Per anni ha cercato di rallentare l’invecchiamento con una routine fatta di esami medici, dieta rigidissima e tecnologie sperimentali. Ora Bryan Johnson, imprenditore americano e biohacker diventato famoso per il progetto Blueprint e per il documentario Netflix Don’t Die: The Man Who Wants to Live Forever, ha annunciato di essere affetto da una gastrite autoimmune, una malattia cronica per la quale, al momento, non esiste una cura definitiva.
A rendere pubblica la diagnosi è stato lo stesso Johnson sui social, dove ha scritto: “Il mio stomaco sta mangiando se stesso”, spiegando di voler condividere ogni fase del percorso per contribuire alla ricerca scientifica.
Bryan Johnson e la diagnosi di gastrite autoimmune
Secondo quanto raccontato dall’imprenditore, il problema è emerso dopo anni di valori anomali del ferro che non trovavano una spiegazione. Gli accertamenti, tra cui gastroscopia, colonscopia e biopsie, hanno infine confermato la presenza di una gastrite autoimmune (Autoimmune Gastritis, AIG), una patologia in cui il sistema immunitario attacca le cellule dello stomaco responsabili della produzione degli acidi gastrici.
La malattia può compromettere l’assorbimento di nutrienti fondamentali come vitamina B12 e ferro, aumentando il rischio di anemia e, nel lungo periodo, di altre complicanze. Johnson ha spiegato di convivere già da anni con un’altra patologia autoimmune, l’ipotiroidismo, e ritiene che le due condizioni possano essere collegate.
La sfida del biohacker: “Cercherò una soluzione”
Nonostante la diagnosi, Johnson ha dichiarato di non voler interrompere il proprio percorso di ricerca sulla longevità. L’imprenditore, che investe ogni anno oltre 2 milioni di dollari nel progetto Blueprint per monitorare e rallentare l’invecchiamento biologico, ha annunciato di voler utilizzare nuove analisi avanzate e strumenti di intelligenza artificiale per studiare la malattia e cercare possibili trattamenti.
Tra le strategie già previste figurano il monitoraggio costante dei biomarcatori, infusioni di ferro e vitamina B12 quando necessarie e ulteriori studi sul funzionamento del sistema immunitario. Pur riconoscendo che la gastrite autoimmune è oggi considerata una patologia cronica e non guaribile, Johnson sostiene che la ricerca scientifica potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche.
Chi è Bryan Johnson
Bryan Johnson, 48 anni, è un imprenditore statunitense noto per aver fondato la società di pagamenti Braintree, successivamente acquisita da PayPal. Negli ultimi anni è diventato uno dei volti più noti del movimento dei biohacker grazie al progetto Blueprint, con cui sottopone il proprio corpo a continui controlli medici, segue una dieta estremamente rigorosa e sperimenta protocolli per rallentare l’invecchiamento.
La sua storia è diventata popolare anche grazie al documentario Netflix Don’t Die: The Man Who Wants to Live Forever, che racconta la sua ricerca della longevità e le controverse pratiche adottate nel tentativo di estendere la durata della vita. La diagnosi di gastrite autoimmune rappresenta ora una nuova sfida personale e scientifica per uno degli uomini che più di tutti hanno cercato di spingere oltre i limiti della medicina preventiva.
