La procura di Bologna ha aperto un fascicolo con 12 indagati per gli scontri avvenuti nella città la sera del 20 luglio. Abderrahim Fakir è al centro delle tensioni: le colluttazioni sono scoppiate, infatti, come protesta per la morte dell’uomo, avvenuta il giorno prima nel rione Pilastro durante un fermo della polizia. Il fascicolo è affidato al pm Stefano Dambruoso e nel testo vengono contestati reati legati all’ordine pubblico.
Scontri a Bologna, le accuse iscritte nel fascicolo
Nel fascicolo figurano contestazioni a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. La Procura indaga sugli episodi verificatisi nella serata di protesta e valuta i singoli comportamenti che la rendono oggetto di responsabilità penale. Tra le iscrizioni compaiono riferimenti a episodi di danneggiamento di beni e a condotte rivolte a impedire l’azione delle forze dell’ordine; il quadro probatorio sarà definito nelle fasi successive dell’accertamento giudiziario.
Il coinvolgimento di un giovane arrestato
Tra le persone iscritte nel fascicolo c’è anche un ventenne che era stato arrestato durante i disordini e poi rilasciato. Dopo il rilascio è stato disposto nei suoi confronti un provvedimento di divieto di dimora in città; la misura resta collegata agli accertamenti sugli episodi avvenuti durante la protesta. Al momento l’inchiesta prosegue con l’acquisizione di elementi e la verifica delle responsabilità individuali.
Scontri a Bologna, dagli scontri alle indagini sul fermo
La manifestazione del 20 luglio era cominciata in piazza del Nettuno, dove familiari, amici e cittadini avevano chiesto “verità e giustizia” per Fakir. La famiglia aveva invitato i partecipanti a evitare violenze e strumentalizzazioni. Una parte del corteo si era poi spostata davanti alla Prefettura e alla Questura, dove erano scoppiati gli scontri.
Durante i disordini erano stati lanciati oggetti e una bomba carta contro le forze dell’ordine. Gli agenti avevano risposto con cariche, idranti e lacrimogeni. Le immagini raccolte quella sera sono state successivamente analizzate dagli investigatori per identificare i manifestanti coinvolti.
Parallelamente prosegue l’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 19 luglio in via Italo Svevo. Alcuni video mostrano il 42enne immobilizzato a terra e ammanettato da due poliziotti, mentre chiede aiuto. La Procura sta confrontando le immagini girate dai residenti con quelle registrate dalla bodycam di uno degli agenti e ha ascoltato diversi testimoni.
