Papa Leone XIV ha disposto il congedo di un vescovo peruviano di 75 anni, accusato di aver commesso abusi sessuali nei confronti di tre ragazze minorenni. Il provvedimento è stato annunciato dalla Santa Sede al termine del procedimento canonico avviato dopo le denunce presentate dalle presunte vittime e rappresenta una delle decisioni più rilevanti assunte dal Pontefice nella lotta agli abusi all’interno della Chiesa.
Le accuse e il procedimento canonico
Secondo quanto ricostruito nel corso dell’indagine ecclesiastica, gli episodi contestati al presule sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2015 e avrebbero coinvolto tre ragazze minorenni. La vicenda è stata esaminata dagli organismi competenti del Vaticano, che hanno portato a termine il procedimento previsto dal diritto canonico.
Al termine dell’istruttoria, Papa Leone XIV ha deciso di accogliere le conclusioni degli investigatori ecclesiastici disponendo il congedo dall’ufficio episcopale, misura che pone fine al suo incarico pastorale.
La linea del Vaticano sugli abusi
La decisione si inserisce nella linea di rigore adottata dalla Santa Sede nei confronti dei casi di abuso sessuale all’interno della Chiesa. Negli ultimi anni il Vaticano ha rafforzato le procedure per l’accertamento delle responsabilità dei membri del clero e per la tutela delle vittime, prevedendo anche provvedimenti disciplinari nei confronti di vescovi e superiori ecclesiastici.
Il caso arriva inoltre mentre continua l’attenzione della Santa Sede sulle vicende degli abusi emerse in Perù, uno dei Paesi maggiormente coinvolti negli ultimi anni da inchieste riguardanti esponenti della Chiesa cattolica.
Il provvedimento del Pontefice
Con il congedo disposto da Papa Leone XIV, il vescovo lascia il governo della diocesi all’età di 75 anni, l’età in cui i presuli presentano normalmente la rinuncia al Pontefice. In questo caso, però, la decisione non è legata al raggiungimento del limite anagrafico, ma rappresenta l’esito del procedimento disciplinare aperto a seguito delle accuse di abusi.
Il provvedimento conferma la volontà del Vaticano di intervenire nei confronti dei membri della gerarchia ecclesiastica quando emergono accuse ritenute fondate al termine delle indagini canoniche.
