Una gigantesca parete di nuvole che avanza dal mare verso la spiaggia, il cielo che si oscura nel giro di pochi minuti, raffiche di vento che spazzano via ombrelloni e temperature che precipitano all’improvviso. Le immagini arrivate da Hendaye, sulla costa basca francese, hanno fatto il giro del web e sono state ribattezzate da molti utenti una “nuvola tsunami”.
Il fenomeno ha provocato venti fino a circa 70 chilometri orari e un abbassamento delle temperature superiore ai 10 gradi in pochi minuti, costringendo molti bagnanti a lasciare la spiaggia. Ma dietro l’aspetto spettacolare di questa enorme nube si nasconde un fenomeno meteorologico ben noto agli abitanti della regione: la galerne.
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Cos’è la galerne, il fenomeno tipico della costa basca
La galerne è un improvviso cambiamento meteorologico che interessa da secoli le coste del Golfo di Biscaglia, tra il nord della Spagna e il sud-ovest della Francia.
Storicamente era particolarmente temuta dai pescatori perché poteva trasformare in breve tempo una giornata tranquilla in una situazione caratterizzata da vento forte, mare agitato e drastici cambiamenti delle condizioni atmosferiche.
Il fenomeno si verifica soprattutto durante l’estate, quando la terraferma si riscalda intensamente sotto il sole. In queste condizioni si crea una marcata differenza di temperatura tra l’aria calda presente sulla costa e quella molto più fresca proveniente dall’Oceano Atlantico.
Quando l’aria oceanica riesce a penetrare verso l’interno, avanza come un vero e proprio fronte freddo, provocando un cambiamento repentino del tempo.
Perché si forma la “nuvola tsunami”
La spettacolare nube osservata a Hendaye non è in realtà uno tsunami atmosferico né un tornado.
Si tratta probabilmente di una nube arcus, una particolare formazione associata all’arrivo di aria più fredda. In molti casi assume la forma di una nube a rullo (roll cloud), una lunga struttura cilindrica che può estendersi per diversi chilometri.
La sua formazione è legata proprio allo scontro tra masse d’aria differenti.
Quando l’aria fredda atlantica avanza, essendo più pesante si insinua sotto l’aria calda e umida presente vicino al suolo. Quest’ultima viene sollevata rapidamente verso l’alto e, raffreddandosi, provoca la condensazione del vapore acqueo.
Il risultato è una gigantesca parete nuvolosa che sembra avanzare come un’onda nel cielo.
È questa impressionante somiglianza a spiegare perché il fenomeno venga spesso definito “nuvola tsunami”, nonostante non abbia alcun collegamento con gli tsunami generati dai terremoti.
Perché il calo delle temperature è così rapido
Uno degli aspetti più sorprendenti della galerne è la velocità con cui può modificare il clima locale.
L’arrivo dell’aria oceanica sostituisce infatti in pochi minuti l’aria calda accumulata durante la giornata. Il risultato può essere un crollo termico improvviso, accompagnato da un aumento dell’umidità e da raffiche di vento molto intense.
Nel caso di Hendaye, i media locali hanno parlato di un abbassamento della temperatura di oltre 10 gradi nel giro di pochissimo tempo.
Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi anni eventi simili sono stati registrati più volte lungo la costa basca. A Biarritz, ad esempio, dopo una giornata caratterizzata da temperature vicine ai 43 gradi, l’arrivo dell’aria oceanica aveva provocato un calo termico di quasi 20 gradi.
Un fenomeno raro ma non eccezionale
Sebbene le immagini possano sembrare apocalittiche, la galerne non è un fenomeno raro per chi vive sulle coste del Golfo di Biscaglia.
La particolarità dell’episodio di Hendaye è stata soprattutto la spettacolarità della nube e la presenza di numerosi turisti che hanno documentato l’evento con smartphone e videocamere.
Le “nuvole tsunami” osservate negli ultimi anni in diverse parti del mondo non indicano necessariamente un aumento di questi fenomeni. Piuttosto, la diffusione dei social network rende oggi molto più facile riprendere e condividere eventi atmosferici che in passato sarebbero stati osservati soltanto da poche persone.
C’entra il cambiamento climatico?
Gli esperti sottolineano che la galerne è un fenomeno naturale documentato da secoli e non può essere considerata una conseguenza diretta del cambiamento climatico.
Tuttavia, temperature terrestri sempre più elevate durante le ondate di calore possono accentuare il contrasto termico con l’aria oceanica più fresca. In teoria, differenze di temperatura più marcate possono rendere più evidenti gli effetti associati a questi improvvisi ingressi di aria fredda.
Servono però studi specifici per stabilire se il riscaldamento globale stia influenzando frequenza o intensità della galerne.
Ciò che è certo è che l’episodio di Hendaye rappresenta un esempio spettacolare di come l’atmosfera possa cambiare volto nel giro di pochi minuti: una semplice giornata di mare può trasformarsi improvvisamente in uno scenario che sembra uscito da un film, ma che in realtà è il risultato di meccanismi meteorologici ben conosciuti dagli esperti.
