Guerra in Iran: l’Iran ha sospeso le ritorsioni militari in una zona marittima regionale dopo la pausa degli attacchi degli Stati Uniti, mentre mediatori come Pakistan e un paese del Golfo mantengono contatti per la de-escalation. La decisione ha contribuito a contenere per ora un’escalation diretta nella regione, e al contempo lascia aperti nodi diplomatici e politici.
Sospensione delle ritorsioni e ruolo dei mediatori
Secondo il sommario disponibile, l’Iran ha fermato le ritorsioni in risposta alla pausa degli attacchi statunitensi; Pakistan e un paese del Golfo sono intervenuti come canali di contatto. Inoltre, i mediatori tengono colloqui con l’obiettivo dichiarato di ridurre le tensioni e di evitare riprese dei raid. Il quadro rimane però instabile, perché la sospensione è legata a una pausa esterna e non a un accordo formale.
Sviluppi regionali: Cisgiordania, colloqui Pakistano-IAEA e reazioni
Parallelamente alla crisi in una zona marittima regionale, il comandante militare israeliano della Cisgiordania ha confermato che gli avamposti agricoli rientrano nella strategia militare. Le fonti israeliane citate parlano di oltre 185 avamposti e di 104 nuovi insediamenti illegali creati sotto il governo Netanyahu. Inoltre, il ministro pakistano Ishaq Dar ha avuto un colloquio con il direttore Grossi dell’IAEA sugli sviluppi regionali, segnalando l’attenzione internazionale per l’area.
Il ministero palestinese ha inoltre espresso apprezzamento per il divieto irlandese sulle merci provenienti dagli insediamenti israeliani. Queste reazioni e i contatti diplomatici si sommano al tentativo dei mediatori di stabilizzare la situazione, tuttavia restano questioni aperte sul lungo termine e sui possibili nuovi focolai di tensione.
Possibili evoluzioni e prossimi passi
La sospensione delle ritorsioni offre una finestra di dialogo che i mediatori cercano di sfruttare. Se le parti manterranno i contatti, la pressione sulle operazioni militari potrebbe all’entarsi; in caso contrario, la tensione in una zona marittima regionale rischia di riaccendersi. Per ora, il nodo principale rimane la dipendenza dalla pausa degli Stati Uniti e dalla capacità dei paesi terzi di tradurre i contatti in garanzie concrete.
Nei prossimi giorni sarà importante monitorare la continuità dei colloqui pakistani e dei rappresentanti del piccolo stato del Golfo, nonché eventuali dichiarazioni ufficiali che possano trasformare la tregua temporanea in un cessate-il-fuoco più stabile.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 26 luglio
Nuovo fronte nella Guerra in Iran: Teheran ha convocato i diplomatici ucraini dopo che Kyiv ha colpito una nave iraniana nel Mar Caspio, provocando la morte di almeno un marinaio e il ferimento di un altro. L’Ucraina sostiene che l’obiettivo fossero navi russe impegnate nel trasporto di materiale militare collegato all’Iran. Il presidente Volodymyr Zelensky accusa inoltre Mosca di assistere Teheran nella sua campagna militare in Medio Oriente, legando sempre più direttamente i due conflitti.
Cosa sapere:
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Iran convoca i diplomatici ucraini dopo l’attacco nel Mar Caspio
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Kyiv ha colpito una nave iraniana: almeno un marinaio è morto e un altro è rimasto ferito
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L’Ucraina afferma di aver preso di mira navi russe con carichi militari legati all’Iran
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Zelensky accusa la Russia di sostenere militarmente Teheran in Medio Oriente
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L’attacco nel Mar Caspio apre un nuovo fronte nelle tensioni tra Iran e Ucraina
Cosa sta succedendo
La tensione nel Mar Caspio resta alta dopo che l’Iran ha sospeso le ritorsioni militari in risposta alla pausa degli attacchi statunitensi, mentre mediatori come Pakistan e Qatar mantengono contatti per de-escalation. Nel frattempo, la situazione in Medio Oriente si evolve con sviluppi diplomatici e politici.
Ultimi sviluppi: Il comandante militare israeliano della Cisgiordania ha confermato che gli avamposti agricoli fanno parte della strategia militare, con oltre 185 avamposti e 104 nuovi insediamenti illegali creati sotto il governo Netanyahu.
- Cisgiordania: oltre 185 avamposti e 104 nuovi insediamenti illegali su terre palestinesi secondo fonti militari israeliane
- Pakistan-IAEA: colloquio tra il ministro pakistano Ishaq Dar e il direttore Grossi sugli sviluppi regionali
- Palestina-Irlanda: il ministero palestinese apprezza il divieto irlandese sulle merci dagli insediamenti israeliani
Il comandante militare israeliano della Cisgiordania occupata ha dichiarato che gli avamposti agricoli fanno parte della strategia dell'esercito, secondo fonti locali. Sotto il governo Netanyahu sono stati creati oltre 185 avamposti e 104 nuovi insediamenti illegali su terre palestinesi, con 119 comunità palestinesi private delle loro proprietà. Gruppi di coloni ricevono sostegno e protezione dall'esercito, che li incoraggia ad avanzare nelle città palestinesi. Organizzazioni per i diritti umani in Palestina, Israele e all'estero avvertono che l'escalation potrebbe peggiorare ulteriormente.
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha avuto un colloquio telefonico con il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Mariano Grossi, per discutere gli sviluppi regionali e l'importanza del dialogo, riferisce il ministero degli Esteri pakistano. Grossi ha auspicato che Stati Uniti e Iran mantengano il dialogo dopo il memorandum di intesa di Islamabad, con l'obiettivo di un esito pacifico e duraturo. Il Pakistan ha mediato il memorandum di giugno che ha stabilito una tregua di 60 giorni e un quadro negoziale per la stabilità a lungo termine e il programma nucleare iraniano. Grossi sta inoltre coinvolgendo attori internazionali sul ruolo di monitoraggio dell'Aiea durante la tregua e aggiornando le autorità pakistane sulla sua candidatura a segretario generale dell'Onu.
Il ministero degli Esteri palestinese ha accolto con favore la legge irlandese che vieta l'importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani e ha esortato altri paesi a adottare provvedimenti simili, definendola un passo per interrompere il sostegno al sistema insediativo illegale. Il presidente irlandese Catherine Connolly ha firmato il 23 luglio il provvedimento che rende l'Irlanda uno dei primi paesi Ue a vietare il commercio con gli insediamenti israeliani nei territori occupati. Secondo il ministero palestinese, la legge riflette l'impegno di Dublino al rispetto del diritto internazionale e rappresenta un obbligo legale per gli Stati di non riconoscere né sostenere la situazione creata dall'occupazione, anche attraverso legami commerciali, finanziari e di investimento.
Il presidente siriano Bashar al-Assad esclude un intervento militare in Libano, secondo quanto riferito da Ahmed al-Sharaa. Al-Sharaa sottolinea il sostegno di Damasco a istituzioni forti in Libano e a relazioni basate sullo stato di diritto, un approccio mantenuto negli ultimi mesi. La Siria condivide con il Libano questioni come i rifugiati e il contrasto al traffico di armi e droga, con Damasco impegnata ad abbattere armi destinate a Hezbollah. Assad avverte che ogni instabilità in Libano potrebbe avere ripercussioni in Siria.
