La famiglia di Domenico attende l’inizio del processo con una richiesta precisa: conoscere la verità e ottenere giustizia. A dirlo è Patrizia Mercolino, madre del bambino morto dopo un trapianto di cuore, che ha raccontato il proprio dolore durante la presentazione alla Camera del libro scritto sulla vicenda. “A fine settembre inizierà il processo. Io e mio marito stiamo vivendo in attesa che arrivi quel giorno. Aspettiamo di guardarli negli occhi”, ha spiegato, aggiungendo di voler capire se anche le persone coinvolte avranno il coraggio di affrontare lo sguardo dei genitori.
La rabbia della madre di Domenico: “Mio figlio trattato come un giocattolo”
Patrizia Mercolino ha ricordato i mesi successivi alla morte del figlio, sottolineando di non aver mai ricevuto delle scuse. “Se ora lo facessero non servirebbe”, ha detto, spiegando che nel frattempo sono emersi ulteriori elementi sulla vicenda. Secondo la donna, Domenico non sarebbe stato considerato come una persona, ma quasi come un oggetto: “Sembrava un giocattolo, quel bambino non era una vita umana”.
Per la madre, uno degli aspetti più dolorosi è stata la mancanza di comunicazione. “Mi sono sentita presa in giro”, ha raccontato, accusando chi aveva il compito di informare la famiglia di aver nascosto informazioni e tentato di coprire quanto accaduto. Pur riconoscendo che “sbagliare è umano”, Mercolino ha sostenuto che in questo caso il problema non sarebbe stato solo l’errore, ma il modo in cui la famiglia è stata coinvolta.
La donna ha poi rivolto un pensiero al figlio, ricordando la sua resistenza nei 60 giorni trascorsi collegato all’Ecmo, un supporto fondamentale per la circolazione e l’ossigenazione del sangue. “Sono convinta che lo abbia fatto per far uscire tutto fuori”, ha dichiarato, ribadendo la volontà di andare avanti nella ricerca della verità.
Il padre di Domenico: “Sono molto arrabbiato, ma sto chiedendo aiuto”
Anche Antonio Caliendo, padre del bambino, ha raccontato il proprio dolore durante la conferenza stampa a Montecitorio. “Sono molto arrabbiato”, ha detto con voce commossa, spiegando però di aver reagito alla perdita chiudendosi in sé stesso, come già accaduto in altri momenti difficili della sua vita.
Il padre di Domenico ha raccontato di aver iniziato un percorso psicologico per elaborare il lutto. “Sto andando dalla psicologa, lo devo fare anche per i miei due figli a casa”, ha spiegato, sottolineando come la morte del bambino abbia rappresentato un dolore enorme che si è aggiunto ad altre sofferenze vissute in passato.
Le istituzioni: “Accertare la verità per migliorare il sistema sanitario”
Alla presentazione del libro era presente anche Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento, che ha sottolineato la necessità di fare chiarezza sulla vicenda. “Come istituzioni abbiamo il dovere di ascoltare e di accertare la verità”, ha affermato, spiegando che l’obiettivo deve essere evitare che tragedie simili possano ripetersi.
Secondo Siracusano, servono interventi per rafforzare il sistema sanitario, migliorare le prestazioni, introdurre riforme e garantire maggiori risorse. “Dobbiamo fare ancora di più, questo è sicuro”, ha aggiunto, ricordando l’impegno del governo su questi temi.
La sottosegretaria ha infine espresso vicinanza alla famiglia di Domenico, definendo la battaglia portata avanti dalla madre un esempio di trasformazione del dolore personale in un impegno rivolto alla collettività. “Una tragedia che non dovrebbe mai accadere diventa, con la sua battaglia costante, uno strumento per gli altri”, ha concluso.
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