Un’improvvisa e vasta interruzione di servizio sta paralizzando ChatGPT su scala globale, rendendo l’intelligenza artificiale generativa di OpenAI del tutto inaccessibile per milioni di utenti. Come emerso dalle numerose segnalazioni arrivate su DownDetector, i problemi hanno iniziato a manifestarsi attorno a metà mattina (considerando l’orario italiano). Il disservizio non risparmia alcuna area geografica, registrando blocchi diffusi in Europa, negli Stati Uniti, in Europa, in India, in Giappone e in Australia, con un blocco che ha travolto contemporaneamente sia gli utenti del piano gratuito sia gli abbonati ai servizi premium.
ChatGPT down, i problemi riscontrati
Le anomalie riscontrate dalla community indicano che il problema risiede principalmente nella struttura di autenticazione e di accesso degli utenti, piuttosto che nel motore di calcolo del modello linguistico. Molti utenti segnalano di rimanere bloccati nella schermata di caricamento, di subire disconnessioni improvvise durante l’uso di ChatGPT o di non riuscire a consultare lo storico delle conversazioni passate. I problemi di login, accompagnati da messaggi di errore che notificano l’impossibilità di erogare il servizio, si stanno verificando in modo indistinto sia navigando attraverso il sito web sia utilizzando l’applicazione per dispositivi mobili.
La risposta di OpenAI
OpenAI ha confermato il disservizio tramite la propria pagina di monitoraggio, annunciando che i tecnici sono al lavoro per individuare la causa del guasto. Nelle ultime ore il portale di stato ha mostrato segnali instabili, alternando avvisi di malfunzionamento a report di normale operatività,
In attesa che la società capitanata da Sam Altman fornisca indicazioni dettagliate sulle tempistiche di risoluzione e sulle cause del crollo, gli utenti possono tentare alcune manovre preliminari prima di rinunciare all’uso di ChatGPT. Tra i tentativi consigliati figurano il riavvio completo dell’applicazione o il refresh forzato del browser, l’effettuazione di un logout manuale per riprovare l’accesso e l’alternanza tra la versione desktop e quella per smartphone. Resta comunque fondamentale consultare direttamente il portale status.openai.com per monitorare in tempo reale i progressi degli ingegneri nel ripristino dei sistemi.
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