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Qalandiya, in Cisgiordania occupata, ferendo un ragazzo palestinese colpito da proiettili veri, riferisce l'agenzia Wafa. L'attacco ha provocato anche l'incendio degli alberi antichi nell'Istituto tecnico di Qalandiya. Secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, l'esercito israeliano ha impedito ai suoi operatori di raggiungere un ferito, senza precisare se si trattasse del ragazzo. Wafa aggiunge che l'esercito ha perquisito l'abitazione di Ahmed Khader, liberato oggi dopo 25 anni di detenzione in Israele.
L'Iran ha sospeso le sue operazioni militari di ritorsione dopo che gli Stati Uniti hanno interrotto i raid nelle ultime due notti, ha detto il generale Mohammad Akraminia alla televisione di Stato. Akraminia ha spiegato che le azioni iraniane erano condizionate alle attività militari statunitensi nella regione. Il generale ha aggiunto che la decisione americana sembra risentire di «uno stato di confusione e logoramento», senza una strategia chiara a lungo termine.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei afferma che mediatori come Pakistan e Qatar stanno scambiando messaggi tra Teheran e Washington, ma l'Iran dà priorità alla difesa della propria sovranità sotto attacco. Baghaei ha detto all'emittente austriaca ORF che l'Iran ha rispettato l'impegno di garantire il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, ma gli Usa hanno lanciato nuovi attacchi prima della scadenza, usando presunti incidenti navali come pretesto. Ha definito «tradimenti» gli attacchi durante le trattative, sottolineando che gli Usa non hanno sbloccato i fondi iraniani congelati come previsto dal memorandum.
Il ministro di Stato per gli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulaziz bin Saleh Al Khulaifi, ha avuto un colloquio telefonico con il vicepresidente del Consiglio dei ministri libanese, Tarek Mitri, riferisce il ministero degli Esteri qatariota. Durante la conversazione, Al Khulaifi ha ribadito il sostegno di Doha agli sforzi per rafforzare le istituzioni statali libanesi e consolidare sicurezza e stabilità nel paese. I due hanno inoltre esaminato la cooperazione bilaterale e le iniziative per agevolare il ritorno dignitoso delle persone sfollate nelle loro aree di origine. Il Libano affronta una grave crisi umanitaria causata dalle recenti escalation militari israeliane, che hanno provocato oltre 4.000 morti e più di un milione di sfollati.
L'Egitto ha accolto con favore la legge irlandese che vieta l'importazione di merci provenienti da insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati, esortando l'Unione Europea e la comunità internazionale a seguire l'esempio. In una nota del ministero degli Esteri, Il Cairo ha definito la normativa irlandese un impegno al rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni Onu, condannando le attività degli insediamenti come violazioni dei diritti palestinesi e ostacolo alla pace. L'Egitto ha ribadito la necessità che gli Stati membri Ue e la comunità internazionale adottino misure simili per non sostenere direttamente o indirettamente tali insediamenti. La dichiarazione ha inoltre riaffermato il sostegno egiziano ai diritti legittimi e inalienabili del popolo palestinese e ha sottolineato che la sicurezza in Medio Oriente richiede la fine dell'occupazione israeliana.
Le forze israeliane hanno effettuato un raid nel campo profughi di Qalandiya, a nord di Gerusalemme Est occupata, ferendo un palestinese, riferiscono fonti locali alla Wafa. Un gran numero di soldati ha fatto irruzione nel campo sparando munizioni reali, bloccando auto e lanciando bombe sonore e gas lacrimogeni. L'episodio si inserisce in una giornata di violenze in Cisgiordania, con l'esercito israeliano che ha fatto irruzione in diversi centri e arrestato centinaia di palestinesi dopo uno scontro a fuoco vicino a Nablus, dove sono morti quattro palestinesi e due soldati israeliani.
Mohammed al-Bukhaiti, membro dell'Ufficio Politico degli Houthi, afferma che «lo Stretto di Bab al-Mandab è ora completamente chiuso al traffico marittimo saudita». Al-Bukhaiti aggiunge che «non è nell'interesse degli Stati Uniti essere coinvolti con l'Arabia Saudita nell'aggressione contro lo Yemen». Secondo lui, se Washington parteciperà al conflitto, «avremo l'opportunità di rispondere all'escalation con l'escalation».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi accusa l'Ucraina di aver attaccato una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, causando la morte di un marinaio, e avverte che «l'incidente non può restare senza risposta». Media iraniani riferiscono che una petroliera è esplosa dopo aver urtato una mina navale nello Stretto di Hormuz. L'esercito israeliano afferma di aver ucciso il comandante di Hamas Hamam Eid in un raid nella Striscia di Gaza centrale, dove era responsabile della produzione di droni. I Guardiani della Rivoluzione iraniani dichiarano di aver avviato operazioni preventive contro gruppi separatisti e oppositori nel nord-ovest, accusati di tentare infiltrazioni sostenute dagli Stati Uniti. Media israeliani segnalano che il gabinetto per la sicurezza ha approvato un progetto pilota per il lancio della Board of Peace nel sud di Gaza.
Il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha consigliato di sospendere i bombardamenti Usa contro l'Iran nello Stretto di Hormuz se Washington non è pronta a un'escalation militare più ampia, secondo Axios. Cooper ha sottolineato che l'operazione ha raggiunto i limiti della sua efficacia. La raccomandazione è stata presentata al Pentagono, allo Stato Maggiore e alla Casa Bianca prima dell'incontro di venerdì in cui Trump ha deciso di fermare gli attacchi. La decisione segue due notti consecutive senza raid dopo quasi due settimane di attacchi e rappresaglie nella regione.
Il ministro della Difesa yemenita, generale Taher al-Aqili, ha affermato che le forze armate, in coordinamento con la coalizione guidata dall’Arabia Saudita e partner internazionali, sono impegnate a contrastare «il terrorismo perpetrato dalla milizia Houthi sostenuta dall’Iran» fino a neutralizzarne la minaccia e ristabilire il controllo statale su tutto il territorio nazionale. Al-Aqili ha definito gli Houthi responsabili di oltre un decennio di violenza, terrorismo, pirateria e caos, sfruttando la posizione dello Yemen per minacciare la navigazione internazionale «al servizio degli interessi dei loro finanziatori e operatori a Teheran». Il ministro ha aggiunto che la pace regionale e internazionale «non potrà prevalere se non si severa il braccio della Guardia Rivoluzionaria» e si estende il controllo statale sull’intero territorio.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ordinato un'operazione militare su larga scala in Cisgiordania, intensificata dopo uno scontro a fuoco vicino a Nablus che ha causato sei morti, secondo fonti palestinesi. La campagna ha visto l'assalto di coloni israeliani a villaggi, con aggressioni a residenti e scritte sui muri, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. A Zita Jamma’in, a sud-ovest di Nablus, i coloni hanno attaccato contadini palestinesi, mentre a Beit Dajan sono stati consegnati dieci ordini di demolizione. Le forze israeliane hanno inoltre effettuato un'incursione ad Abu Dis, a est di Gerusalemme Est occupata.
Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha elogiato la resistenza di Hezbollah contro Israele, definendo il gruppo «una roccia solida» contro l’aggressione, secondo la semiofficiale Tasnim News Agency. In una lettera di risposta al segretario generale di Hezbollah e ai suoi combattenti, Khamenei ha affermato che la loro tenacia rappresenta un messaggio di ispirazione per le nazioni libere che lottano contro l’oppressione e «l’arroganza globale». Ha inoltre indicato la difesa dei combattenti libanesi come una politica strategica dell’Iran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l'attacco nel Mar Caspio «non resterà senza risposta», secondo un comunicato del ministero. Araghchi ha ribadito la posizione durante colloqui telefonici con la responsabile della politica estera Ue Kaja Kallas e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Esperti locali ritengono che una risposta dipenderà da valutazioni politiche, non tecniche, poiché la distanza tra Teheran e Kiev è inferiore a 2.000 chilometri, entro il raggio dei missili e droni iraniani.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha parlato al telefono con il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, per discutere i rapporti bilaterali e gli sviluppi regionali. Secondo fonti ufficiali, hanno esaminato gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni, sottolineando l'importanza del dialogo, l'attuazione del memorandum Usa-Iran, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e il sostegno alla pace e stabilità durature nella regione.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il collega russo Sergey Lavrov hanno avuto un colloquio telefonico sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali, riferisce l'agenzia semiuUfficiale Tasnim. Araghchi ha scritto su X di aver sottolineato che l'attacco ucraino, come definito dall'Iran, contro una nave iraniana nel Mar Caspio «non resterà senza risposta».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato direttamente il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy per l'attacco a una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, che ha causato la morte di un marinaio. Araghchi ha definito l'azione «una palese violazione della Carta Onu» e ha avvertito che «non può rimanere senza risposta», secondo un post su X. Ha inoltre riferito di aver sollevato la questione in conversazioni telefoniche con la responsabile della politica estera Ue Kaja Kallas e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
L'esercito israeliano riferisce di aver ucciso Hamam Eid, comandante di Hamas, in un attacco nel centro di Gaza sabato. Eid era responsabile della produzione di droni e avrebbe tentato di ripristinare il sistema aereo di Hamas, violando il cessate il fuoco. L'accordo, mediato dagli Stati Uniti a ottobre, prevedeva il ritiro graduale delle truppe israeliane e lo smantellamento verificato di Hamas, ma la sua attuazione è ferma. Da allora, Israele ha continuato attacchi quasi quotidiani e ha ampliato il controllo militare sulla Striscia, con oltre mille palestinesi e quattro soldati israeliani uccisi.
Un sondaggio Ipsos e The Washington Post indica che solo il 29% degli americani approva la gestione della guerra con l'Iran da parte del presidente Biden, mentre il 68% ritiene che il conflitto non sia valso la pena. L'impatto economico e la morte di quasi 20 militari Usa dal 28 febbraio pesano sull'opinione pubblica. Restano dubbi sul futuro della diplomazia dopo la ripresa dei raid aerei Usa su obiettivi iraniani, con interrogativi sul possibile ritorno a un cessate il fuoco o a un memorandum d'intesa.
Il presidente Donald Trump ha sospeso gli attacchi statunitensi contro l'Iran per facilitare i colloqui sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce CBS News, citando due fonti regionali, secondo cui la campagna di bombardamenti durata 13 notti consecutive è stata interrotta per permettere la visita di funzionari omaniti a Teheran venerdì.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito Teheran che qualsiasi attacco contro Israele, diretto o tramite proxy, sarebbe «un grave errore» e riceverebbe una risposta «molto, molto decisa», secondo un'intervista a Fox News. Netanyahu ha affermato che la fine della guerra richiede la caduta del regime iraniano o che Teheran accetti il prezzo di «scatenare il caos economico» e «sparare contro tutti», citando Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Israele e Giordania come possibili bersagli. Ha inoltre dichiarato di sostenere pienamente gli sforzi diplomatici di Donald Trump, ma ha sottolineato che il programma nucleare iraniano deve terminare «con o senza accordo». Netanyahu ha appoggiato anche la proposta di Trump di condizionare la normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele a un programma nucleare civile per Riyadh, escludendo quello militare. Sul Libano, ha affermato che le forze israeliane hanno respinto Hezbollah di cinque-otto miglia dal confine e distrutto circa il 94% dei suoi 150.000 missili e razzi, secondo quanto riferito.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso telefonicamente con Kaja Kallas e Sergej Lavrov dell'attacco ucraino a una nave iraniana nel Mar Caspio, che ha causato la morte di un marinaio, secondo Reuters. Araghchi ha definito Zelensky «scroccone» e ha affermato che l'attacco di Kiev «non può rimanere senza risposta».
Benjamin Netanyahu ha appoggiato la proposta di Donald Trump di legare l'accordo nucleare civile con l'Arabia Saudita alla firma degli Accordi di Abramo, secondo un'intervista a Fox News. Il premier israeliano ha definito la mossa «un risultato storico», citando la posizione tradizionalmente contraria di Riad alla normalizzazione con Israele a causa del sostegno saudita alla causa palestinese.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha informato il presidente francese Emmanuel Macron sugli sviluppi regionali e sulla situazione nel sud del Libano durante una telefonata, riferisce un comunicato della presidenza libanese. Aoun ha aggiornato Macron sui colloqui con Donald Trump e altri funzionari americani, incentrati sulla posizione del Libano, la fase successiva all’accordo con Israele e la sua attuazione. I due leader hanno discusso anche delle continue violazioni israeliane nei villaggi e nelle città di confine nel sud del Libano, con Aoun che ha sottolineato la necessità di fermare tali azioni e rispettare il cessate il fuoco. La conversazione ha riguardato inoltre il periodo successivo alla conclusione prevista della missione di pace Onu nel sud del Libano, con entrambi che hanno evidenziato l’importanza del mantenimento dell’impegno internazionale per stabilizzare la regione.
La Guardia rivoluzionaria islamica iraniana (IRGC) afferma di agire per «estirpare sul nascere» gruppi separatisti e oppositori che, secondo Teheran, tentano di infiltrarsi nel nord-ovest del paese. Il portavoce Hossein Mohebbi ha definito le operazioni militari come un intervento preventivo contro un «piano nemico» volto a riorganizzare fazioni anti-governative, tra cui i Mojahedin del Popolo in esilio, per riaccendere le proteste letali di dicembre e gennaio. Mohebbi ha aggiunto che l’attenzione dell’IRGC sullo Stretto di Hormuz non ha distratto l’organizzazione da altre minacce. Il presidente Donald Trump ha riconosciuto che Washington ha tentato di inviare armi ai manifestanti iraniani tramite intermediari curdi durante le proteste invernali.
