Il debito pubblico italiano continua a crescere. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Banca d’Italia, a maggio 2026 il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 26,6 miliardi di euro rispetto al mese precedente, raggiungendo il nuovo massimo storico di 3.181,1 miliardi di euro.
Perché è aumentato il debito pubblico
Bankitalia spiega che l’incremento è dovuto principalmente a tre fattori. Il primo è il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, che ha inciso per 13,4 miliardi di euro. A questo si aggiunge l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, cresciute di 9,5 miliardi fino a quota 51,9 miliardi. Infine hanno contribuito gli effetti degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso dei titoli di Stato, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e le variazioni dei tassi di cambio, per un totale di 3,6 miliardi di euro.
L’istituto di Via Nazionale precisa che l’intera crescita del debito è riconducibile alle Amministrazioni centrali, mentre non si registrano variazioni significative per gli altri comparti della pubblica amministrazione. La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,9 anni, un dato considerato importante per valutare la sostenibilità delle emissioni nel medio-lungo periodo.
Chi detiene il debito italiano
Prosegue intanto il calo della quota di debito detenuta dalla Banca d’Italia, scesa al 17,2% dal 17,3% del mese precedente. Parallelamente cresce il peso degli investitori esteri: ad aprile, ultimo dato disponibile, la quota in mano ai non residenti è salita al 35,7%, mentre quella detenuta dagli altri residenti, in particolare famiglie e imprese non finanziarie, è aumentata al 14,6%.
Il dato di maggio conferma il trend di crescita registrato negli ultimi mesi e porta il debito pubblico italiano a un nuovo massimo storico. L’andamento sarà ora osservato con attenzione dagli operatori finanziari e dalle istituzioni europee, anche alla luce degli obiettivi di finanza pubblica fissati dal governo e del ritorno alle regole del nuovo Patto di stabilità.
