Il viaggio mitologico di Ulisse ha trovato una nuova, imponente rotta sul grande schermo, ma l’accoglienza critica ha spaccato geograficamente il pubblico. L’attesissima Odissea di Nolan debutta oggi nei cinema italiani accompagnata da un’eco di giudizi contrastanti oltreconfine. Se la stampa internazionale ha quasi unanimemente celebrato la pellicola da 250 milioni di dollari firmata dal regista britannico come un trionfo sensoriale e narrativo, la critica italiana ha invece risposto con freddezza, evidenziando una distanza siderale nel percepire l’ambizioso adattamento del poema omerico.
Il trionfo internazionale: un’epopea da cinque stelle
All’estero, l’impatto visivo e concettuale dell’opera ha generato un entusiasmo travolgente. Con un eccezionale indice di gradimento del 96% registrato sulla celebre piattaforma Rotten Tomatoes, l’Odissea di Nolan è stata consacrata come un capolavoro di proporzioni monumentali. Peter Bradshaw del Guardian ha assegnato il massimo punteggio, definendo la pellicola un’opera di straordinaria ambizione e audacia, impreziosita da scene di battaglia adrenaliniche dal ritmo forsennato. Anche Matt Zoller Seitz di RogerEbert.com ha espresso un verdetto entusiastico, sottolineando come il regista sia riuscito a trasformare l’epica classica in una profonda riflessione sul potere delle storie e sulla loro capacità di plasmare la realtà umana.
La prova attoriale di Matt Damon, nei panni di un Ulisse moderno e tormentato, è stata ampiamente lodata, così come la magistrale e “superba” performance di John Leguizamo nel ruolo del fedele Eumeo. Nonostante alcune riserve mosse da Guy Lodge di Variety e Jacques Mandelbaum di Le Monde sulla gestione di un cast stellare – in cui Robert Pattinson veste i panni di un Antinoo da “pantomima” e Anne Hathaway interpreta Penelope – l’opera è stata applaudita per la sua prodigiosa capacità di stimolare i sensi dello spettatore, facendogli quasi percepire fisicamente l’odore del sangue e del mare.
La freddezza italiana: un cast slegato e carenza di emotività
Al contrario, varcando i confini della penisola, l’accoglienza riservata all’Odissea di Nolan assume toni decisamente severi. Le principali testate cinematografiche italiane hanno accolto il blockbuster estivo sollevando forti dubbi sulla sua effettiva profondità drammatica. Il sito specializzato cinematografo.it, pur riconoscendo le sbalorditive vette visivo-sensoriali raggiunte dalla regia, ha stigmatizzato un “fiacco didascalismo” di fondo che penalizza lo scorrere della pellicola.
Un parere condiviso anche da movieplayer.it, che ha criticato la scelta del cast all-star, giudicato più come una sfilata di volti noti che come un nucleo artistico coeso, evidenziando come Matt Damon potrebbe non essere l’Ulisse ideale e lamentando la tipica assenza di calore emotivo che talvolta caratterizza il cinema nolaniano. Infine, le stroncature di ilcineocchio.it e comingsoon.it hanno posto l’accento su evidenti squilibri narrativi e su scelte di casting considerate poco centrate, restituendo l’immagine di un’opera dal passo incerto. L’Odissea di Nolan si trova così al centro di una tempesta critica: un kolossal osannato come capolavoro epico nel resto del mondo, ma accolto come un magnifico guscio vuoto nella patria che delle radici mediterranee di quel mito si sente, da sempre, custode morale.