Benjamin Netanyahu conferma la sua intenzione di partecipare all'Assemblea generale dell'Onu a settembre, secondo un'intervista a Fox News. Il premier israeliano accusa il sindaco di New York Zohran Mamdani di «alimentare l'odio» con le sue parole, dopo che Mamdani ha chiesto al governo Usa di arrestare Netanyahu se si recasse a New York. Mamdani aveva definito Netanyahu «criminale di guerra» e «artefice di un genocidio contro il popolo palestinese», mentre Netanyahu sostiene che il sindaco divide la città invece di rappresentare tutti i newyorkesi.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto con favore la rimozione del procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan, secondo una sua dichiarazione. Netanyahu ha sostenuto che Khan avrebbe chiesto mandati di arresto contro di lui e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant solo dopo accuse di molestie sessuali rivolte al procuratore, definendo la mossa un tentativo di distrarre e mobilitare l'opposizione contro Israele. L'Assemblea degli Stati Parte, organo di governo della Corte, ha votato venerdì per rimuovere Khan in seguito alle accuse di cattiva condotta sessuale con una collaboratrice, accuse che Khan ha negato.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu afferma in un'intervista a Fox News che «se l'Iran dovesse attaccare Israele, direttamente o tramite intermediari, con missili balistici o droni kamikaze, commetterebbe un errore gravissimo». Netanyahu sottolinea che «la nostra risposta sarebbe estremamente dura».
Il re del Bahrain Hamad bin Isa Al Khalifa e il presidente israeliano Isaac Herzog hanno avuto un colloquio telefonico sugli sviluppi regionali e sugli Accordi di Abramo, riferisce la presidenza israeliana. Herzog ha definito il Bahrain «un paese importante in Medio Oriente» e ha elogiato la leadership del sovrano. Il Bahrain ha normalizzato le relazioni con Israele nel 2020, diventando il secondo paese del Golfo dopo gli Emirati Arabi Uniti a firmare gli Accordi di Abramo mediati dagli Stati Uniti.
Benjamin Netanyahu ha detto a Fox News che Israele e Stati Uniti si scambiano «costantemente informazioni» sul programma nucleare iraniano. Il premier ha aggiunto che i servizi di intelligence dei due Paesi collaborano strettamente e che l'incontro con il presidente Donald Trump servirà a «ascoltare le sue intenzioni». Netanyahu ha sottolineato che «la decisione spetta a lui» in merito a eventuali nuove azioni.
Il gabinetto per la sicurezza di Israele ha approvato un progetto pilota per consentire al Board of Peace multinazionale di operare nel sud della Striscia di Gaza, riferisce Ynet. Il piano si concentra sul quartiere Tal as-Sultan a Rafah, con l’istituzione di alloggi temporanei e il ripristino dei servizi municipali di base per i palestinesi sfollati dalla guerra. I civili che entreranno nelle zone designate saranno sottoposti a controlli di sicurezza per escludere legami operativi o politici con Hamas. Il progetto costituisce il primo test sul campo per il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, organismo tecnico palestinese transitorio istituito con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza Onu.
Papa Leo XIV ha rinnovato l'appello a fermare le operazioni militari in Medio Oriente, denunciando l'aumento della distruzione e il rischio per le vite civili. Il pontefice ha sottolineato che gli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran sulle infrastrutture civili aggravano la carenza di acqua e elettricità. Ha esortato tutte le parti a riprendere con urgenza il dialogo e la diplomazia per garantire una pace duratura nella regione.
L'esercito israeliano continua a violare gli accordi distruggendo case e conducendo attacchi nel sud del Libano, secondo l'esercito libanese. Le azioni israeliane ostacolano il dispiegamento delle forze libanesi e impediscono il ritorno degli abitanti, nonostante l'accompagnamento dei militari verso la «zona pilota» di Zawtar al-Gharbiya, riferisce l'esercito libanese. Il comunicato sottolinea che «la prosecuzione di questi attacchi impedisce il pieno dispiegamento dell'esercito e blocca gli sforzi per stabilizzare il sud». Zawtar al-Gharbiya è uno dei tre centri che l'esercito libanese dovrebbe controllare secondo l'accordo quadro tra Libano, Israele e Stati Uniti annunciato la scorsa settimana.
L'Iran ha informato il Pakistan della sua disponibilità a continuare i negoziati a Ginevra, Doha o Islamabad, secondo quanto riferisce Al Arabiya citando una fonte.
Il primo ministro yemenita Shaeed Mohsen al-Zandani accusa la milizia Houthi di colpire navi commerciali nel Mar Rosso per realizzare un'agenda iraniana, secondo un suo post su X. Al-Zandani avverte che questi attacchi minacciano la libertà di navigazione, interrompono le catene di approvvigionamento globali e ostacolano gli sforzi di pace dell'Onu. Il premier invita la comunità internazionale a contrastare con fermezza i comportamenti degli Houthi e a tagliare le loro fonti di sostegno. Al-Zandani conferma inoltre la collaborazione con la coalizione guidata dall'Arabia Saudita a sostegno del governo yemenita legittimo.
L'esplosione di una mina marina nello stretto di Hormuz potrebbe indicare un test iraniano sulla reazione di Washington, afferma l'analista militare Alexandru Hudisteanu. Secondo il comandante in pensione della marina rumena, l'episodio segnala anche l'inefficacia degli sforzi Usa di bonifica nella zona, rafforzando l'idea che solo il corridoio approvato dai Guardiani della Rivoluzione sia sicuro. Hudisteanu sottolinea che al momento l'incidente è riferito solo da fonti iraniane e potrebbe essere accidentale, dato che ordigni marini possono spostarsi o sommergersi. L'esperto ritiene che Washington abbia raggiunto un «limite temporaneo nelle opzioni militari» e preferisca una «finestra di calma» per favorire i negoziati pur mantenendo la possibilità di riprendere attacchi.
Mike Waltz, ambasciatore Usa all'Onu, afferma che il presidente Trump ha sospeso gli attacchi all'Iran per lasciare spazio alla diplomazia. Waltz ha detto a Fox News che «sta dando un po' di margine ai colloqui». Non ha fornito dettagli sulle trattative tra Teheran e Washington, ma nel fine settimana si è registrata una pausa nei combattimenti. Il Pentagono ha interrotto le operazioni di bombardamento dopo 13 notti di attacchi crescenti, mentre non sono stati segnalati attacchi iraniani contro paesi vicini.
Gholam Ali Haddad Adel, suocero di Mojtaba Khamenei, afferma all'agenzia Ilna che la Guida Suprema iraniana è «in buona salute». Haddad Adel spiega che, per motivi non precisati, Mojtaba Khamenei non ha contatti con nessuno, ma rimane in buone condizioni. Mojtaba Khamenei non si è mostrato in pubblico dal 28 febbraio, giorno di un attacco israelo-statunitense che causò la morte di diversi familiari, tra cui il padre Ali Khamenei. Diverse fonti sostengono che Mojtaba Khamenei abbia riportato gravi ferite durante il raid, ma da allora ha comunicato solo tramite messaggi scritti diffusi dai media statali.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ordinato la ricostruzione accelerata delle infrastrutture strategiche, tra cui ferrovie e corridoi di transito internazionali, dopo gli attacchi statunitensi. Pezeshkian ha visitato il ministero delle Strade e dello Sviluppo Urbano, dove è stato informato dei danni, riferisce l'agenzia Mehr News. Ha sottolineato l'importanza di collegare le reti ferroviarie con i Paesi vicini per rafforzare la resilienza economica e le capacità geopolitiche dell'Iran.
