Bologna si è svegliata ferita dopo una notte di scontri nel cuore della città, seguiti al presidio per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro.
La manifestazione convocata dal sindaco Matteo Lepore si era svolta pacificamente in piazza Nettuno, alla presenza dei familiari dell’uomo e di migliaia di cittadini. Al termine del presidio, però, una parte dei manifestanti si è spostata in corteo verso piazza Roosevelt, davanti alle sedi della Prefettura e della Questura. È qui che la tensione è rapidamente aumentata, dando origine a scontri proseguiti fino a oltre la mezzanotte.
Auto comunale incendiata e danneggiamenti in centro
Durante i disordini una parte dei manifestanti ha lanciato bottiglie, petardi, oggetti e almeno una bomba carta contro le forze dell’ordine. Alcune persone hanno inoltre divelto le protezioni dei finestrini dei mezzi blindati e utilizzato biciclette e transenne per formare barricate nelle strade circostanti.
La polizia ha risposto con cariche di contenimento, idranti e lacrimogeni, avanzando progressivamente per liberare piazza Roosevelt e le vie vicine.
Sedie e tavolini dei dehors sono stati rovesciati, mentre diverse biciclette del servizio di sharing sono state vandalizzate. Almeno un’automobile del Comune di Bologna è stata data alle fiamme, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco.
I pompieri sono intervenuti anche in via Monte Grappa, dove un fumogeno aveva provocato un incendio all’interno di un cortile.
Il bilancio dei feriti
Il primo bilancio fornito nella notte dal 118 è di undici persone che hanno avuto bisogno di cure mediche. Quattro manifestanti e cinque poliziotti sono stati assistiti direttamente sul posto, mentre un agente è stato trasportato all’ospedale Maggiore e un manifestante al Sant’Orsola. Entrambi hanno riportato ferite lievi.
Nella mattinata di martedì 21 luglio i sindacati di polizia hanno però fornito cifre molto più elevate. Il Coisp ha parlato di 56 agenti feriti, suddivisi tra i reparti mobili di Padova, Firenze e Bologna, con prognosi fino a quindici giorni. Il Sap ha indicato oltre cinquanta feriti, mentre l’Fsp ha riferito di circa sessanta appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti.
Si tratta, al momento, di numeri comunicati dalle organizzazioni sindacali e non ancora confluiti in un bilancio ufficiale unico.
La famiglia di Fakir condanna le violenze
Il legale della famiglia di Abderrahim Fakir, Fabio Anselmo, ha preso le distanze dagli scontri, sottolineando che i comportamenti violenti rappresentano un danno per la richiesta di verità e giustizia avanzata dai parenti del 42enne.
La famiglia aveva più volte invitato alla calma, al rispetto e a una mobilitazione pacifica. Anche durante il presidio in piazza Nettuno era stato chiesto che non prevalessero l’odio e la violenza.
Sul decesso di Fakir la Procura di Bologna procede per omicidio colposo. Due poliziotti e quattro operatori sanitari sono stati annotati nel registro modello 45-bis, mentre proseguono gli accertamenti sulle immagini, sulle comunicazioni di servizio e sulle cause della morte.
