Non ci sarebbero elementi che fanno pensare a un’aggressione nelle ultime ore di vita di Daniel Siad, il 69enne indicato come presunto reclutatore di Jeffrey Epstein e trovato morto lunedì sera a Colombes, nei pressi di Parigi. L’autopsia effettuata sul suo corpo non ha evidenziato tracce di violenze recenti collegate al decesso, secondo quanto comunicato dalla procura di Nanterre. Il ritrovamento del cadavere aveva inizialmente portato gli investigatori ad avviare gli accertamenti per chiarire le circostanze della morte, avvenuta apparentemente per un arresto cardiaco.
Gli esami medico-legali escludono cause immediate diverse
L’esame autoptico, eseguito nella giornata di giovedì, non ha individuato segni di traumi o lesioni recenti che possano essere messi in relazione con il decesso. La procura francese ha spiegato che gli accertamenti non hanno permesso di identificare una causa di morte immediata diversa dall’ipotesi già emersa nelle prime ore, ovvero un possibile arresto cardiaco. Gli specialisti continueranno però a lavorare per ricostruire con maggiore precisione gli ultimi momenti della vita di Siad.
Le condizioni di salute del 69enne
L’autopsia ha comunque evidenziato un quadro sanitario già compromesso. Secondo la procura di Nanterre, sul corpo dell’uomo sono emersi segnali di uno stato di salute precario e le tracce di un precedente infarto. Questa condizione, secondo i medici legali, avrebbe potuto rappresentare un fattore di rischio per un’improvvisa crisi cardiaca.
Previsti ulteriori accertamenti sul corpo di Siad
Nonostante l’assenza di segni di violenza recente, le verifiche non sono ancora concluse. La procura ha infatti disposto ulteriori analisi, tra cui esami tossicologici e lo studio dei tessuti, per ottenere un quadro più completo delle cause della morte.
Daniel Siad era stato indicato come una figura collegata alla rete di Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense morto nel 2019 mentre era detenuto a New York in attesa del processo per accuse legate allo sfruttamento sessuale di minori. La sua morte a Colombes aveva riacceso l’attenzione sul suo ruolo all’interno delle vicende legate al caso Epstein.
