“Giorgia Meloni deve trarre le conseguenze, perché la maggioranza non esiste più. Meloni ha dei gruppi parlamentari che preferiscono tutelare il proprio interesse personale, cioè il fatto che si continuino a nominare i parlamentari, che è una cosa vergognosa: i cittadini italiani sono stati espropriati della possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento”. Così la vicepresidente del Parlamento europeo e leader di Spazio pubblico Pina Picierno, commentando la spaccatura della maggioranza sull’emendamento alla riforma della legge elettorale che avrebbe reintrodotto le preferenze, poi bocciato a scrutinio segreto per un solo voto. “Io avrei votato quell’emendamento: trovo che l’atteggiamento del campo Lavrov sia stato sbagliato”, ha continuato Picierno, durante un punto stampa con cui ha annunciato l’adesione a Spazio pubblico dei rappresentati del movimento ‘Adesso!’, progetto politico fondato dall’attivista Tomaso Greco che si dedica soprattutto ai temi del lavoro. “Noi siamo pronti: stiamo costruendo un polo, un’avanguardia, un fronte europeista con tutte le forze riformiste italiane”, ha spiegato la vicepresidente dell’Europarlamento, che ha poi lanciato un “appello a tutti i riformisti italiani per lavorare insieme”. Picierno si è quindi rivolta a Renzi, leader di Italia viva: “Matteo, ma che ci stai a fare nel campo Lavrov, dove non ti vogliono e ti nascondono nelle fotografie?”. La fondatrice di Spazio pubblico si è poi rivolta ai suoi ex colleghi di partito: “Care amiche e cari amici riformisti del Pd, ma che ci state a fare in un campo che subisce l’egemonia culturale della pochette e del putinismo di Giuseppe Conte?”. A detta di Picierno, questa subalternità ai cinquestelle sarebbe “sempre più evidente, come si è visto a Napoli, dove Conte ha detto da un palco unitario che la minaccia russa non esiste e che se la sono inventati per giustificare il riarmo”, al che “Schlein ha fatto la bella addormentata nel campo Lavrov: non ha proferito parola, ha fatto finta di niente e ha ripetuto ancora una volta la nenia del ‘testardamente unitario’, che vuol dire ‘sono pronta a ingoiarmi tutto pur di provare ad arrivare a Palazzo Chigi’. Questo non è serio”. La sua proposta, invece, è quella di “un’offerta politica autonomia rispetto al sovranismo illiberale di Giorgia Meloni” e, ha concluso Picierno, “contemporaneamente fuori dal campo Lavrov”.