Le colonne di fumo nero, visibili anche a decine di chilometri di distanza, hanno trasformato una tranquilla giornata estiva in un incubo d’alta quota e di costa. Un violento incendio sul Gargano si è propagato rapidamente a partire dalla vegetazione di Pile Fraballe, nei pressi di Peschici, divorando ettari di macchia mediterranea e pini d’Aleppo. Alimentato dalle forti raffiche di vento, il fronte del fuoco si è spinto a gran carriera verso il mare, arrivando a minacciare le rinomate baie della litoranea.
Incendio sul Gargano, la fuga via mare e i soccorsi in volo
La situazione più drammatica si è verificata lungo il litorale compreso tra Peschici e Vieste, in particolare nell’area di Baia Zaiana. Per sottrarre i bagnanti alla morsa delle fiamme e all’aria resa irrespirabile dal fumo, la Guardia Costiera ha avviato un’operazione d’emergenza, evacuando centinaia di turisti direttamente dalle spiagge attraverso le motovedette. Nel frattempo, mentre le squadre a terra della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco tentavano di proteggere le abitazioni rurali della zona, dall’alto sono arrivati i primi elicotteri e il Canadair per effettuare continui lanci d’acqua nel tentativo di domare il rogo.
Viabilità in tilt e accoglienza per gli sfollati
L’avanzare delle fiamme ha causato pesanti ripercussioni sulla circolazione stradale dell’intero promontorio. Le autorità hanno disposto la chiusura temporanea della provinciale litoranea 52 e di un tratto della statale 693, costringendo i trasporti pubblici a deviazioni lungo i percorsi interni. Mentre gli interventi aerei provano a circoscrivere l’emergenza, la macchina dei soccorsi comunali si è attivata nell’abitato di Peschici, dove l’edificio delle scuole elementari è stato allestito per offrire accoglienza, riparo e primo supporto a residenti e turisti costretti ad abbandonare i villaggi e i lidi.
