A pochi giorni dalla scomparsa di Sam Neill, arriva il chiarimento sulle cause della morte dell’attore diventato celebre in tutto il mondo per il ruolo del dottor Alan Grant nella saga di Jurassic Park. A stroncarlo è stata una polmonite, come confermato dalla famiglia e dal suo rappresentante, che hanno deciso di intervenire pubblicamente per smentire le numerose ricostruzioni circolate nelle ultime ore.
La precisazione della famiglia
Dopo la diffusione della notizia della morte dell’attore, in molti avevano ipotizzato un collegamento con il linfoma angioimmunoblastico a cellule T, una rara forma di tumore del sangue contro cui Neill aveva combattuto negli ultimi anni. In realtà, come spiegato dalla famiglia, il cancro era entrato in remissione grazie alla terapia CAR-T e non è stato la causa del decesso. A provocarne la morte è stata invece una polmonite, favorita anche dall’indebolimento del sistema immunitario dovuto ai lunghi trattamenti affrontati negli anni precedenti.
Nonostante i problemi di salute, Sam Neill aveva continuato a lavorare fino a pochi mesi fa. Negli ultimi dodici mesi aveva completato le riprese di quattro nuovi progetti cinematografici, oltre a seguire la sua azienda vinicola Two Paddocks in Nuova Zelanda. Il suo agente ha definito la morte “improvvisa e inaspettata”, sottolineando come l’attore fosse rimasto attivo fino all’ultimo.
Funerali in forma privata
La famiglia ha annunciato che i funerali si svolgeranno in forma strettamente privata nella fattoria dell’attore in Nuova Zelanda, rispettando il desiderio di Neill di mantenere riservata la propria vita personale. Al posto dei fiori, i familiari hanno invitato chi vorrà ricordarlo a sostenere alcune fondazioni benefiche impegnate nella ricerca sul tumore del sangue e nella tutela dell’ambiente, cause che l’attore sosteneva da anni.
Dopo la notizia della scomparsa, numerosi colleghi hanno ricordato Sam Neill con messaggi di cordoglio. Tra questi Steven Spielberg, Laura Dern, Jeff Goldblum, Nicole Kidman e Taika Waititi, che hanno reso omaggio a un attore protagonista di una carriera lunga oltre cinquant’anni, con più di 150 produzioni tra cinema e televisione e interpretazioni rimaste nella storia del grande schermo.
