La maggioranza di governo sta valutando un rimpasto che può riportare Matteo Salvini al Viminale, con un annuncio atteso a Pontida il 20 settembre. Le opzioni al vaglio prevedono un rinnovamento completo con nuove nomine da trasmettere al Colle oppure un interim che affidi al leader della Lega l’Interno e collochi Matteo Piantedosi in un incarico internazionale o in un altro ministero. Secondo indiscrezioni, la mossa è collegata anche alla crescita nei sondaggi del generale Roberto Vannacci, accreditato intorno al 7%.
Salvini al Viminale? Le due strade sul tavolo
Nel primo scenario si procederebbe a una riorganizzazione completa dei dicasteri, con nuove nomine che verrebbero formalmente inviate al Colle. Nel secondo, più snello, Salvini assumerebbe l’interim al Viminale mentre Piantedosi verrebbe destinato a un ruolo internazionale di rilievo oppure spostato in un diverso ministero. Entrambe le ipotesi sono state discusse nelle ultime riunioni tra i partiti della coalizione, con l’obiettivo di definire una soluzione politicamente sostenibile e operativamente rapida.
Gli incastri tra Interno e Trasporti
Nell’architettura dell’ipotesi interim è circolato il nome di Tullio Ferrante, sottosegretario di Forza Italia, come possibile reggente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La proposta punta a gestire la transizione senza modificare subito l’assetto complessivo dell’esecutivo, affidando a figure di partito incarichi di reggenza temporanea. Per Piantedosi, secondo fonti parlamentari, nella rosa delle collocazioni internazionali figura la candidatura alla guida di Europol, dove risultano in corsa rappresentanti di Germania, Spagna e Lituania; l’ipotesi di una candidatura italiana resta aperta. Sul tavolo è stata valutata anche la possibilità di uno spostamento al ministero della Giustizia in sostituzione di Carlo Nordio, scelta che alcuni partecipanti alle consultazioni considerano coerente con il profilo del prefetto.
La posizione della Lega su Salvini e i rapporti nella maggioranza
All’interno della Lega, Giancarlo Giorgetti ha sostenuto la soluzione che vede Salvini al Viminale durante l’ultimo Consiglio federale, imprimendo un’accelerazione al confronto. Nel dialogo tra gli alleati, esponenti di Forza Italia hanno segnalato il rischio di una minore rappresentanza diretta in alcuni dicasteri chiave; in cambio, gli altri partiti avrebbero ottenuto maggiori posti da viceministro e sottosegretario in Sanità, Difesa e Istruzione.
Decisione e tempi
La decisione finale resta nelle mani della premier Giorgia Meloni, che nelle scorse ore ha ricevuto proposte e valutazioni dai partner di maggioranza. Il calendario politico indica come finestra utile l’appuntamento di Pontida: la data per un eventuale annuncio, allo stato, resta il 20 settembre.