Una petroliera è esplosa dopo aver deviato dalla rotta indicata dalle forze armate iraniane, secondo media iraniani. L’incidente sarebbe avvenuto a causa dell’urto contro una mina navale, senza coordinamento con le autorità iraniane. L’Iran aveva più volte avvertito che le navi che non rispettano la rotta dichiarata avrebbero subito conseguenze, secondo fonti ufficiali. In precedenza, la Guardia Rivoluzionaria aveva sottolineato che il passaggio nello Stretto di Hormuz richiede piena coordinazione con le autorità iraniane e l’uso delle rotte designate.
La Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) ha annunciato che il Gran Premio del Bahrain, cancellato lo scorso aprile, si terrà in Malaysia dal 2 al 4 ottobre 2026. L'evento si svolgerà al Sepang International Circuit e sarà denominato «Gulf Air Bahrain Grand Prix in Malaysia», secondo la FIA. Le gare in Bahrain e Arabia Saudita erano state sospese a causa del conflitto tra Stati Uniti e Israele e delle azioni di ritorsione iraniane contro interessi americani nella regione.
L'agenzia Tasnim riferisce che una petroliera ha colpito una mina dopo aver lasciato la rotta indicata da Teheran nello Stretto di Hormuz. L'esplosione è avvenuta in una via di navigazione strategica. Le autorità iraniane non hanno ancora commentato l'incidente, secondo media locali.
Media iraniani riferiscono che una petroliera è esplosa dopo aver urtato una mina navale nello Stretto di Hormuz. Le informazioni sono ancora frammentarie e si attendono aggiornamenti.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha riferito che venerdì e sabato si sono svolti diversi incontri tra le delegazioni di Iran e Oman. Secondo Baghaei, sono stati condivisi progetti per gestire il traffico marittimo rispettando la sovranità di entrambi i Paesi e per un meccanismo di gestione futura dello Stretto di Hormuz. Restano però due questioni aperte: se l’accordo sarà solo tra Iran e Oman, gli altri Paesi regionali e gli Stati Uniti potrebbero respingerlo. Inoltre, permangono dubbi su chi controllerà lo stretto, con Stati Uniti e Paesi vicini contrari a un controllo iraniano.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano riferisce progressi nei colloqui con Oman sulla gestione del traffico marittimo nello stretto di Hormuz. Tehran segnala due notti consecutive senza attacchi statunitensi, una pausa dopo quasi due settimane di bombardamenti. L'Iran afferma di aver sospeso anche le azioni di ritorsione nella regione. Inoltre, Teheran ha convocato il capo della missione diplomatica ucraina dopo un attacco a una nave commerciale iraniana nel Mar Caspio, che ha causato un morto e un ferito.
L'esercito libanese afferma che le forze israeliane continuano gli attacchi nel sud del Libano, violando il diritto internazionale. In un comunicato, l'esercito riferisce che Israele ha distrutto o demolito abitazioni nelle aree occupate. Sono stati segnalati bombardamenti e scontri a fuoco nei villaggi di Kfar Tebnit, Haddatha, Konin, Nab’a Ibl al-Saqi, al-Mansouri, Bayt al-Sayyad e Majdal Zoun, intorno a Tiro. L'esercito denuncia inoltre incendi di uliveti e l'esplosione di un progetto della Litani River Authority a Markaba.
Il Regno Unito Maritime Trade Operations (UKMTO) riferisce un «incidente» nel Mar Rosso meridionale. Secondo l’agenzia, un mercantile ha avvistato lo schizzo di un proiettile di origine sconosciuta vicino alla nave, ma equipaggio e imbarcazione risultano salvi. L’impatto ambientale non è ancora confermato. UKMTO invita a transitare con cautela e a segnalare attività sospette mentre le autorità indagano.
I ribelli Houthi hanno annunciato di aver abbattuto un drone da ricognizione di fabbricazione turca nella provincia di al-Jawf, nel nord-ovest dello Yemen. Il portavoce militare Yahya Saree ha riferito che il velivolo apparteneva «al nemico saudita» e stava compiendo operazioni ostili. L’attacco segue una recente escalation di scontri tra le forze saudite e i ribelli Houthi, con reciproci raid segnalati.
Il Comando centrale Usa (Centcom) ha confermato la prosecuzione del blocco navale contro l’Iran, dichiarando di aver deviato 12 navi commerciali che tentavano di violarlo. Centcom riferisce di aver disabilitato due imbarcazioni non conformi e di averne ispezionate altre due. Venerdì le forze americane hanno fermato una nave nel Golfo di Oman dopo ripetuti tentativi dell’equipaggio di violare il blocco e aver ignorato gli avvertimenti.
Papa Francesco ha ricordato all'Angelus la beatificazione in Libano del patriarca Elias Boutros Hoyek, definito «uomo di dialogo e di speranza» e «Padre del Grande Libano», secondo il Vaticano. Il Pontefice ha chiesto che la preghiera del nuovo Beato sostenga i fedeli maroniti e favorisca la pace per l'intero popolo libanese.
Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha parlato al telefono con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, per discutere degli sviluppi nella regione, riferisce il ministero degli Esteri qatariota. La conversazione è avvenuta in un contesto di rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, con attacchi iraniani rivolti anche agli stati del Golfo e raid dei ribelli Houthi contro l’Arabia Saudita. I ministri hanno confermato l’impegno a proseguire il dialogo e hanno sottolineato la necessità che tutte le parti rispettino il memorandum d’intesa tra Usa e Iran, in particolare per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la stabilità regionale.
L'Iran ha annunciato la sospensione degli attacchi contro gli Stati del Golfo e gli interessi statunitensi nella regione dopo una pausa nei raid di Washington, riferisce l'agenzia AFP. «La nostra strategia è stata essenzialmente di ritorsione, abbiamo anche interrotto le operazioni di rappresaglia», ha detto il portavoce dell'esercito Mohammad Akraminia. La decisione segue quasi due settimane di scontri tra Iran e Stati Uniti per il controllo dello Stretto di Hormuz. Domenica non si sono registrati attacchi iraniani nel Golfo, mentre gli Usa non hanno colpito l'Iran per due notti consecutive.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intende consegnare al presidente Donald Trump nuove informazioni di intelligence sugli sforzi dell'Iran per rilanciare il programma militare e nucleare. Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12, citando fonti israeliane e rilanciata da Iran International. Un alto funzionario israeliano ha aggiunto che le possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran sono «praticamente inesistenti» e che una nuova escalation è «inevitabile».
L'agenzia palestinese Wafa riferisce che coloni israeliani hanno vandalizzato e incendiato parte di una moschea nel villaggio di Kur, a sud di Tulkarem, in Cisgiordania. Secondo Wafa, i coloni hanno anche imbrattato i muri con scritte razziste. Si tratta del secondo incendio attribuito a coloni nella giornata, dopo quello a una moschea in costruzione a Qusra, vicino a Nablus.
