Donald Trump avrebbe individuato in Gianni Infantino il profilo ideale per diventare il prossimo segretario generale dell’Onu. A rivelarlo è il New York Post, citando fonti vicine al presidente americano, secondo cui il tycoon ritiene che l’attuale presidente della Fifa sia una personalità “rispettata da tutti nel mondo” e dotata di “una speciale capacità di unire le persone”.
L’ipotesi arriva mentre è in corso la corsa alla successione di Antonio Guterres, il cui secondo mandato alla guida delle Nazioni Unite terminerà alla fine di dicembre 2026.
Trump punta su Infantino all’Onu per il dopo Guterres
Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense, Trump vedrebbe in Infantino una figura capace di ricucire rapporti internazionali e imprimere una nuova direzione alle Nazioni Unite.
Non risulta però che il presidente americano abbia già discusso dell’ipotesi direttamente con il numero uno della Fifa e, soprattutto, non è noto se Infantino sia interessato a candidarsi per uno degli incarichi diplomatici più importanti al mondo.
L’eventuale candidatura rappresenterebbe un cambio radicale nella carriera del dirigente svizzero-italiano, alla guida della Fifa dal 2016 e protagonista della profonda espansione del calcio internazionale negli ultimi anni, culminata con il nuovo formato del Mondiale per Club e con il Mondiale a 48 squadre.
Come viene eletto il segretario generale dell’Onu
La nomina del segretario generale delle Nazioni Unite segue una procedura articolata. Il candidato deve innanzitutto ottenere il via libera dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza, dove i cinque membri permanenti possono esercitare il diritto di veto.
Successivamente è necessaria l’approvazione dell’Assemblea Generale dell’Onu, che ratifica formalmente la nomina.
Si tratta quindi di un percorso diplomatico complesso, nel quale il sostegno delle grandi potenze è determinante.
Gli altri candidati in corsa
L’idea di Trump si inserisce in un quadro che alcune fonti, citate dal New York Post, definiscono caratterizzato da candidature non particolarmente solide.
Tra i nomi che circolano figurano:
- Michelle Bachelet, ex presidente del Cile ed ex Alto Commissario Onu per i diritti umani, che potrebbe incontrare la contrarietà degli Stati Uniti;
- Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), la cui candidatura potrebbe invece scontrarsi con le riserve del Regno Unito, anche alla luce delle tensioni diplomatiche tra Londra e Buenos Aires sulla questione delle Isole Falkland.
In questo contesto, secondo le fonti citate dal giornale americano, Trump ritiene che Infantino possa rappresentare una figura di mediazione più condivisa.
I rapporti difficili tra Trump e le Nazioni Unite
L’eventuale sostegno a Infantino arriverebbe dopo anni di rapporti spesso complicati tra Donald Trump e l’Onu.
Il presidente americano ha ripetutamente criticato le Nazioni Unite, accusandole di essere inefficaci nella gestione delle principali crisi internazionali e di non riuscire a mediare i conflitti globali.
Secondo le fonti del New York Post, un eventuale approdo di Infantino alla guida dell’organizzazione potrebbe contribuire a migliorare i rapporti tra Washington e il Palazzo di Vetro, anche se, allo stato attuale, si tratta soltanto di un’ipotesi priva di conferme ufficiali.
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