Il silenzio quasi sacrale di Church Road si è sciolto nel boato per il re d’Europa. Da Wimbledon a Wimbledon, la parabola dorata di Jannik Sinner ha trovato la sua consacrazione perfetta sul prato più prestigioso del mondo. Il tennista azzurro ha difeso con le unghie il titolo conquistato l’anno precedente, piegando la resistenza di Alexander Zverev in una finale epica per intensità emotiva e qualità tecnica. Con questo trionfo, Sinner mette in bacheca il quinto Slam della sua giovanissima carriera, un traguardo leggendario che cancella i dubbi di Parigi e certifica il suo totale dominio nel circuito mondiale.
Sinner supera Courier e mette nel mirino due icone
Con questa quinta perla, che si aggiunge ai trofei di Melbourne e New York, il fenomeno di San Candido stacca definitivamente un’icona degli anni Novanta come Jim Courier, fermatosi a quota quattro Major. Nella classifica all-time dell’era Open, dominata dall’irraggiungibile Novak Djokovic a quota 24, l’azzurro aggancia pionieri del calibro di Laurie Doherty e Tony Trabert. Davanti a lui, adesso, la storia del tennis apre le porte a un club ancora più esclusivo: a una sola lunghezza di distanza si stagliano infatti i sei Slam di Boris Becker e Stefan Edberg, due maestri del gioco su erba che Sinner ha già messo nel proprio mirino.
La legge di Jannik colpisce ancora
Il cammino verso la gloria londinese ha mostrato la versione più matura e glaciale di Sinner. Capace di gestire la pressione da numero uno del seeding, l’italiano ha superato i momenti di difficoltà con una solidità mentale impressionante, come dimostrato nel tie-break decisivo del secondo set contro il tedesco. Il bis consecutivo a Wimbledon non è solo un trionfo numerico, ma il manifesto di un’era sportiva in cui Sinner detta le regole. Il record dei miti del passato è vicino, e la sensazione è che il viaggio sia appena iniziato.
