Un giornalista del settimanale L’Espresso è stato manganellato da un poliziotto durante gli scontri che si sono verificati a Bologna nel corso della manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir, l’uomo deceduto dopo essere stato immobilizzato e ammanettato durante un intervento delle forze dell’ordine. Nel video diffuso dalla testata, si sente il cronista urlare più volte: “Sono un giornalista”, nel tentativo di fermare gli agenti. Uno di loro, però, ha continuato a colpirlo con il manganello.
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Bologna, giornalista manganellato durante gli scontri per Abderrahim Fakir
Il collaboratore dell’Espresso si trovava in strada per documentare quanto stava accadendo durante la manifestazione. Come riportato dalla testata, il giornalista ha provato a proteggersi dai colpi sollevando un braccio, mentre continuava a dichiarare la propria professione. Il cellulare con il quale stava registrando è caduto poco dopo a terra, facendo interrompere il filmato. Secondo quanto raccontato dall’Espresso, tuttavia, le manganellate sarebbero proseguite anche dopo la fine del video, fino a quando il collaboratore non è riuscito ad allontanarsi.
“Al collo aveva persino una macchina fotografica con la quale, pochi attimi prima, stava scattando delle foto della manifestazione. Al momento si trova in ospedale per accertamenti”, ha scritto il settimanale nel post pubblicato sui propri canali social.
Bologna, la polizia carica il corteo durante la manifestazione
La protesta era iniziata con un presidio partecipato in piazza Nettuno, organizzato per chiedere chiarezza sulla morte di Abderrahim Fakir. Quando una parte del corteo si è spostata verso la Prefettura e la Questura, la polizia in tenuta antisommossa ha respinto i manifestanti con cariche, manganelli, lacrimogeni e idranti. Alcune persone hanno risposto lanciando petardi e bombe carta contro gli agenti. È durante l’intervento delle forze dell’ordine che il collaboratore dell’Espresso, presente per documentare gli scontri, è stato colpito più volte nonostante avesse urlato: “Sono un giornalista”. Altri partecipanti hanno invece continuato a protestare pacificamente, sedendosi in piazza con una fotografia di Fakir.
