I tabelloni delle stazioni di servizio continuano a mostrare cifre da capogiro, mettendo a dura prova le tasche degli automobilisti nel pieno della stagione estiva. Tra le stazioni della rete stradale e i distributori lungo le autostrade, il costo dei rifornimenti ha ampiamente travalicato la soglia di tolleranza, spinto dall’impennata delle quotazioni che ha colpito con particolare violenza il gasolio. Per arginare la fiammata dei prezzi prima dei grandi spostamenti estivi, l’esecutivo è pronto a calare nuovamente la carta dell’intervento fiscale, con l’obiettivo prioritario di riportare sia la verde sia il diesel al di sotto del tetto psicologico dei due euro al litro.
Accise sui carburanti, la strategia differenziata e l’impatto alle pompe
La manovra allo studio, sulla scia di quanto già sperimentato a primavera, punta a una riduzione mirata delle accise sui carburanti. La scelta di modulare l’intervento nasce dal divario di crescita registrato nell’ultimo mese: se la benzina ha segnato rincari significativi, l’aumento del gasolio è stato quasi il doppio. La misura ipotizzata prevede quindi uno sconto differenziato che, considerando l’effetto dell’imposta sul valore aggiunto, si tradurrebbe in un ribasso di circa 24 centesimi per ogni litro di diesel e di poco più di 6 centesimi per la benzina. Questo sforzo congiunto consentirebbe di riassorbire i picchi più critici toccati nei distributori autostradali, restituendo un po’ di respiro a famiglie e trasportatori.
Risorse, tempi e il nodo degli aiuti mirati
Per rendere operativo l’alleggerimento fiscale, la macchina di governo deve tuttavia far quadrare i conti della finanza pubblica. La strategia delineata dai vertici di Palazzo Chigi e del Tesoro prevede un percorso articolato in due momenti successivi. Per accelerare i tempi prima dei primi consuntivi di agosto, occorrerà reperire risorse immediate tra le pieghe del bilancio statale o attingendo ai fondi provenienti dalle sanzioni dell’Antitrust. Solo nella prima decade del mese prossimo diventerà accessibile il cosiddetto “tesoretto” derivante dal maggior gettito Iva incassato durante i rialzi di luglio, una somma vicina ai 250 milioni di euro che consentirebbe di estendere il calo dei prezzi fino al termine dei rientri vacanzieri. Parallelamente al contenimento generale delle accise sui carburanti, resta aperto anche il dibattito politico sulla necessità di affiancare misure di sostegno selettivo: tra le opzioni sul tavolo figura l’accredito di un bonus carburante dedicato alle famiglie con fasce di reddito più basse, attraverso la carta elettronica per la spesa, così da concentrare le tutele sui nuclei familiari maggiormente esposti all’inflazione.
