Almeno sei persone sono morte e decine sono rimaste ferite in seguito al terremoto che nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio ha colpito la regione di Junín, nel Perù centrale. Il sisma si è verificato alle 21.24 ora locale e ha interessato soprattutto la provincia di Chupaca, a poca distanza dalla città di Huancayo. Il numero di eventuali dispersi non è ancora stato definito e le squadre di emergenza continuano a rimuovere le macerie.
La stima della magnitudo varia a seconda dell’istituto che ha rilevato il terremoto: lp United States Geological Survey ha registrato una scossa di magnitudo 5,5 con ipocentro a circa 10 chilometri di profondità. L’Istituto geofisico del Perù ha invece indicato una magnitudo di 5,1, una profondità di 24 chilometri e l’epicentro a sette chilometri a sud di Chupaca.
Terremoto in Perù, almeno sei vittime e centinaia di sfollati
Secondo le informazioni comunicate dalle autorità peruviane, il terremoto ha provocato almeno sei morti. Il bilancio dei feriti, invece, resta in aggiornamento: la Protezione civile ne ha segnalati almeno 21, mentre i vigili del fuoco hanno riferito di circa 50 persone soccorse o trasferite nelle strutture sanitarie.
Circa 300 abitanti hanno dovuto abbandonare le proprie case e trascorrere la notte all’aperto, anche per paura di nuove scosse. Le autorità locali hanno allestito sistemazioni temporanee nella piazza principale e in un centro sportivo, distribuendo tende, letti, materassi e coperte. Nelle ore notturne, nella zona andina, le temperature possono scendere fino a circa quattro gradi.
Uno degli ultimi bilanci dell’Istituto nazionale di difesa civile parla di almeno 52 abitazioni distrutte e altre 27 dichiarate inagibili. La maggior parte degli edifici crollati era stata costruita con adobe, un materiale composto da mattoni di argilla e paglia essiccati al sole, spesso privo di rinforzi antisismici. La ridotta profondità del terremoto e la fragilità delle costruzioni hanno contribuito ad amplificare i danni, come spiegato dal responsabile dell’Indeci Luis Vásquez
Terremoto, danneggiata una chiesa del Cinquecento
Tra le località maggiormente colpite c’è Pumpunya, nel distretto di Chongos Bajo, dove numerose famiglie vivono di agricoltura e allevamento. Diversi animali sono rimasti intrappolati sotto le macerie, mentre i soccorritori stanno verificando le condizioni delle comunità più isolate.
Il terremoto ha danneggiato anche la chiesa e i resti dell’antico convento di Santiago de León, complesso religioso risalente al Cinquecento e riconosciuto come patrimonio storico nazionale. È crollata inoltre la Croce del Signore di Cani Cruz, una struttura con oltre quattro secoli di storia. Il ministero della Cultura ha avviato una valutazione per stabilire l’entità delle lesioni subite dal monumento.
Nella regione sono stati dispiegati 70 vigili del fuoco con ambulanze e mezzi di soccorso, oltre a più di 250 agenti di polizia e reparti dell’esercito. Le operazioni comprendono la ricerca di persone eventualmente intrappolate, la rimozione dei detriti e l’assistenza agli sfollati, secondo quanto riferito dall’agenzia Andina.
Il Perù si trova lungo la Cintura di fuoco del Pacifico ed è interessato frequentemente da terremoti. Quello registrato a Junín è stato però uno dei più distruttivi degli ultimi anni nella zona montuosa centrale del Paese.