L'attraversamento di frontiera di Abdali tra Kuwait e Iraq ha riaperto domenica, riferisce l'agenzia statale irachena. Il confine terrestre principale tra i due Paesi era stato chiuso temporaneamente dopo un attacco con droni giovedì scorso. L'esercito kuwaitiano ha segnalato «danni materiali» a seguito del raid. Il valico di Abdali si trova nella provincia kuwaitiana di Al-Jahra, a nord.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) sono entrate nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, dopo che coloni israeliani hanno incendiato una moschea e imbrattato muri con la scritta «Vendetta» in ebraico. Lo riferisce il «Times of Israele», precisando che i responsabili sono fuggiti prima dell’arrivo delle forze. La polizia israeliana si recherà sul posto per raccogliere prove, mentre le autorità condannano «fermamente» l’attacco alle istituzioni religiose.
Le Forze di difesa israeliane hanno eliminato due militanti di Hamas in un'operazione nel Nord della Striscia di Gaza, secondo un comunicato dell'Idf. Tra le vittime c'è Fares Al Masri, responsabile della produzione di armi per Hamas, e Muhammad Abu Shakyan, coinvolto nella preparazione di attacchi contro militari israeliani. L'Idf ha riferito che le operazioni sono avvenute martedì scorso.
Coloni israeliani hanno incendiato una moschea in costruzione a Qusra e la casa di una famiglia palestinese a Beit Furik, vicino a Nablus, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Il sindaco di Qusra, Abdul Azim Wadi, ha detto che i coloni hanno appiccato il fuoco alla moschea Al-Rahma, distruggendo materiali e attrezzature. A Beit Furik hanno dato alle fiamme la casa di Ubada Mleitat, danneggiando parte della struttura prima che l'incendio fosse spento. Sui muri sono stati scritti slogan contro gli arabi.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato su X di aver dirottato 12 navi mercantili che tentavano di forzare il blocco navale contro l'Iran. Due navi non si sono conformate e sono state messe fuori uso, mentre altre due sono state abbordate per garantire il rispetto delle disposizioni. Il Centcom ha completato una verifica nelle prime ore di oggi, confermando il pieno controllo della situazione.
I Guardiani della Rivoluzione islamici iraniani hanno sparato colpi di avvertimento contro sei navi nelle ultime 24 ore mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, riferisce la televisione di Stato iraniana. Le imbarcazioni sono state fermate perché percorrevano una rotta «fuori dal percorso designato» stabilito da Teheran, secondo la stessa fonte. Sabato scorso, quattro navi erano state bloccate per «passaggio non autorizzato» nello stesso tratto. La disputa sulle rotte consentite nello Stretto di Hormuz resta un punto di attrito tra Stati Uniti e Iran, alla base delle tensioni recenti nella regione.
Fonti statunitensi citate dal Wall Street Journal indicano che l'Iran combina il lancio dei missili Kheibar Shekan con droni ad alta velocità e missili meno sofisticati per saturare le difese nemiche. Gli attacchi recenti hanno preso di mira non solo le basi Usa in Medio Oriente, ma anche radar e sistemi di difesa aerea. Nonostante la distruzione di impianti, gli esperti ritengono che Teheran possa continuare a produrre missili assemblando componenti conservati in basi sotterranee.
L'Iran ha condannato l'attacco di un drone ucraino contro una nave commerciale iraniana nel Mar Caspio, che ha causato un morto e un ferito, definendolo una grave minaccia per il commercio nazionale, secondo il ministero degli Esteri iraniano. Teheran ha convocato il capo della missione politica ucraina e ha avvertito che l'attacco non resterà senza risposta. L'Iran considera possibile una rappresaglia, poiché la distanza tra Teheran e Kiev è inferiore a 2.000 chilometri, entro il raggio di azione delle sue capacità militari.
Il ministero del Trasporto del Qatar ha comunicato che dal 26 luglio 2026 le attività marittime per tutte le tipologie di imbarcazioni possono riprendere completamente. L’ente ha invitato le navi a rispettare le normative marittime per garantire sicurezza e protezione durante i viaggi. Le restrizioni sul traffico nello Stretto di Hormuz erano state imposte due settimane fa dopo una serie di attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran, che avevano coinvolto anche le navi nella zona.
Il generale Mohammad Reza Akraminia ha dichiarato che l'Iran ha agito per «affermare i propri diritti» nello Stretto di Hormuz dopo presunte violazioni statunitensi, ponendo al centro delle operazioni le basi Usa in Giordania, Kuwait e Bahrain. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim, citando il comandante iraniano. Le tensioni sono aumentate dopo che gli Stati Uniti hanno condotto 13 notti consecutive di raid contro l'Iran, cui sono seguiti attacchi iraniani contro le basi in quei paesi. Secondo media Usa, il presidente Trump ha sospeso gli attacchi venerdì per motivi di esaurimento dei missili intercettori e per favorire la diplomazia.
Le forze israeliane stanno conducendo un raid a Rafidia, vicino a Nablus, secondo fonti locali. Sono stati segnalati scontri anche a Hawara, sempre nell'area di Nablus, dove un paramedico e un uomo sono stati aggrediti, come mostrano video di testimoni. La Mezzaluna Rossa palestinese ha denunciato un'aggressione a un suo paramedico a Masafer Yatta, a sud di Hebron. Durante la notte si sono registrati raid in tutta la Cisgiordania occupata; a Rafidia le forze israeliane stanno misurando le abitazioni dei palestinesi uccisi a Tal per procedere con le demolizioni, una delle misure annunciate dal governo israeliano dopo un raid di coloni finito in tragedia.
L'emittente statale IRIB riferisce che la Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano sta esaminando la bozza di legge sulla gestione dello Stretto di Hormuz, insieme alle sottocommissioni giudiziarie, economiche e civili. Il contenuto del testo non è stato reso pubblico, ma fonti ufficiali avevano anticipato che mira a riaffermare la sovranità iraniana sul corridoio marittimo e a introdurre tariffe per le navi in transito. Il vicepresidente del Parlamento, Ali Nikzad, aveva dichiarato a maggio che la bozza vieta il passaggio delle navi israeliane e nega i permessi di transito a quelle di «paesi ostili» senza compensazioni per danni di guerra.
Il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce dell'esercito iraniano, afferma che gli Stati Uniti non hanno raggiunto i loro obiettivi «nello Stretto di Hormuz e nel indebolire l'Iran». Shekarchi, citato dalla tv di Stato, descrive la situazione come «caotica e indesiderabile per l'America». Ha aggiunto che Washington cerca una «nuova strategia» e che un possibile ritiro dalla guerra dipende dalla «permesso dei sionisti», in un chiaro riferimento a Israele.
La polizia israeliana ha arrestato nove manifestanti durante una protesta a Tel Aviv contro l'aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania e il controllo militare israeliano. Secondo media israeliani, la manifestazione si è svolta sabato in via Kaplan senza autorizzazione. Le forze dell'ordine hanno riferito che i dimostranti hanno iniziato a «disturbare l'ordine pubblico e bloccare la carreggiata».
