’allora Guida Suprema iraniana Ruhollah Khomeini contro Rushdie. Le indagini hanno ricostruito un’attività di ricerca durata più di un anno e una pianificazione iniziata almeno nel 2020. Nei mesi precedenti all’aggressione, l’uomo avrebbe seguito gli spostamenti pubblici dello scrittore fino a individuare l’incontro organizzato alla Chautauqua Institution.
I procuratori hanno inoltre collegato l’attacco a un discorso pronunciato nel 2006 dall’allora leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, che aveva ribadito l’appello a uccidere Rushdie. Secondo la ricostruzione dell’accusa, accolta dalla giuria, il tentativo di portare a compimento quella minaccia ha rappresentato una forma di sostegno materiale al gruppo politico e militare libanese, considerato dagli Stati Uniti un’organizzazione terroristica straniera. Matar, 28 anni e residente nel New Jersey, sta già scontando la pena massima prevista nello Stato di New York per il tentato omicidio dello scrittore. La sentenza relativa ai reati federali verrà pronunciata il 3 novembre e potrà arrivare fino all’ergastolo.
L’attacco del 2022 contro Salman Rushdie
Il 12 agosto del 2022 Rushdie stava per intervenire a un incontro dedicato proprio alla protezione degli scrittori minacciati, quando Matar salì sul palco e lo colpì ripetutamente con un coltello. Lo scrittore riportò quindici ferite, alcune delle quali al collo, al torace e all’addome. Perse la vista dall’occhio destro e subì danni permanenti alla mano sinistra.Tra le persone che tentarono di fermare l’aggressore ci fu anche Henry Reese, cofondatore di City of Asylum e moderatore dell’incontro, rimasto lievemente ferito alla testa. Matar venne bloccato dal pubblico e dagli agenti presenti nella struttura.
Rushdie ha raccontato l’attacco e il lungo percorso di recupero nel libro “Coltello”, pubblicato nel 2024. Durante entrambi i processi è tornato in aula per testimoniare contro l’uomo che aveva tentato di ucciderlo.
Chi è Salman Rushdie e perché vive sotto minaccia dal 1989
Nato a Bombay nel 1947, Salman Rushdie è uno degli scrittori più importanti della letteratura contemporanea in lingua inglese. Il successo internazionale arrivò con “I figli della mezzanotte”, romanzo pubblicato nel 1981 e vincitore del Booker Prize, nel quale la storia personale del protagonista si intreccia con l’indipendenza e la partizione dell’India.Sette anni dopo pubblicò “I versi satanici”, un romanzo costruito attraverso il realismo magico, la migrazione e la trasformazione dell’identità. Alcuni passaggi ispirati alla nascita dell’Islam furono considerati blasfemi da autorità e gruppi religiosi. Nel febbraio del 1989 Khomeini pronunciò una fatwa che chiedeva l’uccisione dello scrittore e di chi aveva collaborato alla pubblicazione del libro.
Rushdie fu costretto a vivere per anni sotto protezione, spostandosi tra abitazioni segrete. La minaccia coinvolse anche traduttori ed editori: nel 1991 il traduttore italiano Ettore Capriolo venne ferito nella sua casa di Milano, mentre quello giapponese, Hitoshi Igarashi, fu ucciso a Tokyo. Negli anni successivi lo scrittore tornò gradualmente alla vita pubblica, continuando a difendere la libertà di espressione. L’attacco del 2022 ha mostrato, però, come una minaccia formulata oltre trent’anni prima non fosse mai davvero scomparsa. Il verdetto federale contro Matar riconosce ora anche la matrice terroristica di quell’aggressione.
