Due alpinisti hanno perso la vita sul Gran Paradiso e i loro corpi sono stati individuati questa mattina, 13 luglio 2026. Sono precipitati in un crepaccio e i loro corpi sono stati recuperati dal Soccorso alpino valdostano. Erano dati per dispersi dal 9 luglio, giorno in cui avevano lasciato il Rifugio Vittorio Emanuele II per l’ascensione.
Le vittime sono entrambe di nazionalità romena. A dare l’allarme è stato il figlio di uno dei due quando non è riuscito a contattarli. I corpi sono stati trovati a 3.700 metri di quota, sull’itinerario di discesa dal Gran Paradiso. Dopo giorni di sorvoli in elicottero senza esito, nella ricognizione odierna è stato individuato un crepaccio profondo circa 20 metri. Le operazioni di riconoscimento sono state affidate alla Guardia di finanza di Entrèves-Courmayeur, che ha assunto la responsabilità degli accertamenti.
Ricerche e recupero dei corpi dei due alpinisti sul Gran Paradiso
Il recupero dei corpi dei due alpinisti dispersi sul Gran Paradiso è stato eseguito dal personale del Soccorso alpino valdostano. Le operazioni tecniche hanno previsto l’accesso alla cavità e l’estrazione a cura di squadre specializzate, con messa in sicurezza dell’area e manovre su corda. Le salme sono state trasferite in una struttura dove sarà effettuato il riconoscimento formale.
La Guardia di finanza di Entrèves-Courmayeur ha assunto la responsabilità del riconoscimento e degli accertamenti come previsto in caso di decesso in montagna. I reparti competenti stanno eseguendo accertamenti tecnico-forensi per consolidare gli elementi utili alla ricostruzione della dinamica.
Itinerario dal rifugio e rischi del ghiacciaio
La partenza dal Rifugio Vittorio Emanuele II è uno degli itinerari più battuti per il Gran Paradiso: la via normale raggiunge il ghiacciaio e prosegue verso la cresta sommitale. I crepacci sono tra le principali insidie dei percorsi glaciali: la presenza di cavità, spesso non visibili a occhio nudo, impone procedure di sicurezza specifiche per la progressione e l’assicurazione in cordata. Nei prossimi giorni le autorità effettueranno accertamenti tecnici per definire i dettagli della dinamica e ricostruire con precisione le fasi dell’incidente.
I precedenti sul massiccio e verifiche in corso
Il Gran Paradiso ha registrato altri incidenti mortali nelle ultime settimane: il 12 giugno tre alpinisti persero la vita sulla parete nord e i corpi vennero recuperati dal Soccorso alpino valdostano e dalla Guardia di finanza, quindi trasferiti all’obitorio di Aosta per il riscontro del medico legale. La successione di eventi ha spinto le squadre di soccorso a rafforzare le procedure di ricerca e i protocolli di sicurezza nelle ascensioni in alta quota.