L'ambasciatrice del Kuwait negli Stati Uniti, Sheikha Al-Zain Al-Sabah, ha smentito un articolo del Wall Street Journal che attribuiva al Paese l'invio di aerei da combattimento contro l'Iran. Secondo l'agenzia ufficiale kuwaitiana, citata da Al-Jazeera, l'ambasciatrice ha definito la notizia «completamente e totalmente infondata». Ha aggiunto che il Kuwait non ha partecipato a operazioni militari contro l'Iran né ha autorizzato l'uso del suo territorio o spazio aereo per attacchi offensivi.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, riferisce che i vice ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno discusso a Teheran la gestione dello Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia Tasnim, le parti hanno scambiato opinioni su principi comuni e meccanismi operativi per garantire la sicurezza della navigazione rispettando i diritti sovrani di entrambi i Paesi. Baghaei ha definito «utili» i colloqui, sottolineando che sono in corso consultazioni tecniche e politiche, senza variazioni nel traffico marittimo nello stretto.
Dal 7 ottobre 2023, forze israeliane e coloni hanno ucciso almeno 1.185 palestinesi in Cisgiordania occupata, inclusi 250 bambini, secondo fonti locali. Almeno 12.652 palestinesi sono rimasti feriti e oltre 24.000 sono stati arrestati. Al primo luglio 2026, 9.299 palestinesi restano detenuti in carceri israeliane, di cui 3.244 senza accuse formali. L’Onu e organizzazioni per i diritti umani criticano Israele per la scarsa responsabilità, rilevando che coloni e soldati raramente vengono perseguiti o condannati.
I media iraniani riportano scontri tra forze yemenite e milizie sostenute dall'Arabia Saudita nella provincia di Al-Jawf, nel nord dello Yemen. Non sono disponibili ulteriori dettagli sull'intensità o le conseguenze dei combattimenti, secondo le fonti.
Il ministero degli Esteri del Kuwait ha espresso «condanna e forte denuncia» per gli attacchi degli Houthi contro navi nel Mar Rosso, definendo l’attacco alla nave saudita NCC MASA una «palese violazione del diritto internazionale». Il ministero ha ribadito la «piena solidarietà» con l’Arabia Saudita e ha confermato il sostegno a tutte le misure adottate dal Regno per tutelare sovranità, sicurezza e interessi. Gli attacchi degli Houthi sono avvenuti dopo che il gruppo yemenita ha dichiarato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, seguiti dai raid sauditi su Hodeidah e dalle rivendicazioni di attacchi a impianti petroliferi sauditi.
Almeno una persona è morta e diverse sono rimaste ferite in un attacco di droni israeliani vicino all'ospedale Al-Aqsa a Gaza, secondo Al-Jazeera. L'emittente ha diffuso un video girato sul posto che mostra i danni e le urla dei feriti.
Il tenente colonnello Ella Waweya, portavoce dell'esercito israeliano, riferisce che le forze israeliane stanno perquisendo le abitazioni di palestinesi nella Cisgiordania occupata accusati di aver partecipato a una sparatoria che ha ucciso due soldati israeliani venerdì. Le case, nel villaggio di Tal vicino a Nablus, «sono state perquisite in preparazione alla loro sigillatura temporanea, come passo preliminare alla demolizione», spiega Waweya. Israele applica una politica di demolizione delle abitazioni di palestinesi ritenuti responsabili di attacchi letali, pratica condannata da gruppi per i diritti umani come punizione collettiva contraria al diritto internazionale. L'azione segue la morte di quattro palestinesi e due soldati israeliani in scontri tra forze israeliane, coloni e palestinesi a sud-ovest di Nablus, secondo fonti palestinesi e locali.
Un terremoto di magnitudo 4.6 ha colpito Bardsir, nella provincia iraniana di Kerman, alle 03:46 ora locale, a una profondità di 10 chilometri, secondo media iraniani. Il direttore generale della gestione delle emergenze di Kerman ha dichiarato all'agenzia Irna che il sisma non ha provocato vittime né danni materiali.
L'export di petrolio dell'Arabia Saudita si basa sempre più su una sola via d'uscita nel Mar Rosso, secondo il Wall Street Journal. Il Regno ha aumentato le spedizioni aggirando lo Stretto di Hormuz, ma gli attacchi dei militanti Houthi mettono a rischio questa rotta. La società di monitoraggio Vortexa riferisce che almeno quattro petroliere hanno cambiato rotta verso il Canale di Suez per evitare Bab el-Mandeb. Questo costringe l'Arabia Saudita a utilizzare rotte più lunghe e costose.
Il presidente Donald Trump ha deciso di sospendere i raid contro l'Iran dopo 13 giorni consecutivi di attacchi, riferiscono The New York Times e Axios. Secondo il Times, la decisione è stata presa per evitare un esaurimento pericoloso delle scorte di missili Patriot e altre munizioni di difesa aerea nel Medio Oriente. La scelta è arrivata dopo un incontro tra Trump, i suoi consiglieri e membri del gabinetto venerdì scorso. Axios segnala che non è chiaro se la sospensione sarà temporanea o prolungata, sottolineando che la decisione riflette una maggiore apertura alla diplomazia e il riconoscimento dei limiti dell'efficacia degli attacchi attuali.
Il Wall Street Journal riferisce che l'Iran impiega i missili balistici Kheibar Shekan in attacchi complessi contro basi americane, sfruttando traiettorie variabili per eludere le difese aeree. Secondo funzionari statunitensi, la maggior parte di questi missili è stata abbattuta, ma alcuni sono riusciti a superare le protezioni. A differenza di modelli più vecchi, i Kheibar Shekan possono essere mantenuti pronti al lancio su veicoli mobili, rendendo difficile la loro neutralizzazione da parte di Usa e Israele.
L'ambasciatrice kuwaitiana negli Stati Uniti, Sheikha Al-Zain Al-Sabah, ha negato un articolo del Wall Street Journal che attribuiva al Kuwait l'invio di caccia per attaccare l'Iran. Secondo l'agenzia ufficiale kuwaitiana, l'ambasciatrice ha definito la notizia «completamente infondata» e ha assicurato che il Kuwait non ha partecipato a operazioni militari contro l'Iran né ha autorizzato l'uso del proprio territorio o spazio aereo per attacchi. Il Wall Street Journal aveva riferito che Kuwait e Bahrain avrebbero lanciato attacchi in risposta a missili e droni iraniani contro obiettivi statunitensi nel Golfo.
Il governo iraniano ha accusato la televisione di Stato IRIB di censura dopo che alcune parti di un discorso del presidente Masoud Pezeshkian non sono state trasmesse, secondo il Consiglio dell'Informazione governativo. IRIB, il cui direttore è nominato dalla guida suprema, ha respinto le accuse definendole «improprie» e ha sottolineato il dovere di evitare «una falsa impressione di dualismo nella leadership del Paese». Nel discorso, Pezeshkian ha ricordato che dopo la guerra di 12 giorni con Israele dello scorso anno, l'ex guida suprema Ali Khamenei aveva dichiarato pubblicamente il rifiuto di negoziati con Washington, ma in privato aveva dato il suo consenso.
