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Pensioni agosto: rimborsi e debiti 730 nel cedolino, scadenze e novità INPS

L'INPS gestisce rimborsi e trattenute Irpef dal 730; accrediti scaglionati tra banche e Poste, con possibilità di rateizzazione per debiti.

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Federico Perrone di Federico Perrone

Il cedolino della pensione di agosto 2026 evidenzia rimborsi e trattenute Irpef legati alla liquidazione del modello 730/2026 per i pensionati che hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta. L’operazione coinvolge sia i contribuenti a credito sia quelli a debito d’imposta.

La movimentazione sul rateo di agosto recepisce le risultanze contabili che l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso all’INPS entro il 30 giugno 2026 e segue un calendario di pagamento distinto tra Poste e banche. La tempistica dei rimborsi varia inoltre in base al mese di invio della dichiarazione.

Calendario pagamenti e valuta

L’INPS ha confermato che la valuta di pagamento del rateo di agosto è fissata al 1° agosto per gli accrediti presso Poste Italiane e al 3 agosto per gli accrediti su banche. La differenza è legata al fatto che il primo giorno del mese cade di sabato, giornata non bancabile. Gli effetti risultano nel cedolino e sul conto secondo la modalità di riscossione scelta.

I pensionati che riscuotono in contanti agli sportelli postali potranno ritirare importi netti fino a 1.000 euro. Per importi superiori prevalgono le disposizioni bancarie previste dalla normativa.

Conguaglio 730: rimborsi, debiti e rate

Le trattenute e i rimborsi si fondano sulle risultanze contabili inviate dall’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2026. L’INPS ha precisato: «Il rateo di pensione di agosto potrà quindi comprendere: il rimborso delle somme spettanti, se dalla liquidazione della dichiarazione risulta un credito a favore del contribuente; la trattenuta delle somme dovute all’Agenzia delle Entrate, se dalla liquidazione della dichiarazione risulta un debito d’imposta».

La finestra di erogazione dei rimborsi dipende anche dal momento di invio del modello 730: chi ha trasmesso la dichiarazione entro maggio 2026 può ricevere il credito sul cedolino di agosto; chi l’ha trasmessa a giugno vedrà l’accredito presumibilmente a settembre. Per gli invii successivi, il rimborso avverrà nel mese successivo alla ricezione del prospetto da parte dell’INPS.

Per i trattamenti fino a 18.000 euro lordi annui, se dal 730 emerge un debito superiore a 100 euro, il recupero viene rateizzato: le trattenute sono distribuite tra maggio e novembre 2026 con l’obiettivo di concludere il recupero entro novembre. La possibilità di rateazione discende dai dati contabili e dalle scelte effettuate in dichiarazione, ma il completamento resta vincolato ai termini indicati dall’Istituto.

Resta distinto il caso dei pensionati che non hanno indicato un sostituto d’imposta o che hanno optato per il rimborso diretto: l’eventuale credito fiscale non transita sul cedolino ma viene corrisposto dall’Agenzia delle Entrate, con bonifico sul conto indicato dal contribuente o con le modalità previste dall’Agenzia.

Trattenute per mancata comunicazione dei redditi 2022

Sulle mensilità di agosto e settembre 2026 è applicata una trattenuta pari al 5% dell’importo lordo corrisposto a luglio 2026 per le prestazioni collegate al reddito, nei casi di mancata comunicazione dei redditi relativi all’anno 2022. L’INPS ha inviato agli interessati una comunicazione di sollecito; quando presente, la notifica è stata pubblicata nell’area personale MyINPS e trasmessa via PEC o email.

I titolari di prestazioni collegate al reddito hanno tempo fino al 15 settembre 2026 per presentare la domanda di ricostituzione reddituale e fornire le informazioni richieste. In assenza di comunicazione, l’Istituto procederà alla revoca della prestazione e al recupero delle somme eventualmente indebitamente erogate, come previsto dalla normativa vigente.

Come verificare il cedolino e correggere gli importi

I dettagli sull’importo spettante sono disponibili nel servizio online “Cedolino pensione” sul sito INPS e sull’app INPS Mobile. L’accesso è consentito con SPID livello 2 o superiore, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Il PIN tradizionale non è più attivo dal 2020, salvo per i cittadini residenti all’estero privi di documento di riconoscimento italiano.

Dal portale è possibile consultare il cedolino aggiornato, il nuovo modello ObisM e il servizio “Assistenza fiscale”, che riportano le risultanze contabili della dichiarazione e gli esiti dei conguagli. L’INPS ha inoltre comunicato di aver semplificato le descrizioni dei conguagli per agevolare la lettura.

L’assetto operativo definito dall’Istituto prevede la gestione di trattenute e rimborsi su due mensilità consecutive e la possibilità per i pensionati di intervenire con eventuali correzioni entro il termine del 15 settembre 2026. La scadenza resta il riferimento per integrare i redditi mancanti e chiudere i conguagli ancora aperti.

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