16 luglio 2026 – La vicenda di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo una rapina nel suo negozio nel 2021, continua a far discutere. Dopo la conferma definitiva della condanna da parte della Cassazione, il fratello Dante ha raccontato all’ANSA lo stato d’animo del commerciante piemontese, definendolo “provato ma sempre resiliente”.
La condanna definitiva della Cassazione
Nella giornata di ieri la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere per Mario Roggero, 72 anni, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo.
I fatti risalgono al 28 aprile 2021, quando tre uomini entrarono nella sua gioielleria per compiere una rapina. Dopo essere riuscito a liberarsi, Roggero inseguì i malviventi all’esterno del negozio e aprì il fuoco, uccidendone due e ferendo gravemente il terzo.
Nel corso del procedimento giudiziario, i magistrati hanno ritenuto che la reazione del gioielliere fosse andata oltre i limiti della legittima difesa, configurando una responsabilità penale che ora è stata confermata in via definitiva.
Il fratello: “Mario è provato ma resta resiliente”
Dopo la sentenza, a parlare è stato il fratello Dante Roggero, che all’ANSA ha descritto le condizioni emotive del gioielliere.
“Mio fratello è certamente provato, ma sempre resiliente. Il suo ultimo video, trasmesso anche alla tv, riassume tutto”.
Dante Roggero ha inoltre sottolineato la gratitudine del fratello verso le tante persone che, negli ultimi mesi, si sono mobilitate in suo sostegno.
“Tanti si sono mossi per la richiesta di grazia e di questo lui è estremamente riconoscente”.
Le parole del familiare arrivano mentre continua a crescere il dibattito pubblico sulla vicenda e sulla possibilità di un intervento istituzionale che possa modificare il destino giudiziario del gioielliere.
La richiesta di grazia e il sostegno politico
Tra coloro che si sono espressi pubblicamente sul caso c’è anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha affidato a un messaggio pubblicato su X la propria posizione.
Secondo Crosetto, per Roggero dovrebbe essere valutata ogni strada possibile affinché possa tornare a casa.
“Penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”.
Il ministro ha inoltre criticato alcune interpretazioni della normativa da parte della giurisprudenza, sostenendo che negli anni si sia arrivati a decisioni che hanno consentito la scarcerazione anticipata di persone condannate per reati molto gravi.
Per Crosetto, quanto accaduto a Roggero rappresenta una situazione “ingiusta, incomprensibile e difficile da accettare”.
Un caso che continua a dividere l’opinione pubblica
Fin dall’inizio, la vicenda di Mario Roggero ha suscitato un forte dibattito in Italia sul tema della legittima difesa e sui limiti entro cui un cittadino può reagire a una rapina.
Da una parte c’è chi considera il gioielliere una vittima che ha agito dopo aver subito un grave trauma; dall’altra chi ritiene corretta la valutazione dei giudici, secondo cui la reazione armata sarebbe avvenuta quando il pericolo immediato era ormai cessato.
La conferma definitiva della condanna non ha chiuso il confronto pubblico. Al contrario, le richieste di grazia e le prese di posizione politiche dimostrano come il caso Roggero continui a rappresentare uno dei più discussi degli ultimi anni nel dibattito italiano sulla sicurezza e sulla legittima difesa.