L'Iran ha accusato l'Ucraina di aver attaccato una nave commerciale iraniana nel Mar Caspio, causando la morte di un marinaio e il ferimento di un altro, secondo il ministero degli Esteri iraniano. La denuncia segue un post del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che ha rivendicato «risultati molto forti» con attacchi a lungo raggio contro navi usate per trasporti militari iraniani e una nave da guerra. Kiev ha inoltre accusato Mosca di supportare l'Iran fornendo immagini satellitari di siti militari nel Golfo. Da inizio conflitto, l'Ucraina ha imputato a Teheran il sostegno a Mosca con droni Shahed.
L’esercito israeliano riferisce di aver ucciso due comandanti di Hamas e un agente dell’intelligence nell’ultima settimana. Secondo fonti militari, Muhannad Asaad Mahmoud Abu Ghazal, comandante della cellula Nukhba, è stato colpito in un raid aereo nel centro di Gaza lunedì, mentre Raed Hani Mohammed al-Amsi, comandante del plotone di sorveglianza aerea, è stato ucciso in un attacco nel nord di Gaza martedì. Nello stesso raid è morto anche Nabhan Mohammed Nabhan al-Amsi, capo dell’intelligence militare della brigata di Gaza di Hamas. Non si registrano reazioni immediate da parte di Hamas. Fonti israeliane indicano che dall’inizio della guerra a Gaza, iniziata nell’ottobre 2023, le forze israeliane hanno ucciso 73.317 palestinesi, in maggioranza donne e bambini.
I siriani hanno accolto positivamente le affermazioni del segretario generale Onu che ha confermato che le Alture del Golan sono territorio siriano. La conferma arriva dopo tensioni legate alle rivendicazioni del presidente Usa Donald Trump, che aveva riconosciuto la sovranità israeliana sul Golan, e alle successive affermazioni del presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Sebbene il segretario Onu non abbia chiesto esplicitamente il ritiro israeliano, la sua dichiarazione apre la possibilità di un futuro ritorno del territorio alla Siria, dove vivono ancora migliaia di sfollati da generazioni.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi denuncia che gli Stati Uniti hanno violato il memorandum d'intesa aprendo una rotta marittima alternativa nello Stretto di Hormuz. Lo riportano media iraniani, secondo cui Washington ha deviato le navi dai corridoi concordati con Teheran.
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, definisce «inaccettabili» le incursioni israeliane nel territorio siriano delle Alture del Golan occupate e chiede che «cessino immediatamente». Su X, Guterres ricorda che Israele viola l’accordo di disengagement del 1974 firmato dopo la guerra del 1973. Il segretario Onu sottolinea che «la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale della Siria devono essere pienamente rispettate». Guterres è in visita ufficiale in Siria, la prima di un capo Onu dopo 17 anni. Israele occupa le Alture del Golan dal 1967. Il ministro della Difesa israeliano Israele Katz aveva ordinato di completare il controllo della zona cuscinetto dopo la caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024.
Donald Trump ha sospeso i piani di un'«escalation significativa» contro l'Iran per il rischio di esaurire le scorte di intercettori Patriot e munizioni nel Medio Oriente, secondo il New York Times. La decisione è emersa durante un incontro con i consiglieri più stretti venerdì, riferiscono due fonti informate. Il generale Dan Caine, capo di Stato maggiore congiunto, ha avvertito che i combattimenti avrebbero potuto «pericolosamente» ridurre le riserve disponibili per il Comando Centrale Usa.
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che l'Iran non ha interesse a coinvolgersi nel conflitto tra Russia e Ucraina, secondo un comunicato ufficiale. La stessa fonte ha aggiunto che il paese potrebbe valutare un ruolo di mediazione se necessario. Nonostante ciò, l'Iran mantiene forti rapporti militari con la Russia, inclusi scambi di armamenti. Da inizio conflitto, Teheran ribadisce la volontà di non interferire direttamente e auspica una de-escalation della crisi.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha comunicato di aver distrutto 11 caccia e elicotteri statunitensi a terra durante i combattimenti tra l'8 e il 22 luglio. Il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce dell'IRGC, ha precisato che gli attacchi hanno colpito basi americane nella regione.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha avvertito che il Regno Unito diventerà un «obiettivo legittimo» se sosterrà le forze statunitensi nella campagna militare contro l'Iran. Lo riporta Iran International.
Coloni israeliani hanno attaccato veicoli palestinesi e sequestrato un'auto privata in Cisgiordania occupata, mentre aumentano gli episodi di violenza nel territorio, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. I coloni hanno bloccato la strada tra le province di Salfit e Qalqilia, lanciando pietre e bastoni contro le auto guidate da palestinesi, senza causare feriti. Fonti locali segnalano che le forze israeliane mantengono chiuso il cancello di ferro all'ingresso del villaggio di an-Nabi Elyas, ostacolando la circolazione dei palestinesi. Inoltre, a Khirbet al-Ras al-Ahmar, a sud-est di Tubas, i coloni hanno sequestrato l'auto privata di Suleiman Jamil Bani Odeh, secondo l'attivista per i diritti umani Aref Daraghmeh.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich annuncia la costruzione di 763 nuove abitazioni nella colonia illegale di Eli, a sud di Nablus, in Cisgiordania occupata. Smotrich, candidato di spicco alle prossime elezioni, ha dichiarato a Channel 14 che il governo intende proseguire lo sviluppo di insediamenti agricoli e comunità nella zona, secondo l’agenzia Anadolu. Le nuove unità triplicheranno la dimensione dell’insediamento Eli nei prossimi anni. Venerdì scorso, quattro palestinesi e due israeliani sono stati uccisi vicino al villaggio di Tal, a sud-ovest di Nablus, in seguito a un attacco di coloni israeliani, riferiscono le autorità palestinesi. All’inizio del mese, Smotrich aveva detto che il gabinetto per la sicurezza aveva approvato un budget di 1,3 miliardi di shekel per 34 nuovi insediamenti in Cisgiordania.
L'Iran ha convocato i diplomatici ucraini dopo che un attacco aereo di Kiev ha colpito una nave iraniana nel Mar Caspio, uccidendo almeno un marinaio e ferendone un altro, secondo fonti iraniane. L'Ucraina sostiene di aver preso di mira navi russe che trasportavano materiale militare legato all'Iran. Il presidente Volodymyr Zelenskyy accusa la Russia di supportare l'Iran nella sua campagna militare in Medio Oriente. Nel frattempo, gli Houthi dello Yemen hanno lanciato missili e droni contro impianti petroliferi di Saudi Aramco a Jizan e Yanbu, in risposta ai raid della coalizione guidata dall'Arabia Saudita sul porto di Hodeidah e sull'isola di Kamaran. Le forze statunitensi hanno ispezionato una petroliera nel Mar Arabico nell'ambito del blocco navale contro i porti iraniani, un giorno dopo aver aperto il fuoco su un'altra nave che tentava di violare il blocco. In Cisgiordania occupata, le forze israeliane hanno ucciso almeno sei palestinesi e ferito sette, mentre si intensificano i raid militari e gli attacchi di coloni in diverse località, tra cui Hebron, Nablus e Tulkarem. Media libanesi riferiscono di forti esplosioni a Nabatieh, attribuite a raid israeliani.
