La Cgil nazionale ha depositato un esposto alla Corte dei conti, firmato dal segretario generale Maurizio Landini, per chiedere accertamenti su un possibile danno erariale legato al progetto del Ponte sullo Stretto. Il fascicolo sollecita verifiche su costi, fonti di finanziamento e procedure amministrative dell’opera. L’iniziativa punta a chiarire perché, a fronte di risorse già impiegate, il budget dell’intervento è salito oltre 13 miliardi di euro e restano irrisolte criticità sui finanziamenti.
Esposto Cgil alla Corte dei conti sul Ponte dello Stretto
La Confederazione definisce l’azione come una tutela dell’interesse generale e ribadisce: “Non si tratta di una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera, ma di difendere il denaro pubblico“. La Cgil chiede trasparenza e legalità nella gestione dei fondi e richiama la necessità di una verifica indipendente sulla correttezza degli atti amministrativi connessi al progetto.
Costi del ponte e criticità dei finanziamenti
Nel documento vengono richiamati rilievi già espressi dal Cipess e dalla magistratura contabile: il costo definitivo dell’opera non risulta ancora determinato e permangono dubbi sul rispetto della normativa europea sugli appalti e sulla tutela ambientale. La Confederazione sottolinea che il conto dell’intervento ha superato i 13 miliardi e che la cifra continua a crescere. Secondo la Cgil, la Società Stretto di Messina ha già assorbito ingenti risorse pubbliche senza risultati concreti, mentre i cittadini non hanno registrato benefici effettivi dall’avanzamento del progetto.
Nel testo si rimarca inoltre che la quantificazione dei finanziamenti e la copertura delle voci di spesa strategiche presentano ancora elementi di incertezza. La nota collega la criticità dei conti anche all’assenza di un quadro definito sulle opere propedeutiche e sulle ricadute ambientali attese dalle procedure autorizzative.
La Confederazione richiama l’impatto sull’allocazione delle risorse nazionali, con un passaggio netto: “ogni euro sprecato per il Ponte è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Mezzogiorno ha bisogno“.
Le verifiche richieste e le opere complementari
Con l’esposto, la Cgil chiede che la magistratura contabile accerti l’eventuale danno erariale e verifichi la correttezza delle procedure di spesa e degli atti amministrativi legati al progetto. Il sindacato sollecita un controllo sullo stato dei finanziamenti e sulla realizzazione delle infrastrutture complementari indispensabili al funzionamento del collegamento, molte delle quali non risulterebbero ancora finanziate o completate.
La posizione del sindacato resta ancorata alla priorità degli investimenti ritenuti immediatamente utili: potenziare ferrovie, strade, trasporti, porti, scuole e ospedali come via per creare lavoro e ridurre i divari territoriali. La richiesta è che le risorse pubbliche siano impiegate con criteri di efficacia, evitando sprechi e sovracosti.
